The Last Man On Earth 4×02 – Stocko SyndromeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Evidente il periodo di transizione della serialità televisiva. L’età dell’oro sbandierata qualche anno fa sembra lasciare il posto ad una leggera e timida forma di decadenza. Non è questa la sede per parlare delle motivazioni che hanno portato a tale particolare periodo storico, tuttavia determinate circostanze hanno aiutato serie come The Last Man On Earth a garantirsi lo status di “oasi seriale”, garanzia di qualità narrativa e di idee utili a mantenere viva l’attenzione. Serie come The Big Bang Theory hanno avuto sempre la vita facile, soprattutto negli ultimi anni, grazie a rinnovi pluriennali e ad un preciso marchio ben consolidato. Il risultato? Trame che si riciclano, trame che ricorrono, ripetitività, svolte degne di una soap. Attenzione, non si sta facendo riferimento all’umorismo, per il quale si rischia di entrare nel campo del soggettivo.
The Last Man On Earth, ma anche Brooklyn Nine-Nine, vive ogni stagione come se fosse l’ultima, avendo però le idee di una serie che potrebbe non finire mai. Gli ascolti premiano poco, le idee ci sono. Per questo ogni rinnovo è accolto come manna dal cielo, per questo gli autori ogni volta sembrano essere più ispirati, come reduci da un miracolo. Non solo: questa precarietà continua porta, con il passare del tempo, a evitare tempi morti, a premere sull’acceleratore senza perdere tempo nel mettere in pratica le proprie idee.
The Last Man On Earth inizia questa stagione dando proprio l’idea appena esposta. Tanto è vero che dopo due soli episodi viene chiusa la trama dell’isola che, in qualsiasi altro contesto, avrebbe dato vita a numerose possibilità di campare di rendita per una stagione intera, ripercorrendo in salsa comica schemi già collaudati da scenari ben più celebri.
Le dinamiche di “N.U.B.A.R.” e “Stocko Syndrome” puntano proprio ad un rapidissimo cambio di status, navigando (letteralmente) verso nuove trame che hanno, forse, poco tempo per essere sviluppate.
Tutto ciò non intacca assolutamente la verve comica della serie. Immutata la capacità di sviluppare momenti demenziali in sequenze relativamente lunghe, sfruttando soprattutto il potere delle mimiche facciali di Will Forte, con una Kristen Wig come spalla comica assolutamente degna. Ogni secondo dentro la barca è pura comicità tipica di The Last Man On Earth, vero e proprio One man show di un Will Forte sugli scudi. Dalla mancata conoscenza della Sindrome di Stoccolma, alle unghie dei piedi affilate, fino all’eccellente lancio dell’estintore, passando per una confusissima strategia di inganno, The Last Man On Earth sfrutta la sua particolare narrativa per creare gag quasi teatrali all’interno di una comedy il cui andamento orizzontale è comunque importantissimo.
Allo stesso modo, l’intera sequenza sull’isola svolge la funzione di chiarire e confermare le dinamiche interne al gruppo, non disdegnando il cameo di un onnipresente (lo si è visto recentemente in Fresh Off The Boat) e sempre esilarante Chris Elliot. Oltretutto, è indicativo come la divisione binaria delle trame dell’episodio pongano sui due piatti della bilancia, da una parte il duo Forte/Wig, dall’altra il resto del gruppo, per la cui mancanza di una precisa identità (Carol esclusa) ci si è spesso lamentati nelle precedenti recensioni.
La mancanza di indizi sulla direzione che prenderà lo show non fa che aumentare la curiosità per i prossimi episodi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni secondo sulla nave (con l’apice del lancio dell’estintore)

  • Chris Elliot

  • Chiusura immediata di una possibile storyline (l’isola) che poteva essere sfruttata per una stagione intera

  • Il dialogo “chiarificatore” tra Lenny e Todd

  • Nulla di rilevante

 

Ottima partenza. The Last Man On Earth mostra di saper badare al sodo e di non dilungarsi in determinate situazioni, come forse in passato talvolta ha fatto.

 

M.U.B.A.R. 4×01 2.30 milioni – 0.9 rating
Stocko Syndrome 4×02 2.23 milioni – 1.0 rating

 

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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