);

Preacher 4×05 – Bleak CityTEMPO DI LETTURA 3 min

in Preacher/Recensioni by

Mentre proseguono i tentativi per affrettare l’Apocalisse, Preacher comincia finalmente a prendere coscienza del tempo che manca al series finale e mette in fila i primi tasselli per arrivare alla tanto agognata quadratura del cerchio. Di fatto, “Bleak City” non si discosta moltissimo dallo stile visto nelle precedenti puntate, salvo poi rivelarsi diverso: non è solo un altro episodio in cui tutti i personaggi proseguono il proprio viaggio ma è, probabilmente, l’episodio in cui alla fine si ha la sensazione che molti di loro siano in qualche modo arrivati a destinazione. Finalmente.
L’idea di continuare a dividere i personaggi principali per enfatizzarli singolarmente ha funzionato in passato, molto meno in questa prima metà di stagione. Come già detto in altre recensioni, così si sono enfatizzate diverse forzature che nell’arco di 5 episodi potevano essere evitate. A pagarne le spese sono un po’ tutti ma, nello specifico, Tulip è quella che sembra uscirne peggio degli altri ed il motivo è presto detto: la psicologia del character è stata letteralmente massacrata per assecondare le necessità degli sceneggiatori. Dopo anni di amore incondizionato verso Jesse, (all’improvviso) si è visto prima il tradimento con Cassidy e ora il dichiarato desiderio di non andare in soccorso di Jesse, scelte che vanno in senso opposto all’animo di Tulip.
Lo stesso dicasi anche per Eugene, ma questo è un altro discorso.

Jesse:Leavin’ you there, that that was a sin. You’re a good kid, Eugene. You’re a good Christian. I don’t really know what that means anymore, but you are. You put your faith in your preacher, and your preacher let you down. Christ.
Your own preacher sent you to Hell. Eugene, I don’t know if you could ever forgive me. I just want you to know that I feel so bad ‘bout what I did. Eugene I’m sorry.

Il colpo di scena (piacevolissimo e quasi necessario) che ha aiutato a “riconciliare” Jesse, Eugene ed Il Santo Degli Assassini cozza ovviamente con il comportamento ostentato da Arseface in queste quattro stagioni ed è giustificato in maniera troppo repentina da una frase detta poco prima di premere il grilletto. Il desiderio di ricevere le scuse da parte di Jesse è legittimo, così come la scelta di vendicarsi per quanto sofferto una volta mandato all’Inferno. La velocità della vendetta in sé e per sé fatica ad essere ritenuta credibile ma ha un impatto pazzesco sia a livello di trama che nella puntata stessa ed è esattamente ciò che serviva alla serie per galvanizzarsi nuovamente.
La recensione potrebbe sembrare molto critica in generale, e lo è per tutti quei dettagli importanti che abbiamo elencato fino ad ora, ma va enfatizzata anche la scorrevolezza della visione, estremamente piacevole e come sempre accompagnata da una regia e delle musiche che pompano il sangue nelle vene. Non per niente il voto finale è più che positivo, specialmente comparato con gli scorsi episodi. Si trova come al solito modo e tempo per un po’ di black humour (Jesse che non è abituato al diverso senso di marcia in Australia fa abbastanza ridere) e una bella rissa al ritmo di “Joker And The Thief” dei Wolfmother (scelta non casuale viste le origini australiane della band), ma è nell’insieme che “Bleak City” funziona, nell’insieme e nella riconciliazione dei vari personaggi sparsi in giro per il mondo.
L’Apocalisse è finalmente iniziata.

I hope you haven’t started the apocalypse without me.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jesse che guida in Australia
  • Plot twist ad opera di Eugene
  • Gesù ed Hitler lavorano insieme per lanciare l’Apocalisse
  • Regia e musica, come al solito
  • Dialoghi onesti tra Tulip e Gesù
  • Snaturazione dei personaggi per necessità di trama

 

“Bleak City” segna il cambio di passo in una stagione molto attendista e fa sognare per l’imminente futuro: ora che sembrano essere venuti meno gran parte di quelle limitazioni autoimposte da Sam Catlin ed i suoi sottoposti, Preacher può finalmente focalizzarsi sull’Apocalisse, il tanto atteso faccia a faccia tra Jesse ed Il Santo, le macchinazioni di Herr Star ed una reunion generale.

 

Search And Rescue 4×04 0.54 milioni – 0.1 rating
Bleak City 4×05 0.53 milioni – 0.1 rating

Tags:

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Ultimissime

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: