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Utopia 1×07 – Talking HurtsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Episodio che fa da apripista al season finale di questa prima stagione della versione “ammerigana” di Utopia e che, per tale motivo, si merita il titolo di più delirante. Delirante poiché tutti i characters raggiungono ormai quella consapevolezza tale di sé stessi che li spinge a portare alle estreme conseguenze quelli che sono i loro caratteri peculiari, e allo stesso tempo a stravolgerli completamente.
Questo fa parte di un tipico schema ricorrente, per quanto riguarda la serialità televisiva, in cui nel penultimo episodio i nodi arrivano finalmente al pettine, ma non troppo. Infatti viene lasciato tutto in sospeso nel cliffhanger finale che lascia attoniti e desiderosi di proseguire verso la puntata successiva, anche se dopo un episodio del genere non si sa bene cos’altro aspettarsi.
Se si guarda nel dettaglio, infatti, si può notare come il tutto venga preparato in maniera chirurgica per non annoiare lo spettatore. Intento che viene pienamente realizzato piazzando fin da subito la rivelazione su Colleen (Jeanine Serralles), l’apparente moglie premurosa del dottor Stearns (Rainn Wilson), che qui mostra invece il suo “dark side”. Si tratta di una storyline di forte impatto che non sarebbe stato male approfondire meglio. Purtroppo nel ritmo concitato che l’episodio in questione richiede non c’è molto tempo per perdersi nei dettagli: così come viene scoperto il retroscena su Colleen il personaggio deve già morire male lasciare la serie definitivamente. Allo stesso tempo potrebbe sembrare fin troppo forzato il fatto che il dottor Stearns si unisca così velocemente al team di Jessica Hyde e soci accogliendone la causa. Ma, sempre per lo stesso ragionamento di prima, anche questo che normalmente è un difetto appare funzionale per il ritmo e lo sviluppo dell’episodio. E visto lo svolgersi delle vicende non si può che ringraziare gli autori per questa scelta: l’episodio passa costantemente da un tono demenziale e dissacratorio a momenti di alta tensione uniti ad altri puramente drama e onirici. La parola chiave per tutto questo è “delirio organizzato”.
Le varie sequenze sono scandite da una colonna sonora che rilascia adrenalina da tutti i pori, unita ad immagini che mostrano il “piano” della banda per scoprire l’origine del virus. Una sequenza che farà sicuramente piacere a quelli che ormai si sono affezionati a questa serie ma che farà raccapricciare gli animalisti (ma d’altra parte non si può sempre accontentare tutti, e ogni tanto un po’ di sano e liberatorio politically scorrect va più che bene).
Il punto di forza rimangono sicuramente i personaggi presenti e le loro forti caratterizzazioni. Su tutti il personaggio di Wilson Wilson (un ottimo Desmin Borges), lunatico e stramboide nerd con cui è difficile non empatizzare, soprattutto perché nel suo delirante monologo mette in mezzo alcune verità esistenziali su cui è praticamente impossibile non essere concordi.

“We’re not even human anymore. We’re just a mass assemblage of data points collected online and then aimed back at us, you know? Buy this car, gift this tchotchke, elect this president, you know, and if you feel bad about all the stupid shit that you buy, throw a few bucks at a foundation. Save the planet. Help the kids. That should make you feel better, right? But then you go back to buying the same shit over and over again because God forbid it would make you get out of your little creature comfort zones of your fucking trans fats and bump stocks and avocado fucking toast! I mean, humans, we just take and take! We’re just like insects scuttling! Fucking little insects! Dude, you have way too much stuff!”

Allo stesso modo l’episodio regala un momento di confronto fra Jessica (Sasha Lane) e Becky (Ashley LaTroph) che mostra un lato dei rispettivi caratteri dei due personaggi ancora inedito. Questo dialogo risulta molto apprezzato, sia per quanto riguarda la loro caratterizzazione sia perché viene a cadere dopo vari momenti di tensione ed action ed è quindi un ottimo modo per smorzare un attimo il ritmo forsennato dello show.
Per quanto riguarda i dialoghi a due sono da segnalare anche gli intensi scambi di battute fra Charlotte/Lily (Hadley Robinson) e Arby/John (Christopher Denam), due personaggi accomunati da un medesimo destino che qui diventano complici nonostante un iniziale momento di tensione costruito molto bene registicamente. Ben presto la loro storyline diventa la più onirica anche grazie all’arrivo a Home e il dialogo con il dottor Christie (John Cusack), in uno scenografico e misterioso cottage che per atmosfera e stile, ricorda molto la serie Twin Peaks di David Lynch. Il tutto quindi è utile per accrescere il senso di straniamento che la serie si porta appresso, atto a suscitare ancor più curiosità per i suoi esiti che si scopriranno solo con il prossimo episodio.
E naturalmente ora si attende lo scontro finale fra il team-Jessica e l’ormai riconosciuto “Mr. Rabbit”. Uno scontro che, già dalle premesse, si preannuncia come epico!

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritmo frenetico e delirante al punto giusto
  • Scena allo zoo
  • Soundtrack (of course)
  • Dialoghi Charlotte/Lily-Arby/John
  • Wilson Wilson (of course)
  • Momento “Twin Peaks” a Home
  • Dialogo Jessica-Becky
  • Rivelazioni finali
  • Rivelazione su Coleen forse un po’ troppo affrettata così come il coinvolgimento del dottor Stearns
  • Cliffhanger finale poco chiaro

 

Episodio adrenalinico e surreale in cui è impossibile annoiarsi. Tra regia, musica e monologhi assurdi Utopia riesce nel tentativo di catturare l’attenzione e di non far rimpiangere per nulla la serie originale. Ora si attende solo la puntata finale…

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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