
Eyes Of Wakanda raggiunge il suo culmine con il quarto episodio, “The Last Panther“, che si rivela essere non solo la conclusione (?) della miniserie antologica, ma anche il suo episodio migliore (anche per via di un benchmark non altissimo). A fare la differenza rispetto ai capitoli precedenti è una trama decisamente più ambiziosa e articolata, che introduce un plot twist sorprendente, sfruttando elementi narrativi degni tratti da “Ritorno Al Futuro“.
La puntata infatti vede protagonista una Pantera Nera proveniente dal futuro, tornata indietro nel tempo per cercare di modificare il corso degli eventi e impedire una catastrofica invasione aliena che distruggerebbe il Wakanda e anche il mondo intero. Questo salto temporale rappresenta una svolta inattesa e gradita, soprattutto considerando la semplicità e la linearità degli episodi precedenti. Un espediente narrativo che incuriosisce e intriga immediatamente lo spettatore, creando una tensione positiva e un coinvolgimento emotivo fin dalle prime battute.
È importante sottolineare come, nonostante la premessa fantascientifica e la complessità introdotta, l’episodio mantenga una struttura narrativa volutamente semplice e auto-conclusiva, senza ambizioni di creare universi paralleli o complicate diramazioni nell’MCU come accadeva con What If…?. L’intera storia, infatti, si esaurisce efficacemente nell’arco di 25 minuti, un formato che garantisce ritmo e immediatezza alla narrazione, coerentemente con quanto già visto negli altri episodi della serie.
ITALIANI IN ETIOPIA
Particolarmente intrigante – ma soprattutto curiosa – risulta la scelta dell’ambientazione storica per questa puntata, ossia l’invasione italiana in Etiopia negli anni ’30 del Novecento. Un evento storico raramente esplorato nella cultura popolare, specialmente in Italia, dove spesso viene evitato o dimenticato anche a causa delle sue radici nella propaganda fascista e nelle politiche di Mussolini.
Portare alla ribalta un simile contesto rappresenta, dunque, una scelta narrativa sicuramente originale e anche alternativa, che contribuisce ulteriormente a elevare il valore della puntata, dandole anche una forte impronta di critica sociale e storica, che però non viene ovviamente analizzata né per questioni di minutaggio, né per questioni di interesse. Visto che l’Etiopia non è il Wakanda, e il Wakanda non ha mai intenzioni di inserirsi in questioni di politica internazionale.
DA RIPROPORRE
Dal punto di vista visivo, l’episodio mantiene lo stile estetico tipico della miniserie: disegni fortemente stilizzati e angolosi, capaci però di rendere al meglio l’azione e il dinamismo delle scene di combattimento. Le animazioni risultano ancora una volta fluide e coinvolgenti, donando intensità e ritmo alle sequenze più movimentate, specialmente con l’Orda di alieni, ma anche nel confronto tra i due protagonisti e l’ultima Pantera Nera dal futuro.
Se proprio si volesse cercare una pecca nell’episodio, si potrebbe notare come la brevità del formato impedisca alla trama di approfondire alcuni spunti potenzialmente interessanti, come la dinamica emotiva del viaggio nel tempo o eventuali ripercussioni future degli eventi narrati. Tuttavia, considerando la natura stessa della serie, è evidente che la scelta narrativa sia intenzionalmente contenuta e funzionale al ritmo serrato degli episodi.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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In conclusione, “The Last Panther” rappresenta un finale efficace e coinvolgente per Eyes Of Wakanda, mostrando audacia narrativa e capacità di intrattenere. Un episodio in grado di distinguersi dagli altri e lasciare un’impressione positiva e duratura nello spettatore.


