Arrow 6×22 – The Ties That BindTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ad un episodio dal season finale, Arrow rilascia “The Ties That Bind”, puntata dal titolo ambivalente.
Dal punto di vista organizzativo la 6×22 è la puntata che collega il resto della stagione al suo finale; partendo dal titolo, con il termine “ties” (dall’inglese “legare” o anche “allacciare”) s’intende proprio un qualcosa che faccia da ponte tra una porzione di trama e l’altra. Dal punto di vista narrativo, invece, “ties” è inteso come “legame”, cioè quell’elemento in comune (poi definito meglio nella puntata) che unisce i vari componenti dell’ex-Team Arrow portandoli verso il rush finale che – se avrà anche solo la metà della qualità di questa puntata – si prospetta essere qualcosa di indimenticabile per il serial di Freccia Verde.
“The Ties That Bind” è una puntata incredibilmente sugli scudi, votata all’azione e alle operazioni di guerriglia da parte di una squadra di supereroi divisi, sfiduciati, ma ugualmente insieme per combattere una minaccia comune, con l’affiatamento di chi non si è mai allontanato. Magari sarà solo per questa occasione, oppure questo sarà il primo passo per una ricostruzione della “Squadra Freccia”, ma al di là di ciò che riserverà il futuro per la serie, l’atto stesso di mettere tacitamente da parte ogni divergenza per assumersi le proprie responsabilità di paladini di Star City è galvanizzante già da sé.
Sicuramente, quanto accaduto, per qualcuno potrà risultare una tipica faciloneria made in The CW rispetto al lavoro di divisione fatto in precedenza, ma quanto meno gli autori si sono impegnati per giustificarla bene. L’episodio punta tutto su una narrazione tachicardiaca e dal piglio fortemente anarchico, incentrato sulla distruzione delle ultime risorse di Freccia Verde e soci, costringendoli ad un ultimo, disperato attacco a Diaz. Quando vecchie sicurezze vengono distrutte è chiaro che lo show sta lavorando per una costruzione di un nuovo status-quo, tuttavia è comunque scioccante (e d’impatto) osservare affezionate location ridotte in cenere. Fortuna che tutto ciò non viene messo in scena solo perché “vedere le cose esplodere fa figo”, ma funge da leitmotiv della puntata.
La 6×22, inoltre, riesce abilmente a ristrutturare il comparto corale del serial destrutturato degli ultimi tempi con una facilità ed una naturalezza impressionante, quasi come se il periodo di litigio non fosse mai esistito, riuscendo anche a ritagliare dei dovuti momenti di protagonismo per i singoli membri del Team Arrow; momenti che finiscono per diventare riflessioni riguardo l’esplosivo inizio e continuazione del disperato attacco a Diaz, o un bilancio personale dei protagonisti riguardo la lotta contro il villain stagionale.
Benché questi momenti siano ben ripartiti, si può notare come la trama mostri un occhio di riguardo al personaggio di Felicity, cosa che sarebbe stata anche gradita se non fosse che la sua personale porzione di trama metta in scena i suoi soliti (ed odiosi) siparietti in cui s’impegna a giustificare l'”hot topic” che le interessa al momento, facendo poi leva su quel povero babbione innamorato di Oliver Queen che finisce col dirle, puntualmente, l’arrendevole “you’re right”. Per non farsi venire la bile sulla questione di Felicty è meglio ascoltare Caparezza quando in “Kevin Spacey” cantava: “se ti infastidisco skippa e vai oltre“.
Mentre “The Ties That Bind” (con la disamina di cui sopra) riconnette anche lo spettatore con una sesta stagione di Arrow che ha visto molti alti e bassi, la puntata – nonostante l’identità prettamente distruttiva – mostra anche un non so ché di conservatore. Nonostante la 6×22 metta ulteriormente all’angolo Green Arrow & co., sembra che la creatura DC/CW mostri della timidezza (o della diffidenza) nel bistrattare ulteriormente i suoi giocattoli. Peggio ancora, sembra quasi che l’episodio voglia creare una puntata forte, senza remore e dove ai personaggi può virtualmente succedere di tutto, senza però lasciare che nessuno “si faccia troppo male”.
Comprensibile che il serial voglia tenersi le sequenze migliori (o il destino peggiore per alcuni characters) per il season finale, però impostare una puntata del genere dove “non ci sono regole” per poi non prendere delle decisioni audaci ma col freno a mano risulta, per lo spettatore, un vero pugno nell’occhio: o si va fino in fondo, o non si va.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’inizio della puntata e la distruzione delle due basi
  • Anarchia nello storytelling e un piglio narrativo sempre sugli scudi
  • Reunion del Team Arrow
  • Cliffhanger finale
  • Felicity
  • Anarchia contenuta

 

In zona season finale, Arrow rilascia “The Ties That Bind”, una puntata che ringalluzzisce l’hype dello spettatore in vista dell’ultimo episodio della sesta stagione. Il serial di Freccia Verde ha ancora una freccia nella sua faretra e si consiglia alla creatura DC/CW di continuare a scoccare così. Manca poco, però un season finale azzeccato può risollevare le sorti di una stagione fatta a mo’ di montagne russe.

 

Docket No. 11-19-41-73 6×21 1.10 milioni – 0.4 rating
The Ties That Bind 6×22 1.00 milioni – 0.3 rating

 

 

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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