Zack Snyder torna a giocare con un immaginario apocalittico, ma questa volta non parte da un universo originale: il regista scriverà e dirigerà una nuova versione di “1997: Fuga da New York”, il cult distopico diretto da John Carpenter nel 1981 e conosciuto internazionalmente come “Escape from New York”. Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma viene pensato per una distribuzione cinematografica.
I dettagli sulla trama restano segreti. La nuova versione viene descritta come una reimagining, quindi non necessariamente un remake fotocopia, ma una rilettura del film originale. Alla produzione ci saranno The Picture Company con Andrew Rona e Alex Heineman, StudioCanal e Stone Quarry, la società di Snyder, Deborah Snyder e Wesley Coller. Carpenter, che condivide i diritti della proprietà con StudioCanal, sarà coinvolto come executive producer.
PERCHÉ IL REMAKE DI FUGA DA NEW YORK CONTA
La notizia pesa perché “1997: Fuga da New York” non è un titolo qualsiasi da riesumare nel calendario dei remake. Il film originale è uno dei grandi cult della fantascienza d’azione anni ’80: in un futuro distopico, l’intera Manhattan è stata trasformata in una prigione di massima sicurezza, e l’ex soldato e detenuto Snake Plissken, interpretato da Kurt Russell, viene costretto a entrare nella città-prigione per salvare il Presidente degli Stati Uniti.
Il punto delicato è proprio Snake Plissken. Non è solo un personaggio iconico con benda sull’occhio, giubbotto e cinismo incorporato: è una delle figure che hanno definito l’antieroe moderno, influenzando cinema, fumetti e videogiochi. Rifarlo oggi significa quindi affrontare una domanda enorme: come si aggiorna un’icona nata dal pessimismo politico e urbano degli anni ’80 senza trasformarla in un generico action hero da franchise?
La scelta di Snyder è coerente e rischiosa allo stesso tempo. Coerente perché il regista ha sempre lavorato su mondi estremi, corpi mitologici, violenza stilizzata e figure larger-than-life, come già visto in film come Army Of The Dead e nel suo percorso legato ai cinecomic DC. Rischiosa perché il cinema di Carpenter viveva spesso di sottrazione, atmosfera sporca e tensione secca, mentre Snyder tende per natura all’enfasi visiva e all’epica muscolare. L’incontro tra questi due immaginari può essere affascinante, ma anche esplosivo nel senso meno controllabile del termine.
Il progetto arriva dopo anni di tentativi falliti di riportare “Fuga da New York” al cinema. Nel tempo sono stati collegati alla possibile nuova versione nomi come Joel Silver, Robert Rodriguez, Radio Silence e Leigh Whannell, senza però arrivare a una concretizzazione definitiva. L’ingresso di Snyder suggerisce un nuovo slancio, anche perché il pacchetto produttivo sembra orientato a riportare il titolo in sala e non a trattarlo come semplice contenuto da piattaforma.
Al momento non è stato annunciato chi interpreterà Snake Plissken, e questo sarà inevitabilmente il punto più osservato dai fan. Qualunque attore venga scelto dovrà confrontarsi con l’ombra enorme di Kurt Russell e con un personaggio che funziona proprio perché sembra sempre sul punto di fregarsene del film in cui si trova. Nel frattempo Snyder è in post-produzione su “The Last Photograph”, drama con Stuart Martin e Fra Fee, già volti dei suoi film “Rebel Moon” per Netflix.
La vera sfida, quindi, non sarà solo “rifare” 1997: Fuga da New York. Sarà capire se Snyder saprà prendere l’idea di Carpenter — una Manhattan-prigione, un governo disperato, un eroe riluttante e terminalmente disilluso — e trasformarla in qualcosa che abbia senso oggi, senza sterilizzare la brutalità politica e punk dell’originale. Perché il rischio più grande non è fare un remake divisivo: è fare un remake troppo normale di un film che normale non lo è mai stato.
Fonte: Fonte: coinvolgimento di Zack Snyder, produzione e ruolo di John Carpenter riportati da Deadline. Ulteriori dettagli sul progetto e sullo stato iniziale della nuova versione riportati da The Hollywood Reporter.

