The Good Place 3×05 – Jeremy BearimyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Il plot twist con cui terminava “The Snowplow” è stato ovviamente molto forte ma anche non propriamente nuovo per The Good Place: Chidi, Eleanor, Tahani e Jason scoprivano involontariamente il portale interdimensionale di Michael e, ovviamente, questo porta allo smascheramento dell’intera situazione. La vera domanda che si era posto lo spettatore non era il classico “e quindi ora?”, quanto piuttosto il thegoodplaceiano “ci sarà un nuovo reboot?”. E la risposta è che non ci sarà nessun reboot, almeno per ora. Con tutto il bene o il male che questo comporta visto che, al netto della fantasia di Schur e sottoposti, si sta indirizzando la trama verso una sorta di vicolo cieco.
“Jeremy Bearimy” è un episodio strano in tal senso, in quanto da un lato è carico di aspettative ma dall’altro, in qualche modo, risolve tutto un po’ a vino e tarallucci. Le carte a disposizione degli sceneggiatori sono infatti un po’ limitate a questo punto se, come sembra, i 4 prescelti non torneranno presto nella Bad Place. E “Jeremy Bearimy” semplicemente non fa che esplorare questa situazione andando a dividere i vari personaggi fino a farli riunire per trovare insieme una qualche strada per la redenzione o presunta tale. Tutto molto carino, non c’è di che recriminare, ma in qualche modo anche leggermente sottotono rispetto a quanto si è abituato a vedere. Il vero punto punto di svolta? Molta filosofia spiccia ma buttata nel calderone con disinvoltura (motivo per cui abbiamo dovuto riportare questo fantastico recap di Chidi) in modo da lasciare allo spettatore il tentativo di capire e riflettere sulla quotidiniatà.

Chidi:Now, over the last 2,500 years, Western philosophers have formed three main theories on how to live an ethical life.
Now, first off, there’s virtue ethics.
Aristotle believed that there were certain virtues of mind and character, like courage or generosity, and you should try to develop yourself in accordance with those virtues.
The gift will be anonymous.
Next, there’s consequentialism.
The basis for judgment about whether something is right or wrong stems from the consequences of that action.
How much utility, or good, did it accomplish versus how much pain, or bad.
And finally, there’s deontology, the school of thought that there are strict rules and duties that everyone must adhere to in a functioning society.
Being ethical is simply identifying and obeying those duties and following those rules.
But here’s the thing, my little chili babies, all three of those theories are hot, stinky cat dookie.
The true meaning of life, the actual ethical system that you should all follow is nihilism.
The world is empty.
There is no point to anything, and you’re just gonna die.
So do whatever.
And now I’m gonna eat my marshmallow-candy chili in silence, and you all can jump up your own butts.

Menzione d’onore speciale però va fatta alla non linearità del tempo-spazio che nell’aldilà è talmente simile al corsivo di Jeremy Bearimy da sembrare un qualcosa dedicato a lui. Una trovata geniale che vale da sola il prezzo di questi 20 minuti di visione, diverse emicranie nate nel tentativo di comprendere il concetto ed un paio di grasse risate. Se The Good Place è una grande comedy è anche merito di trovate come questa.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jeremy Bearimy ed il concetto di tempo nell’aldilà
  • Ted Danson
  • Possibile ripetitività della situazione
  • Plot twist dubbio

 

“Jeremy Bearimy” è di per sè un concetto di spazio e tempo fantastico ma allo stesso tempo è una puntata che coinvolge solo fino ad un certo punto. Tutto ricade più o meno sulle spalle di un sempre ottimo Ted Danson che però non può fare da supporto per l’intera puntata.

 

The Snowplow 3×04 2.71 milioni – 0.8 rating
Jeremy Bearimy 3×05 2.70 milioni – 0.8 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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