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Black Monday 1×05 – 243TEMPO DI LETTURA 4 min

in Black Monday/Recensioni by
“You’re gay. I know you’re gay. Ty told me. Ty told me everything. Yeah. I don’t want to use that information against you, but if you don’t stop fucking with me, I will tell everyone, and I’ll start with your family. Maybe your kids first.”

Per la quarta volta consecutiva, un episodio di Black Monday è stato visto da un numero di spettatori inferiore rispetto a quelli della puntata precedente. In genere, un calo rispetto al pilot è fisiologico ma, spesso, uno show riesce ad assestarsi su un certo livello, dal quale si scosterà con lievi oscillazioni in positivo o in negativo. In questo caso, però, la caduta non si è ancora assestata e, giunti a metà della prima stagione, questo elemento sta diventando sempre più preoccupante. Se a ciò si aggiunge il fatto che difficilmente farà incetta di premi nella prossima award season (forse qualche nomination per uno dei tre protagonisti, ma non molto di più), ci sono motivi fondati per essere preoccupati riguardo al futuro dello show. La speranza, ovviamente, è che ci sia il rinnovo per una seconda stagione dato che il season finale, intitolato “0”, mostrerà quanto accaduto il giorno del fatidico Black Monday, ma non gli eventi successivi. Considerando la qualità del cast e le aspettative iniziali, limitarsi a soli dieci episodi sarebbe davvero un peccato, oltre a simboleggiare una grande occasione persa.
In questa quinta puntata, il gruppo di protagonisti si divide in due storyline diverse rispetto al solito anche dal punto di vista geografico, con Mo e Dawn a Los Angeles e Blair rimasto a New York a distruggere documenti in vista dell’arrivo non così tanto a sorpresa del SEC. Da entrambe queste vicende sono scaturiti sia spunti di riflessione, sia ulteriori testimonianze relative a dei difetti strutturali del prodotto di Jordan Cahan e David Caspe.
Parlando del filone ambientato a Los Angeles, bisogna subito evidenziare la festa iniziale dell’incontro segreto a cui sono stati invitati i due soci del Jammer Group; in particolare, non si può non ricordare la rappresentazione volutamente caricaturale della festa, con camerieri che servono strisce di cocaina sui vassoi ed esagerazione generale sotto tutti i punti di vista (basti pensare ai giocatori dei New York Yankees). L’aspetto cruciale, però, riguarda la parte finanziaria dell’incontro, quando Mo e Dawn si trovano davanti i fratelli Lehman. Le successive vicende mostrano, ancora una volta, la personalità impulsiva di Mo e al tempo stesso la maggior freddezza di Dawn. Un po’ a sorpresa, però, alla fine dell’episodio si scopre come Dawn abbia totalmente sbagliato nella trattativa con i Lehman, portando la società in acque ancora peggiori di quelle in cui l’aveva condotta Mo. Questo elemento è una delle note positive della puntata, perché Dawn merita approfondimento e tridimensionalità, quindi non sarebbe stata la scelta migliore relegarla al ruolo di persona bistrattata che toglie sempre le castagne dal fuoco. Spesso, sono i difetti a rendere unico un personaggio; per questo, le fragilità mostrate in questi due episodi (i difetti di Mo e Blair li conoscevamo sostanzialmente già dal pilot) non possono che presagire un percorso più complesso e stratificato per il carachter di una sempre ottima Regina Hall.
Al tempo stesso, però, ci sono criticità da mettere in evidenza; in particolare, la visita di Mo al suo mentore, comporta un cambio di prospettiva troppo repentino per il protagonista.
La storyline di Blair, invece, ha meno acuti, ma anche meno aspetti negativi. In generale, infatti, viene confermata la sua indole abbastanza remissiva nei confronti della moglie. Ci sono, però, due aspetti da sottolineare; innanzitutto, la lettura del documento con scritto “Georgina” che potrebbe indurlo a riflettere su alcune delle dinamiche sviluppatesi nei suoi primi mesi come dipendente del Jammer Group. In secondo luogo, la minaccia rivolta a Keith che, involontariamente, è stata servita su un piatto d’argento alla SEC. Ciò è importante non solo perché apre la strada a nuovi e radicali sviluppi, ma anche e perché costituisce un elemento di analisi sociale, evidenziando la contraddizione di un periodo caratterizzato dall’eccesso e dall’amoralità ma dove, allo stesso tempo, essere gay era un fatto che poteva rovinarti la vita e la carriera (senza dimenticare la “lezione” sulle molestie sessuali sul luogo di lavoro, a simboleggiare il difficile ruolo della donna lavoratrice, con dei problemi che si protraggono ancora oggi).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena finale
  • Interpretazione attori 
  • Ingresso della SEC 
  • I fratelli Lehman 
  • Il documento Georgina 
  • Cambio di Mo troppo radicale
  • Si continua a ridere poco 

 

Giunti a metà della prima stagione, Black Monday si conferma come prodotto dalla buona qualità, ma dalla scarsa vena strettamente comoda. Nonostante questo, i diversi aspetti positivi ci portano a ringraziare lo show.

 

295 1×04 0.28 milioni – 0.1 rating
243 1×05 0.24 milioni – 0.1 rating

 

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