Kidding 1×08 – PhilliamTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nonostante la breve durata degli episodi, il nuovo prodotto di casa Showtime non smette di confezionare episodi perfetti. Una serie che attualmente non ha eguali nel mondo seriale per la sua peculiare struttura: puntate di soli trenta minuti, cosa veramente insolita per un drama vero e proprio. Si perché della componente comedy veramente non vi è traccia in questo capolavoro firmato Micheal Gondry, il quale senza la superlativa interpretazione di Jim Carrey sicuramente non avrebbe lo stesso impatto visivo. Un cast di ottimo livello dove spicca Frank Langella (quanto ci manca The Americans) nei panni di Sebastiano Piccirillo, padre a tratti padrone di Jeff, impreziosito però da una performance di Carrey che migliora ogni puntata, non finendo mai di meravigliare lo spettatore.
Sono numerosi i temi che emergono da questo nuovo appuntamento con la famiglia Pickels, trenta minuti che si concentrano interamente su un flashback utile a capire delle dinamiche interne degne di nota.
Prima di tutto il confronto tra Will e Phill -Philliam- con il primo che sembra soffrire un continuo paragone con il fratello e il rapporto di questi con il padre, theme che ricorre visto i non sempre cordiali rapporti tra Jeff e il padre.
Tralasciando i meravigliosi viaggi di Deidre in Belize-non è tutt’oro quello che luccica-, la scrittura raggiunge picchi altissimi in questo episodio dove l’ultimo frame che si vede è esattamente lo stesso della puntata precedente ma assume ormai un significato completamente differente. Grazie alla storia del condannato a morte capiamo perché sia proprio Derrel, lui e nessun altro, ad aiutare Jeff nei momenti successivi al suo terribile scatto d’ira. Il lavoro degli sceneggiatori è semplicemente perfetto e ogni tassello del puzzle torna al suo posto con la scena finale dell’episodio, trenta minuti destinati esclusivamente a quel momento, pure perfezione scenica.
Da notare poi una velata, ma non troppo, connotazione politica alle rimostranze del personaggio di Jim Carrey sul tema della pena di morte, discorso che da sempre divide nettamente gli abitanti degli Stati Uniti.
Con poche battute di Jeff e Jill vengono criticate in maniera evidente le paradossali procedure che regolano l’iniezione letale, con tanto di pubblico e microfono per le ultime parole del condannato a morte. Un microfono che in questo caso si scopre essere rotto, triste metafora della vita del padre di Derrel e ulteriore elemento delle assurde regole previste nell’esecuzione della pena tramite iniezione. Il format in cui Kidding è strutturato è senza dubbio l’ideale per le tematiche trattate: episodi canonici di sessanta minuti avrebbero reso stucchevoli e pesanti gli argomenti trattati, mentre attraverso questa modalità di fruizione molto spesso i concetti vengono appena accennati tramite dialoghi stringati e pochi passaggi visivi, rimanendo lo stesso impressi nella mente degli spettatori.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Strepitoso Jim Carrey
  • Philliam
  • I viaggi di Deidre  in Belize
  • Puntata flashback
  • Scrittura episodio perfetta
  • Critiche pena di morte
  • Derrel che aiuta Jeff dopo lo scatto d’ira
  • Format puntate perfetto
  • Tanti temi nonostante il poco tempo a disposizione
  • Impossibile trovare elementi negativi

 

Una puntata semplicemente perfetta per la recitazione, la scrittura e i collegamenti con gli altri episodi. I terribili ascolti, più che mai ingiustificati, farebbero temere la cancellazione della serie, che invece è stata già rinnovata per una seconda stagione. Sicuramente è da lodare il coraggio di Showtime, la quale ha deciso di proseguire lo show riconoscendone le grandi qualità, nonostante l’esito negativo tra il pubblico. Un episodio che non può che ricevere il massimo dei voti, una consuetudine ormai per Kidding. Se il livello rimarrà così alto, la serie è destinata a candidarsi tra le migliori di questo anno.

 

Kintsugi 1×07 0.19 milioni – 0.1 rating
Philliam 1×08 0.17 milioni – 0.1 rating

 

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Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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