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The Nevers 1×01 – TouchedTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione The Nevers 1x01 Il ritorno in grande stile di Joss Whedon (autore e regista dello storico serial tv Buffy – The Vampire Slayer) per HBO non delude certo le aspettative.
Un originale team-up di supereroine le cui avventure sono ambientate in una splendida Londra vittoriana dalle atmosfere dark e steampunk. Non si poteva chiedere di meglio al regista dei primi due The Avengers.
Non mancano certo alcuni difetti in questo episodio pilota, ma nel complesso non si può dire che l’episodio non riesca a suscitare un certo interesse nello spettatore.
Va però chiarito fin da subito che Whedon, pur comparendo come showrunner, produttore esecutivo, sceneggiatore e regista di questo “Touched”, ha abbandonato il progetto lo scorso novembre per motivazioni legate all’impatto del lockdown, anche se si potrebbe asserire che le diverse critiche e scandali intorno al suo comportamento abbiano avuto sicuramente un impatto. Come nuovo showrunner è stata scelta Philippa Goslett.

COME TI COSTRUISCO IL WORLD-BUILDING


Mr. Haplisch: “They’re saying Myrtle might be… Touched? We, we heard about those girls the last few years. They’re… not right.”
Amalia True: “Neither right or wrong, being Touched is not a defect of character.”

Introdurre una serie completamente originale, senza alcun riferimento letterario o filmico precedente, non è mai cosa semplice. Bisogna essere allo stesso tempo concisi (per non annoiare e rubare troppo minutaggio), ma anche esaustivi per far appassionare lo spettatore alle vicende narrate.
I primi cinque minuti di The Nevers sono esemplari sotto questo punto di vista, e rappresentano la quintessenza dello show don’t tell.
È il 3 agosto 1896: viene mostrata la routine di alcuni personaggi nella Londra vittoriana. Nessuno di loro dirà una parola per tutto questo tempo. Ma verso la fine tutti alzano improvvisamente gli occhi verso il cielo dove qualcosa di strano sta per accadere. Nella sequenza successiva le due co-protagoniste principali della storia, Amalia (Laura Donnelly) e Penance (Ann Skelly), sono già al lavoro per il primo caso verticale di puntata. In seguito si scoprirà che in quella particolare giornata è avvenuto un misterioso evento per cui alcune persone, in città (tra cui Amalia e Penance), sono state “toccate” da uno strana sostanza che le ha dotate di veri e propri superpoteri.
Un’introduzione semplice ed essenziale, ma molto efficace. In pochi minuti lo spettatore è calato completamente nella storia intuendone (nella giusta dose) i successivi sviluppi.

LE X-WOMEN STEAMPUNK


È facile intuire quali siano state le fonti d’ispirazione per Whedon nel delineare le proprie super-eroine. La vicenda narrata ha più di un punto in comune con i famosi X-Men della Marvel. I “Toccati” sono persone perennemente discriminate per le loro abilità speciali e difese solamente o da loro stessi (come avviene nel quartier generale del St. Romaulda’s Orphanage) o da personalità abbastanza influenti da offrire loro protezione, vuoi per simpatia vuoi per interessi personali.
Non mancano “il dottor Xavier” ed il “Magneto” della situazione. Il primo è incarnato nella figura di Lavinia Bidlow (Olivia Williams), aristocratica inglese costretta guarda caso su una carrozzina, principale sostenitrice dei “Toccati” e principale benefattrice del St. Romualda’s. Il secondo è qui riprodotto dal personaggio di Maladie (Amy Manson), serial killer con superpoteri il cui background viene evidenziato nella scena finale. Un vero e proprio “Magneto in gonnella” con lo stesso odio verso i “normali”.
Joss Whedon gioca con la tradizione immettendo questo tipo di character in un contesto però del tutto originale. Gli elementi steampunk si fondono con il paesaggio in maniera non troppo invasiva, realizzando una riproduzione abbastanza realistica (elementi fantasy a parte) dell’epoca vittoriana.

IMPIANTO EPICO E QUALCHE DIFETTO


Non mancano ovviamente i difetti in questo primo episodio di The Nevers. Whedon mette su un prodotto che, per alcuni aspetti, è molto “vecchio stile” ma che vuole comunque essere in linea con il moderno storytelling. Ne viene fuori così una ripartizione del minutaggio non proprio equilibrata tra i vari personaggi, in cui la storyline verticale (quella della giovane Myrtle e i suoi misteriosi rapitori dalla faccia deforme) viene ben presto lasciata nel dimenticatoio. E non si sa quando tornerà fuori, dal momento che l’attenzione sembra più concentrata sulla caccia a Maladie.
Una struttura, dunque, non molto chiara e che rischia di annoiare lo spettatore (soprattutto con un episodio di più di un’ora come questo). Ma bisogna anche dire che tali difetti sono compensati da un impianto epico di tutto rispetto, come non si vedeva da tempo sul piccolo schermo.
Regia, fotografia e soundtrack vengono unite per creare un’ambientazione di forte suggestione emotiva. Il tutto per una storia dai marcati toni femministi con personaggi ben strutturati e per nulla banali o scontati.
HBO si riconferma così un canale capace di creare franchise davvero originali e innovativi, con un occhio di riguardo ai gusti del proprio pubblico ma senza scadere in una facile retorica.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fotografia e soundtrack
  • Tutto il cast (soprattutto femminile)
  • Elementi steampunk ben inseriti nel contesto vittoriano
  • Primi cinque minuti…
  • …e ultimi cinque!
  • Minutaggio non prorpio diviso equamente fra i vari co-protagonisti dello show
  • Storyline verticale un po’ abbandonata a sé stessa

 

Joss Whedon ritorna in grande stile con un originale team-up di supereroine steampunk. The Nevers si fonda su un impianto epico e su personaggi ben delineati e costruiti come non se ne vedeva da tempo. Un altro grande successo targato HBO.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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