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Leonardo 1×06 – Episodio 6TEMPO DI LETTURA 4 min

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Leonardo 1x06 recensione Con soli due appuntamenti rimasti, Leonardo continua con la sua densa narrazione fatta di eventi e situazioni proposte un po’ alla rinfusa.
Si è già parlato nelle scorse recensioni di come la creazione della storyline riguardante l’omicidio di Caterina si sia rivelato un buon escamotage per raccontare a ritroso la vita di Leonardo. Ciò che continua ad emergere da questa scelta narrativa però, è anche la modalità un po’ inconsistente con cui si stanno mostrando sullo schermo i passaggi salienti che hanno caratterizzato la storia del maestro da Vinci.
Mantenere in primo piano il mistero riguardo l’omicidio appare un buon stratagemma narrativo in grado di collegare tra loro le diverse puntate ma, allo stesso tempo, continua a risultare privo di qualsivoglia curiosità a causa del modo in cui viene gestito. Il tutto mentre nei flashback sulla vita di Leonardo ci si ritrova circondati da infinite figure di spessore storico che, seppur davvero collegate a da Vinci, sbucano quasi alla rinfusa per il semplice piacere di essere inseriti – un po’ forzatamente – all’interno della storia (ultimo in ordine di apparizione: Machiavelli).

IMOLA


Come anticipato sul finale di “Episodio 5”, entra in scena anche il personaggio di Cesare Borgia. Ottenuto il titolo di Duca di Romagna, Borgia si presenta come una figura pragmatica e feroce, non disposta a venire a patti con nessuno pur di mantenere il controllo appena raggiunto. Trovatosi in questa nuova situazione, Leonardo si mostra nuovamente come un pesce fuor d’acqua. Così come alla corte del Moro a Milano, anche il soggiorno a Imola lascia in eredità la figura di un Leonardo troppo ingenuo e privo di qualsiasi scintilla caratteriale.
Questo almeno finché si tratta di semplici incontri e interazioni. Appena il tema cambia, vertendo sull’arte o sull’ingegneria, si ha infatti una versione rinnovata di da Vinci. In questi contesti vengono mostrati sprazzi di intuito e genialità che portano Leonardo a disegnare mappe della città, inventare macchine da guerra per Borgia e mostrare anche l’altra faccia del genio di da Vinci che, tra le altre cose, brillava appunto sia nell’arte che in ingegneria (aspetto già accennato in “Episodio 1”).
Tuttavia, questo contrasto interiore mostrato nel caratterizzare il personaggio stona decisamente con la storia che si vuole raccontare, peccando proprio nel dare a Leonardo quel guizzo essenziale non solo per rappresentare in maniera più attiva questa figura iconica della storia italiana, ma anche per dare maggiore enfasi al protagonista della serie stessa.

LEONARDO E CATERINA


Un’ennesima versione differente di Leonardo viene poi mostrata anche nelle scene di inizio episodio, quelle che lo vedono sotto interrogatorio con Giraldi. In queste occasioni, si ha davanti un Leonardo sicuramente più maturo e consapevole di sé, lontano dalla figura titubante con cui viene rappresentato nel passato. Anche in questo caso però, il personaggio interpretato da Aidan Turner si mostra fin troppo “estraneo”, non riuscendo a coinvolgere a pieno lo spettatore nella sua lotta interiore.
La situazione presentata durante gli interrogatori poi, continua a risultare come una trama a parte rispetto all’intera narrazione. Il mistero dell’uccisione di Caterina sarebbe apparso molto più misterioso se guidato da indizi disseminati qua e là che potevano aiutare a rendere più chiara l’intera vicenda, pur non svelando ancora il colpevole. Qui invece si preferisce giocare con i “problemi relazionali” di Leonardo, sottolineando la sua freddezza nei rapporti o continuando a confondere con le sue competenze (e intuizioni quasi al limite) sul veleno utilizzato o sulla mancanza di antidoti, il tutto senza costruire un background adeguato per l’intera situazione.
Non aiuta di certo neanche il modo in cui continua ad essere presentato il personaggio di Caterina, ancora una volta fortemente volubile, in grado di passare velocemente dalla diffidenza verso Leonardo al voler intercedere per lui. Fino ad arrivare al finale, quando sembra disposta a lasciare addirittura suo figlio per seguire da Vinci. Tutti elementi che per ora appaiono presentati alla rinfusa e che non disegnano un quadro ben delineato di ciò che la serie vuole raccontare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Un primo sguardo alla musa dietro la Gioconda
  • Ancora una volta la serie dà il meglio quando si concentra sull’arte e sulle innovazioni/invenzioni di Leonardo
  • I personaggi di Leonardo e Caterina ancora non convincono
  • Storyline sull’omicidio sviluppata malamente

 

A due episodi dal finale e con alcune delle più grandi opere di Leonardo già presenti sullo schermo, il racconto sembra virare maggiormente verso l’assassinio di Caterina. Peccato che la serie non l’abbia preparato meglio.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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