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The Vampire Diaries 4×15 – Stand By MeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Applausi. Tristi ma sentitissimi.
Tutti ci aspettavamo
una grande puntata dopo le diverse cose accadute nello scorso
episodio e non siamo stati delusi.
La domanda “come reagirà
Elena alla morte di Jeremy?” ha trovato una grande risposta: la
neo-vampira sprofonda in un abisso fatto di sensi di colpa,

amarezza,
paura, rimorso, dolore per la perdita di tutte le persone a lei più
care, di quel fratello che ha cercato di proteggere fino alla
fine.
Nonostante un primo momento in cui si obbliga a provare
speranza, anche se sa già che questa volta non basterà, arriva
tutta la sua fragilità e noi con lei piangiamo lacrime
amare.
L’episodio a mio parere è Elena-centrico: ho trovato Nina
Dobrev splendida nel mostrare le diverse sfaccettature dei sentimenti
da lei provati, dalla negazione, alla reazione disperata, fino ad
arrivare al far tacere completamente ogni emozione.
Ma andiamo con
ordine e vediamo cosa accade a tutti i personaggi.
L’apporto di
Stefan in questa puntata, come da molte ormai, è inutile; salvo solo
il bel momento con il fratello, quando si scambiano la famosa pacca
sulla spalla, che dice tutto l’affetto che serve.
Per il resto la
sua parola preferita in questa stagione è “sire bond” e anche
qui la usa, sempre troppo spesso: dovrebbe aver capito ormai che
Damon ama davvero Elena, che non utilizzerà il legame con lei per
tenerla accanto a sé forzatamente.
Il maggiore dei Salvatore è
cambiato molto dalla prima stagione, il suo egoismo ha ceduto il
passo a qualcosa di più grande; il vampiro sa di cosa ha bisogno
Elena: della possibilità di poter vedere Jeremy in vita ed è per
questo che resta sull’isola in cerca di Bonnie, l’unica che può
avverare quest’ipotesi.
Vediamo la strega lasciarsi completamente
influenzare da Shane: da molte puntate si comporta irrazionalmente,
tutto il potere che le dà l’ “espressione” offusca la sua
capacità di giudizio e qui si unisce anche la disperazione per la
morte di Jeremy ma prendere seriamente in considerazione la
distruzione di ciò che separa il nostro mondo da una sorta di
“aldilà soprannaturale” e permettere ad ogni creatura di
rientrare per vendicarsi, è veramente folle.
Scopriamo però che
è Silas a convincere Bonnie, a farla cadere sotto la sua influenza,
a farle vedere il suo ex fidanzato agonizzante chiederle aiuto:
l’immortale millenario ha preso le sembianze di Shane ed è arrivato
a Mystic Falls con il suo piano in mente e questo ci fa ben sperare:
qualcosa di grosso e molto cattivo è all’orizzonte.
Ho
particolarmente apprezzato l’intervento di Matt: l’unico umano
rimasto nella combriccola ha davvero cercato di stare accanto a Elena
e ho trovato molto bello il momento davanti alla scritta “J+V”
dove con sincerità le ha parlato di quello che ha provato alla morte
di Vicki, comprendendo profondamente il dolore dell’amica; era da un
po’ che il ragazzo non appariva sullo schermo ma al contrario di
altre volte mi è piaciuto.
Arriviamo a Caroline, orfana di Tyler:
poor girl! Le sue continue telefonate al ragazzo che ama sono tenere,
affronta a suo modo il lutto appena avvenuto e cerca più che può di
tenere i nervi saldi: la biondina ne ha solo guadagnato dal suo
essere vampira, spero solo la smetta di essere ”portatrice di
morale” insieme a Stefan riguardo all’asservimento tra Damon ed
Elena.
Poche parole per Rebekah, non particolarmente presente,
degno di nota il momento in cui scopriamo insieme a lei che Shane è
sull’isola e che quindi è Silas quello che è ripartito con
Bonnie.
Siamo sul finale di puntata, dopo la discussione sul
riportare sulla terra gli esseri soprannaturali morti da parte della
strega Bennet, la reazione giustamente contrariata del resto del
gruppo, ecco la scena che merita di essere rivista più e più volte:
Elena distrutta esplode nel suo dolore e chiede aiuto a gran voce, si
sente morire, non riesce a incanalare tutte le emozioni che la
travolgono e sarà Damon, ancora una volta a tenerla in vita,
scegliendo di rinunciare a quello che c’è tra lui e la ragazza: come
quando Klaus soggioga Stefan ordinandogli di “spegnere” i suoi
sentimenti, il vampiro consiglia alla ragazza di lasciarli andare, di
allontanare tutto, ogni cosa, “turn it off”.
“Love is a
burning thing” cantava Jhonny Cash, “l’amore è una cosa che
brucia” e sarà proprio il fuoco che consumerà l’amore, il
sentimento, le emozioni della Gilbert, in attesa di riappropriarsene
con tutte le conseguenze che ne verranno.

PRO:

  • Nina
    Dobrev perfetta, splendida nel suo dolore
  • Damon che compie un
    grande atto d’amore nonostante soffrirà per questo;
  • L’arrivo di
    Silas a Mystic Falls.
CONTRO:
  • Bonnie così potente, così
    brava ma che si fa “rigirare come un calzino” da Shane-Silas
  • Stefan e la lagna sul “sire bond”
  • Tyler che non risponde
    alle disperate telefonate di Caroline.

Puntata che ha come
filo rosso il tema della perdita: di un fratello, dell’amore, della
propria umanità, della possibilità di ritornare ad essere qualcuno
che ormai non si è più.
Bravissima Nina Dobrev, complimente agli
autori che finalmente ci regalano quaranta minuti di emozione e in
attesa di scoprire cosa accadrà e vedere il lato oscuro di Elena,
promozione a quasi pieni voti.

VOTO EMMY

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Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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