Happy! 1×08 – I Am The FutureTEMPO DI LETTURA 4 min

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“I just keep discovering bold new frontiers of suck.”

Happy! conclude la sua prima stagione forte del rinnovo per una seconda da poco ricevuto. Nelle passate recensioni si è ampiamente presentata la serie e la sua forte caratura di estrema azione, unitamente ad una sottile morale ed un black humor dal gustoso sapore di politically incorrect. E’ stato un percorso tra tantissimi alti e pochissimi bassi che, proprio sul finire, molla per un attimo le redini degli elementi tipici della narrazione, preferendo porre maggiore attenzione a quello che si può tranquillamente definire un happy ending in puro stile romanticheggiante. Si tratta, questo, di un fattore che spunta in modo del tutto casuale all’interno della storia, ribaltando quelli che erano gli elementi tipici e confezionando gli ultimi dieci minuti circa di episodio in maniera confettosa ed estremamente dolce.
Fortunatamente c’è da annotare la sola mancanza dell’azione vera e propria, dal momento che black humor e frasi topiche permangono all’interno dello show e rimangono come collante della narrativa generale. Spieghiamo meglio: il carattere action della serie non viene a mancare in toto, ovviamente, ma viene notevolmente ridotto rispetto alle passate puntate. Il minutaggio risulta quindi irrisorio, sia per una decisione stilistica di rimettere ordine ai fattori trasposti, sia per confezionare vari momenti famigliari collegati ad Hailey, Nick ed Amanda.

“Hocus pocus, motherfucker.”

Per quanto la puntata abbia un effetto auto-conclusivo relativamente alla serie, svariati interrogativi rimangono completamente allo sbando e non viene concesso loro nemmeno un minimo spazio all’interno della puntata. Si fa qui riferimento a Mickey, saltato a piè pari dalla puntata e nemmeno citato per sbaglio; ma si potrebbe anche pensare a Smoothie, dal momento che ritenerlo morto vorrebbe dire sottovalutare la serie stessa. Tanti interrogativi, poi, pur essendo presentati in maniera forse troppo abbozzata nella puntata, rimangono insoluti: la sorte di Blue rimane vaga, così come quella del Bug Boss. Unitamente a ciò, è stata oltremodo accelerata e gestita non in maniera adatta la sottotrama relativa al rapimento di Amanda, rilasciata pochi istanti dopo che il Bug Boss veniva malamente ricattato. Per una serie che si è fatta forte fino a questo punto della sua narrativa sopra le righe, concedere così poco spazio alla propria fantasia ed a sviluppi inconsulti potrebbe essere annotato tranquillamente come autogol stilistico.

“So you’re telling me that this door leads to a dark subterranean lair right underneath Gimbel Brothers where Shitty-Pants Santa, who’s neck I’m gonna break when I find that son of a bitch, took my kid? And I am fully aware that I am talking to a unicorn, but I gotta tell you, even my credulity has its limits.”

“I Am The Future” riassume in poco più di quaranta minuti il percorso di redenzione di ogni singolo personaggio portato in scena. Nick riesce a riabilitarsi sia di fronte alla propria famiglia (allargata), sia di fronte a sé stesso, dimostrando di avere dei valori validi (sotto sotto) e di rappresentare una figura paterna sulla quale si può sempre effettivamente fare affidamento, indipendentemente dalla situazione. Amanda ed Hailey, nuovamente riunite, possono finalmente riabbracciare Nick, il redivivo marito/padre. Anche Happy, nonostante l’addio carico di mestizia, può ritenersi un personaggio evolutosi in queste puntate: da misero e banale amico immaginario è riuscito ad elevarsi a vero e proprio amico (di Nick, al quale rimarrà affianco), a leader indiscusso di un ristretto gruppo di amici immaginari e dulcis in fundo è letteralmente digievoluto in una piccola macchina di sangue sadica (quando a rischio della propria vita si ritrovano i suoi cari).
Una vera e propria rappresentazione del detto “a stare con lo zoppo (Nick Sax, ndr), si impara a zoppiccare”.
Quel che resta ora da fare è attendere la seconda stagione di questa piccola serie rivelazione uscita a cavallo tra 2017 e 2018.
Nota a margine: non fate l’errore di andarvene prima di aver visto la scena dopo i titoli di coda.

“I don’t wanna ruin Christmas for you,but there comes a time when every kid has to face the truth… There ain’t no fucking Santa Claus.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Evoluzione di Happy
  • Evoluzione di Nick
  • Black humor e frasi topiche
  • Scontro tra amici immaginari e Bad Santa
  • La scena di Happy alle prese con la tortura
  • Happy e Nick
  • Commiato tra Happy ed Hailey
  • Come sempre: Christopher Meloni
  • Scena dopo i titoli di coda
  • “Hocus pocus, motherfucker”
  • Personaggi secondari eccessivamente tralasciati
  • Intere porzioni di trama saltate
  • Classico happy ending

 

Una serie che definire rivelazione sarebbe riduttivo, un finale che regala solo una leggera toccata di hype con la scena dopo i titoli di coda: Happy! non può essere sottovalutata come serie. In alcun tipo di frangente.

 

Destroyer Of Worlds 1×07 0.52 milioni – 0.2 rating
I Am The Future 1×08 0.54 milioni – 0.2 rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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