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After Life 2×06 – Episode 6TEMPO DI LETTURA 5 min

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Anche questa seconda stagione di After Life giunge, infine, al tanto sospirato season finale. Una stagione caratterizzata dall’ampio spazio dato a tutto l’universo di characters che ruota attorno a Tony, il quale, tuttavia, in questo sesto episodio, riprende più che degnamente in mano il ruolo di protagonista.
L’episodio vuole ricordare allo spettatore che da sempre sul personaggio aleggia la minaccia del suicidio causa depressione per la morte della moglie, a cui ora si aggiunge anche il lutto per la perdita del padre. Proprio da qui si riparte, con un’introduzione che mette fin da subito in campo questo concetto con l’ennesimo video-flashback di un ballo (vero e proprio leitmotiv di questa seconda stagione) fra il padre e Lisa. Una scena che già di per sé aiuta ad entrare nel mood della puntata e che si basa sull’alto impatto emotivo che ne consegue, ulteriormente impreziosita da una “zampata” che il cane di Tony rilascia sulla sua spalla, quasi a volerlo consolare (non si sa quanto questo sia frutto di un addestramento specifico ma è bello pensare che possa essere stata anche una bella casualità). Da qui in poi l’episodio sarà un continuo di piccoli dettagli, gesti e frasi all’apparenza semplici ma in realtà molto profondi che si accumuleranno fino al climax finale. Ma per dare un giudizio globale al tutto è necessario prima fare un po’ di ordine.

IL PERFETTO EQUILIBRIO ALL’ESTERNO…

“Anybody who doesn’t want to rape Hitler is a fucking bender!”

Come già detto, la stagione finora è stata caratterizzata dall’approfondimento di tutti i co-protagonisti della serie. Così, come da manuale, l’episodio mostra la naturale, e per fortuna positiva, conclusione di tutte le storyline presenti: Matt e Jill fanno finalmente pace; lo psicologo capisce qual è la sua vera vocazione (non la psicanalisi ovviamente ma i “podcast per maschi alfa” che avrebbero sicuramente successo); il giornale e la redazione sono salvi e possono continuare a svolgere il loro lavoro; Lenny, June e James sono la famiglia più stramba felice che mai, la ship fra Postman Pat e Daphne va a gonfie vele e, perfino Anne (l’ottima Penelope Wilton), trova in Paul una nuova amicizia (e forse qualcosa di più). Tutti coloro che hanno avuto a che fare con Tony hanno trovato quindi il loro giusto equilibrio, soprattutto grazie a lui. E questo fa parte di quell’“ironia amara” di cui si compone la serie stessa: l’uomo più misantropo e ostile all’amicizia di questo mondo è riuscito, in un certo senso, a fare qualcosa di buono per tutti, imbastendo fra l’altro una conclusione molto semplice e lineare (ma non per questo banale) a tutte queste storyline. E c’è anche spazio per un ulteriore caso di puntata verticale: Dennis/Denise, idraulico di cinquant’anni che, a causa di un evidente stress traumatico, pensa di essere una bambina di otto anni. Anche in questo caso quindi la serie non rinuncia a quell’umorismo surreale e demenziale che la caratterizza riuscendo però ad intrecciare bene anche questa trama (all’apparenza slegata da tutto il resto) con i temi principali dell’episodio.

…E LO SQUILIBRIO INTERNO DI TONY

Chi invece è rimasto fermo al punto di partenza è proprio lo stesso Tony, il quale si divide fra monologhi comici (che uniscono la solita visione cinica del mondo ad importanti riflessioni esistenziali) e un insieme di dialoghi in cui, ad uno ad uno, i vari personaggi che ruotano attorno a lui cercano, a loro modo, di farlo desistere dal suicidio. In alcuni casi essi rappresentano l’occasione perfetta per Gervais per poter scatenare il suo caratteristico humour nero, a volte azzeccato, in altri casi un po’ troppo caricaturale e inserito forzatamente per ribadire le capacità da stand-up comedian di Gervais (come nel dialogo sui funerali tra Matt e Tony).
Molto meglio sotto questo punto di vista i momenti di puro monologo, come lo struggente elogio funebre di Tony al padre. Questa scena racchiude tutto il talento mostruoso del Gervais-attore, capace, come pochi, di passare da momenti più “leggeri” a momenti incredibilmente “seriosi” e intensi da un secondo all’altro.
Come dimostrazione finale di tutto ciò non si può non citare l’ultima scena di fronte all’ennesimo video-flashback di Lisa. Il pianto finale del protagonista e il conseguente climax di suspense per la situazione che si viene a creare (per cui va elogiata soprattutto la regia e l’uso particolare della musica) rendono il cliffhanger finale dell’episodio ancora più incredibile e sperato. Tale cliffhanger è anche quello che può dare potenzialmente il via ad una terza stagione, stavolta incentrata più sulle vicende effettive di Tony, per capire se il peggio è effettivamente passato o se la risoluzione finale scelta è solo una momentanea parentesi di felicità.
Il bello di After Life è proprio questo fatto di non voler essere a tutti i costi sdolcinata o forzatamente soapish. Qualunque sia il destino di Tony deve necessariamente essere realistico e aderente a quella che è la personalità del personaggio. Così è stata finora la serie e così si è dimostrato anche questo meraviglioso season finale. In attesa quindi di capire quale sarà la sorte del protagonista non si può che fare i complimenti a Gervais e a tutto il team di After Life per aver creato una serie che parla di sentimenti in maniera davvero reale e sincera.

“Goodnight gorgeous!”

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Degne conclusioni per i personaggi attorno a Tony
  • Chi non vorrebbe ascoltare il podcast dello psicologo di Matt?
  • Il cane che appoggia la zampa su Tony mentre sta guardando il video-flashback di Lisa e il padre
  • Discorso funebre di Tony
  • Dennis/Denise
  • Scena finale e pianto di Tony
  • Cliffhanger finale
  • Dialogo Tony-Matt fatto apposta per esaltare le capacità da stand-up comedian di Gervais (ma qui un po’ fuori luogo)

 

Degna conclusione per questa seconda stagione di After Life, che offre anche un buono spunto per la terza stagione. Trame orizzontali e verticali accattivanti e per nulla banali, e un “goodnight” finale ad alto tasso di emotività. Non si poteva chiedere di meglio.

 

Episode 5 2×05ND milioni – ND rating
Episode 6 2×06ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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