Questo secondo episodio chiude il cerchio con il precedente e si può tranquillamente incasellare in una sorta di “seconda parte di pilot”. I primi due episodi verranno rilasciati infatti insieme il 27 di giugno e una volta terminata la visione di “Your Happy Makes Me Sad” se ne comprende il motivo. Tutto continua ad apparire costruito in maniera troppo accelerata: l’identikit del piromane ricercato, il problema motorio del villain è registrato su schermo. Insomma tutto lascia trasparire che la caccia all’uomo è decisamente ben avviata. O almeno questa è la sensazione che vuole lasciar trasparire la serie tv.
Nota a margine: RecenSerie ha avuto la possibilità da parte di Apple TV+ di recensire in anteprima gli episodi di Smoke, proprio per questo motivo state leggendo questa recensione prima dell’uscita ufficiale delle puntate.
UN PIROMANE CHE SUSCITA TENEREZZA?
L’identikit raccolto al pub (e che incastrerebbe Freddy, il solitario dipendente del fast food) non convince totalmente Michell che prosegue nella sua personale ricerca della verità finendo per oltrepassare il limite della legge introducendosi in una casa privata senza mandato… sparando e ferendo quasi mortalmente il suo presunto colpevole. Una piccola deviazione narrativa che viene subito rattoppata da una serie di bugie prontamente dette da Michell (Jurnee Smollett) che riesce a salvarsi, mostrando al pubblico la debolezza umana del personaggio e sottolineando che nemmeno i presunti buoni compiono delle nefandezze. Questo sarà il gancio, poi, per il finale di puntata.
Parallelamente all’umanizzazione dei buoni, c’è anche quella dei presunti cattivi.
Freddy (Ntare Mwine) viene mostrato meno “folle” rispetto al precedente episodio dove la narrativa ha volutamente calcato la mano. Si tratta di una persona solitaria, riservata, con poche aspirazioni di vita e che trova piccole gioie nei brevi dialoghi con cui si intrattiene con poche persone. Addirittura la decisione di mandare una domanda di lavoro come responsabile del punto vendita (così come l’andare a tagliarsi i capelli) risultano essere delle scelte coraggiose e che riempiono il cuore.
Ma si può provare tenerezza per un personaggio che presumibilmente è il piromane seriale oggetto della storia?
DAVE E IL COLPO DI SCENA CHE (NON) TI ASPETTI
Anche il personaggio di Dave (Taron Egerton) viene umanizzato il giusto.
Da una parte viene approfondito il suo desiderio di diventare uno scrittore (molto realistico nei dettagli degli attacchi piromani, sembrerebbe); dall’altra parte vengono amplificati oltre misura i problemi del matrimonio. Quando vengono accennati nel dialogo tra Dave e Harvey è difficile capire a cosa si faccia riferimento, dal momento che fino a quell’istante Dave e Ashley non avevano dato nessuna avvisaglia di possibili screzi o problematiche varie. Evidentemente era necessario, per caratterizzare ulteriormente Dave, portarlo ad un punto di rottura nel finale di questo secondo episodio. Ma si poteva fare decisamente meglio sotto questo punto di vista.
Il finale di puntata, inaspettato per chi non si era informato a sufficienza riguardo il podcast e la storia alla base della serie tv, restituisce un ottimo colpo di scena. Ben costruito, che colpisce come un montante il pubblico: la losca figura in impermeabile che deambula a fatica appiccando incendi nei centri commerciali non è Freddy, bensì un sogghignante Dave.
UNA CACCIA ALL’UOMO MOLTO PARTICOLARE
Questi due episodi hanno delineato l’ossatura della storia, e fortunatamente si è cercato di allontanare il racconto dalla banale caccia all’uomo che sembrava invece preannunciarsi all’orizzonte. Sette episodi restano comunque tanti, ma a questo punto la speranza di non perdersi lungo il percorso aumenta appunto perché la storia ha tentato una strada più particolare. Impervia, ma più soddisfacente anche da vedere.
Creativity e inspiration sono le due parole che introducono gli episodi e possono tranquillamente etichettare la scrittura di Dennis Lehane che, almeno in questo inizio di stagione, non tradisce le aspettative.
| THUMBS UP | THUMBS DOWN |
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Un plot twist che rimescola le carte in tavola e ribalta la situazione: ora è facile immaginare il perché quanto scritto da Dave appaia così credibile e quasi reale. Smoke, con una sorta di pilot in due parti, prepara al pubblico a quella che sarà una caccia all’uomo decisamente molto particolare, dove il lato crime sarà presente ma non prevarrà sul lato umano, come hanno lasciato ben intuire questi primi due episodi.


