
Criston Cole e Aemond emergono in un episodio di passaggio che rallenta il ritmo, ma muove le pedine di Westeros verso lo scontro inevitabile.
Questa recensione di House of the Dragon 3×05 – “Unbowed and Unbent” parte da una constatazione: dopo il giro di boa segnato da House of the Dragon 3×04 – “Tumbleton”, la “nave” che sta traghettando la serie verso un finale col botto, si spera, continua ad avanzare lentamente, sistemando le pedine, tante e forse troppe, sull’immensa scacchiera di Westeros. Il tutto nella migliore tradizione delle stagioni centrali di Game of Thrones, nelle quali sembrava che sostanzialmente nulla avanzasse davvero.
L’INFINITA SCACCHIERA DA SISTEMARE
Come si diceva sopra, una delle caratteristiche principali di Game of Thrones era la sensazione di tempo perso che, soprattutto nelle stagioni centrali, si percepiva durante la visione: dovendo seguire mille trame e sottotrame, nemmeno in un’ora di episodio la storia sembrava avanzare di qualche passo.
Era tutto un costruire aspettative, tensioni e suggestioni, alle quali spesso, però, non seguiva un’esplosione concreta e dimostrativa. In sostanza, l’antitesi dello “show, don’t tell”, regola narrativa alla base di un buon racconto, almeno nella teoria.
Qui le cose si ripetono più o meno allo stesso modo, ma con l’aggravante che la 3×01 e la 3×02 hanno offerto tanta azione, e tanti draghi, da rendere il boccone più amaro. Non ha forse molto senso sottolineare l’ovvio, cioè la narrazione discontinua intrinseca dei racconti di George R.R. Martin trasposti sullo schermo.
IN SOSTANZA… QUINDI?
La cosa principale da sottolineare è il tentativo di rendere più umano, e meno odioso, Criston Cole, forse il personaggio più detestabile pur non ricoprendo nemmeno il ruolo di vero e proprio villain, concetto comunque relativo in House of the Dragon.
Sostanzialmente si è stufato di essere in balia degli eventi e ora vuole diventare artefice del proprio destino che, nella “migliore” tradizione della serie, sarà sicuramente tragico. Va detto che, dopo troppi episodi nei quali è stato ignorato, questa scelta aiuta a rendere più interessante questo fronte di Westeros.
Torna anche l’altro “odioso” del gruppo, sebbene in una veste che potrebbe suscitare tenerezza: il principe Aemond che, debole e accudito da Alys, esprime forse per la prima volta in maniera chiara l’odio verso il fratello, il re ormai destituito.
In parallelo, lo stesso Aegon si esprime negativamente sul fratello, ma in questo caso Larys lo umilia sbattendogli in faccia la sua mancanza di umiltà e di contatto con la realtà.
Si sa che a Westeros le parole sono peggio delle spade e del fuoco dei draghi. In pochi altri contesti narrativi esistono così tanti personaggi dalla lingua tagliente.
Intanto, il sempre più diabolico Ormund mette sotto scacco persino lo spirito ribelle di Daemon, facendo massacrare praticamente l’intera Guardia Cittadina.
Alicent e Rhaenyra continuano invece a girare, troppo, in tondo, ripetendo gli stessi errori già visti negli episodi precedenti.
INTANTO LA GENTE MUORE
Alla fine, è un episodio di passaggio nel quale risulta forse interessante osservare che, anche se apparentemente non succede nulla, personaggi più o meno ricorrenti muoiono malamente.
Non è quindi la morte il motore dello shock e della progressione della trama, né l’aggancio che tiene incollato lo spettatore. Ecco che forse proprio da episodi come questo si capisce cosa mantenga vivo l’interesse anche quando non sembra di assistere a una puntata particolarmente meritevole: probabilmente, muovere la scacchiera è ciò che affascina più di tutto.
Poter osservare come i tasselli si spostano e come le diverse vicende convergano, o meno, verso qualcos’altro. Westeros è proprio questo, in fondo: un lungo viaggio di pedine più o meno importanti che si muovono all’interno di un campo vastissimo e ostile.
Anche solo osservare quel movimento, accompagnato da qualche inevitabile caduta, alimenta inconsciamente il piacere del percorso. Poi, certo, a un certo punto succederà qualcosa e, spesso, quel qualcosa ha a che fare con il fuoco…
THUMBS UP 👍
- Criston Cole più umano e interessante
- Aemond mostrato sotto una nuova luce
- Le dinamiche politiche e strategiche di Westeros
THUMBS DOWN 👎
- Alicent e Rhaenyra ancora ferme sugli stessi conflitti
- Mysaria rimane una grande promessa non mantenuta
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