Marvel’s Daredevil 2×07 – Semper FidelisTEMPO DI LETTURA 6 min

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Immaginate di essere una persona puntigliosa e ordinata. Così tanto da mettere in ordine simmetrico e sistematico pure i bigliettini che usate per segnare temporaneamente degli appunti che poi salverete da altre parti. Una volta inquadrato il soggetto immaginate che la persona che abita con voi lasci accidentalmente aperta la finestra proprio in una giornata estremamente ventosa. Il vento entra nel vostro studio come la SWAT durante un blitz. Fogli ovunque. Disordine totale. Tutti i cani del vicinato ululano perché le grida di frustrazione sono così forti da essersi trasformati in ultrasuoni. “Semper Fidelis” può essere riassunta nel momento dell’esempio in cui tutti i fogli si mischiano creando nient’altro che confusione.
Se l’obiettivo di Luke Kalteux (già autore degli ottimi “World’s On Fire” e “Nelson V. Murdock“) era quello di descrive brillantemente la difficoltà di condurre una doppia vita, con i tanti segreti da mantenere e i troppi impegni da mandare avanti, allora l’obiettivo di “Semper Fidelis” è pienamente raggiunto. Diversi sono stati gli scrittori di fumetti supereroistici che hanno pubblicato storie che approfondivano l’indissolubile legame che collega la persona alla maschera, analizzandolo da tutti i punti di vista possibili e sviscerando la relazione di amore/odio/dovere che c’è tra l’uomo sotto la maschera e con la maschera. Non sempre, però, viene sottolineato e approfondito quanto queste due sfere dell’esistenza dell’uomo supereroistico finiscano per essere così strettamente legate da avere degli effetti che si protraggono anche nella vita dell’uno e dell’altra, finendo per influenzare tanto positivamente/negativamente l’esistenza del volto quanto quella della maschera. Le personalità di Matt Murdock e Daredevil riescono dove l’altro fallisce ma “Semper Fidelis” sottolinea come la cosa funzioni anche in senso contrario, sabotando l’intimità dell’avvocato e la crociata del giustiziere. Le prove a favore di questa tesi si sprecano ma, giusto per riportare qualche esempio concreto, riportiamo le sequenze più significative.

Nello scontro in strada con i ninja, Daredevil ci va giù pesante a livello di mosse perché frustrato dalla condotta fallimentare del processo di Frank Castle che conduce nei panni di Matt Murdock, mentre l’andamento del processo è stato influenzato in negativo dalle azioni di Elektra: parte della vita di Daredevil ha compromesso non solo un elemento che poteva dare una svolta concreta all’udienza ma anche (e sopratutto) l’amicizia tra i due consociati della Nelson & Murdock. In particolare va valorizzato il secondo litigio tra Matt e Foggy della serie perché meglio elaborato del precedente (avvenuto in “Nelson V. Murdock“, fatalità scritto proprio dallo stesso Luke Kalteux) sopratutto grazie alla crescita caratteriale di Foggy Nelson in questa stagione che riesce a diventare un personaggio tridimensionale e capace di vivere fuori dall’ombra del protagonista come successo nella prima stagione. 
Mentre la vita di Matt e del suo scarlatto alter-ego si scontrano, la difficile convivenza di due identità separate viene magistralmente intervallata dal comparto “legale” della serie, altro elemento importante di Marvel’s Daredevil che in questa seconda stagione sta acquisendo più importanza di quella precedente perché legato a filo doppio con Punisher. L’attenzione indirizzata a questa parte di trama è sorprendente e il risultato mostrato sta indubbiamente ripagando la fatica che gli showrunner hanno dedicato a questa porzione di trama nella ricerca degli atti e dei decreti, così da essere anche attendibili a livello legislativo, sintattico e legale per quanto riguarda le leggi e le ripercussioni avvenute in aula. Il processo “The People V. Frank Castle” non soddisfa solo a livello di attendibilità legislativa ma anche per la piega che ha preso e per la centralità della figura del Punitore, il cui operato comincia a dividere anche i protagonisti dello stesso serial. Infatti la conversazione avuta tra Karen e Matt è la stessa che si vuole instillare nel pubblico riguardo la missione del Punisher e dei mezzi con cui il vigilante la porta(va) avanti. Come già detto in “New York’s Finest“, da questo discorso non si può trarre una conclusione etico/morale universale ma solo personale e, in tal senso, il dibattito che compromette la relazione tra Karen e Matt ne è l’ulteriore prova e conferma.
Ultimo ma non ultimo, va fatta una doverosa parentesi tra la riuscita chimica che si sta instaurando tra Charlie Cox e Ellodie Yung quando questi due indossano i costumi di Devil ed Elektra. Pur continuando ad affermare quanto detto in “Kinbaku” riguardo alla caratterizzazione della kunoichi, va anche detto che quando Elektra affronta con Daredevil i ninja de La Mano tutte le scene d’azione sono girate con estrema attenzione e le coreografie degli scontri sono sempre molto eleganti ed intriganti, esattamente come meritano di essere. Combattere ninja, grazie a Frank Miller, è passato dall’essere uno stuzzicante divertissement a parte integrante del DNA del personaggio e, vedere che questa cosa è stata presa così seriamente tanto da inserirla come parte dominante della trama della seconda stagione, non può che regalare potenti erezioni sinceri sorrisi.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action del difensore di Hell’s Kitchen? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent CarterThe FlashGotham e Marvel’s Jessica Jones eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.

  1. Vengono citati nella puntata tali Bernie Goetz e Son Of Sam, entrambi famosi killer statunitensi usati come paragone per descrivere Frank Castle. 
  2. Quando Devil ed Elektra escono di notte e si dirigono all’edificio abbandonato, si può vedere sullo sfondo l’Empire State Building illuminato di blu e arancione. Siccome la stagione venne filmata durante fine estate/inizio autunno, le luci vennero messe in onore dei New York Mets: squadra di baseball di cui l’Uomo Ragno ne è un grande fan.
  3. Il titolo dell’episodio, “Semper Fidelis”, è una locuzione latina che sta ad indicare l’eterna fedeltà ad un capo militare o agli imperatori romani. In passato fu il motto della milizia fascista ma oggi è il motto dei granatieri svizzeri e del corpo dei Marines per simboleggiare la propria fedeltà al corpo militare e ai propri compagni ovunque si trovino nel mondo. Anche nell’Arma dei Carabinieri ne esiste uno simili che recita: “Nei secoli fedele”.
  4. La teoria del complotto che sta nascendo intorno alla famiglia del Punitore non esiste nel fumetto, dato che lo sterminio dei Castle rimarrà sempre un evento accidentale. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Matt Murdock & Devil: world’s collide
  • Trama del Punitore e di Elektra confluiscono in una sola
  • Dibattito tra Matt e Karen sulla questione Punitore
  • Confronto Matt/Foggy nel bagno
  • Elektra & Devil VS Yakuza/Mano
  • I dialoghi in generale
  • Più spazio al comparto legal procedual della serie
  • Il pozzo
  • Nulla

Altro grande colpaccio messo a segno da parte di Marvel’s Daredevil. In “Semper Fidelis” le cose cominciano a farsi drammatiche, seriose e caotiche tanto da far perdere il nesso ai protagonisti coinvolti nella trama generale. La piacevole conseguenza di tutto ciò è che le due maggiori storyline (quella del Punitore e quella di Elektra) cominciano piano piano a fondersi facendo intendere allo spettatore che la serie nasconda ben altro. Intanto che il serial scopre le sue carte, vengono sfaccettate le difficoltà di portare avanti una doppia vita, oltre che il ritorno prepotente del comparto legal del serial che in questa seconda stagione è più in forma che mai.

Regrets Only 2×06 ND milioni – ND rating
Semper Fidelis 2×07 ND milioni – ND rating

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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