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The Good Place 4×12 – PattyTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Good Place sta finendo e questa è sia una buona che una cattiva notizia. L’aspetto negativo, ovviamente, è rappresentato dal fatto di essere molto vicini alla conclusione di quella che può essere considerata la comedy più innovativa negli ultimi anni, un prodotto che ha realmente rivoluzionato il genere (scriviamo “realmente” perché spesso l’appellativo “rivoluzionario” viene concesso con un po’ troppa facilità): prima del pilot del prodotto di Micheal Schur, infatti, era difficile – se non impossibile – pensare ad una serie comica che, in soli 20 minuti a puntata, volesse trattare complicati temi etici e imperniasse tutta la propria struttura e la propria ragion d’essere attorno al pensiero dei maggiori filosofi della storia umana. Coniugare l’imperativo kantiano, Blake Bortles e i racconti dello shopping con Kate Middleton non era certo semplice (o logico), ma The Good Place ci è sempre riuscita, e lo ha fatto con apparente semplicità.
La buona notizia, invece, deriva dalla contentezza di poter dire addio a questo meraviglioso show 
adesso, quando è ancora ai suoi massimi, e non tra qualche stagione, correndo il rischio di guardare – con un misto di noia e nostalgia – il finale di un qualcosa che era ormai l’ombra del prodotto che tanto si era apprezzato. Mantenendo un limitato numero di episodi stagionali, e fermandosi alla quarta stagione, gli autori non hanno dovuto diluire le idee, ma hanno potuto dar vita ad un flusso continuo di idee geniali e colpi di scena spesso inaspettati. A testimonianza del costante alto livello qualitativo, basta ripercorrere le votazioni assegnate dai recensori nel corso degli anni: in 4 stagioni, le insufficienze sono state zero (sì, zero), e anche i Save Them All non sono stati molti, essendo comparsi in appena 3 occasioni. Di conseguenza, la nostra redazione ha assegnato una votazione ottimaeccellente nel 94% dei casi. Spesso, alcuni dati sono più significativi di molte parole e, secondo la nostra opinione, questi dati parlano da sé.  

“Welcome to paradise”

Dopo 51 episodi, finalmente i protagonisti di The Good Place arrivano nel vero Good Place ma, come prevedibile, non è tutto oro quel che luccica – il che era anche abbastanza prevedibile, considerando la caratterizzazione degli architetti del luogo. Le storyline in questa puntata sono essenzialmente due: da un lato gli umani e dall’altro Michael. Questo, reso con l’inganno architetto e responsabile dell’intera zona, ritrova finalmente il sense of purpose che temeva di aver perso per sempre. Una volta assunto il ruolo, Micheal si rende ben presto conto della difficile situazione nella quale il Good Place si trova: nel Good Place puoi fare tutto quello che vuoi e per tutto il tempo che vuoi. Tale situazione blocca ogni stimolo al ragionamento e ogni spinta al miglioramento e alla curiosità, finendo per annichilire le facoltà mentali degli abitanti della zona. Questa situazione viene risolta – forse con un po’ troppa facilità – grazie ad una frase che Michael pronunciò durante il suo periodo di crisi di mezza età (eravamo nella seconda stagione): sulla terra, tutto ha un valore perché si sa che non si vivrà in eterno; in questo modo, gli umani sono spinti a provare, a osare, a pensare. Per questo motivo, anche nel Good Place deve esserci la possibilità, quando si vorrà, di porre fine alla propria esistenza, semplicemente varcando una porta. Non essendo più costretti a vivere per sempre, anche la vita nel Good Place riacquisterà valore.

“So we have an idea. We’re gonna set up a new kind of door. Um, somewhere peaceful, so that when you feel happy and satisfied and complete, and you want to leave the Good Place for good, you can just walk through it, and your time in the universe will end. You don’t have to go through it if you don’t want to, but you can, and hopefully, knowing that you don’t have to be here forever will help you feel happier while you are.”

Quello che più colpisce di questa puntata è che le immagini conclusive di Tahani, Jason soprattutto, Eleanor e Chidi avrebbero potuto rappresentare un series finale, ma non è così, anzi, il finale sarà lungo ben 90 minuti, vale a dire circa 4 episodi e mezzo. Conoscendo il ritmo e la qualità dello show, ciò equivale a dire che siamo ben lontani dalla conclusione delle vicende di Eleanor & Co., per cui è opportuno provare ad ipotizzare alcuni degli sviluppi.
La prima ipotesi è che almeno uno dei protagonisti decida di varcare la soglia e di porre fine alla propria vita. Per rendere il finale significativo, dovrebbe essere uno tra Eleanor e Chidi a farlo, ma si tratta solo di un’intuizione. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella che vede, dopo vicende che ora è difficile prevedere, Eleanor risvegliarsi di nuovo fuori dallo studio di Michael, con la scritta “Everything is Fine”. La porta dell’ufficio si aprirebbe, Ted Danson apparirebbe, direbbe “Eleanor, come on in” e calerebbe il sipario. Anche questo non sarebbe male. Dobbiamo aspettare solo 90 minuti per scoprire se sarà così.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutto
  • La conclusione è vicina

 

The Good Place si prepara all’appuntamento finale nel migliore dei modi. Non possiamo davvero dire altro, oramai ci limitiamo a dare la benedizione settimanale ad uno show che ha fatto la storia.

 

Mondays, Am I Right? 4×11 1.93 milioni – 0.5 rating
Patty 4×12 2.12 milioni – 0.6 rating

stefano p

Romano, studente di scienze politiche, appassionato di serie tv crime. Più il mistero è intricato, meglio è. Cerco di dimenticare di essere anche tifoso della Roma.

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