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The Last Docuseries – History 101TEMPO DI LETTURA 4 min

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Sulla scia della docuseries Explained (in Italia tradotta con il titolo In Poche Parole) creata dagli ottimi giornalisti di Vox, Netflix ha rilasciato a sorpresa il 22 Maggio un altro prodotto, questa volta realizzato dallo spin-off di ITN (Independent Television News), ovvero da ITN Productions, molto attiva sul fronte documentaristico. Non si sta parlando di un qualcosa che cambierà il genere o che guadagnerà premi, quanto piuttosto di una serie di mini-documentari da 20 minuti piuttosto interessanti visto che, oltre ad essere tutti affrontati dal punto di vista storico, offrono una visione diversa su una tematica che tange (abbastanza quotidianamente) tutti noi.

FORMAT ANTOLOGICO


A differenza di altre docuseries, vuoi per la durata molto “snackable“, vuoi per la richiesta sempre più incessante del pubblico di avere un qualcosa di fruibile ed interessante in massimo 20 minuti, il prodotto di ITN Productions si caratterizza per l’assenza di una tematica di base alternando costantemente, sempre in chiave storica, diversi argomenti che, in un modo o nell’altro, hanno un impatto sulla nostra quotidianità.
La scelta, chiaramente basata sul successo del competitor Explained, ripaga sia grazie ad una grafica/animazione molto accattivante, sia grazie ad alcuni interessanti aneddoti presenti praticamente in ogni episodio. Chiaramente ci sono argomenti più interessanti (“Femminism”, “The Rise Of China” e “Oil And The Middle East”) e altri meno (“Robots”, “Fast Food”) ma, un po’ a sorpresa, il twist narrativo che viene dato ad episodi come “Fast Food” sorprende molto positivamente (anche grazie alla tradizione giapponese di mangiare Kentucky Fried Chicken a Natale).
La voce che accompagna lo spettatore in queste dieci nove puntate è quella Natalie Silverman, abbastanza specializzata in questo tipo di progetti e, come tonalità, decisamente adatta e non così ingombrante come altre. Chiaramente, guardandolo in lingua originale, si fa forte la necessità di adattare l’orecchio ad un accento britannico molto ingombrante, alternativamente l’opzione in italiano o anche in inglese-americano può risolvere alcuni problemi di comprensione per i meno anglofoni.

VALGONO LA PENA DI ESSERE VISTI QUESTI 200 180 MINUTI?


Bisogna ammettere che è difficile sbagliare un progetto del genere ma è anche vero che è molto facile rimanere su un livello superficiale. Fortunatamente la cosa non accade e History 101 si contraddistingue per essere un prodotto educativo fruibile praticamente da chiunque abbia più di 14 anni ma, come il buon vino, lo apprezzeranno di più gli spettatori più “anziani” che potranno così constatare tutti i retroscena e le evoluzioni accadute sotto il proprio naso nelle ultime decadi.

IL “FAMIGERATO” NONO EPISODIO ANDATO PERDUTO


A distanza di un paio di settimane dalla release, History 101, un po’ a sorpresa, si è visto accusato di aver infamato e discriminato la comunità haitiana. Come? Con il nono episodio che, dopo un’attenta revisione e per salvare il salvabile dal punto di vista politico e legale, è stato prontamente cancellato da Netflix.
Il tema trattato in questa 1×09 è quello, molto sensibile, dell’AIDS. Molto sensibile perché, specialmente dal punto di vista storico e vista la prospettiva (leggasi “taglio”) prettamente americana data all’intera docuseries, è estremamente rilevante non accusare nessuno di aver diffuso l’HIV. Se si stanno osservando le critiche (giustamente) fatte alla Cina e alla gestione cinese del Coronavirus, si potrà capire il perché di questa reazione da parte di Haiti, magari un po’ eccessiva ma comunque comprensibile.

By 1980 up to 300.000 people worldwide are likely infected.

Per i pochi che sono riusciti a vederlo, la voce di Natalie Silverman fa seguito ad una freccia rossa che parte da Haiti e si dirama sugli Stati Uniti e su altri paesi del mondo: chiaramente il vero punto della discordia. Secondo il giudizio personale di chi l’ha visto, History 101 non sta accusando nessuno, piuttosto sta riportando dei dati storici che erano stati rilevati all’epoca ad Haiti ma che, però, possono essere anche letti in un altro modo. Attualmente non è chiaro se questo nono episodio verrà ripubblicato, verrà modificato o rimarrà semplicemente “perduto”, mentre si scrive rimane viva l’ultima casistica ed è un vero peccato.

… THEM ALL!


 

Fast Food 1×01
The Space Race 1×02
The Rise Of China 1×03
Plastics 1×04
Oil And The Middle East 1×05
Robots 1×06
Feminism 1×07
Nuclear Power 1×08
AIDS 1×09
Genetics 1×10

 

Provando a riassumere brevemente quanto scritto fino a qui, anche alla luce della singola votazione data a ciascun episodio che serve principalmente a dare un’idea dell’evoluzione della stagione, History 101 è un buon prodotto che si presta particolarmente bene ad una visione più abitudinaria (colazione, bus/metro andando a lavoro) piuttosto che ad un binge watching compulsivo. Ci sono degli ottimi spunti (“The Rise Of China” e “Oil And The Middle East” su tutti) che riepilogano molto bene elementi della storia moderna, altri (“Robots” e “Feminism”) un po’ meno. In generale però History 101 è un ottimo Bignami, visualmente ben curato, che si presta a molte altre stagioni.

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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