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After Life 3×04 – Episode 4TEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione After Life 3x04Per la sua ultima stagione After Life decide di affrontare il tema del cambiamento e delle conseguenze di esso. Soprattutto lo stress che può derivare da nuove situazioni affettive/lavorative, poiché non è sempre facile, almeno all’inizio, accettare il cambiamento, soprattutto dentro di noi.
Così dopo una puntata “on the road” come “Episode 3“, seguendo lo schema orizzontale delle vicende di Tony e soci, questo episodio mostra tutte le difficoltà dei vari personaggi nell’approcciarsi ai cambiamenti soprattutto per quanto concerne l’aspetto più drammatico di tale scelta: la lenta discesa verso la routine quotidiana.

IL VALORE DELLE PAROLACCE


È infatti nel momento in cui ci si rende conto che la propria scelta di cambiamento comporta anche aspetti spiacevoli che può venire il dubbio di aver “sprecato” la propria vita inseguendo un’illusione di felicità.
Tale sensazione viene vissuta da tutti i personaggi presenti nella puntata. A partire da James che comincia a rendersi conto che la scelta di convivere con Brian non sia stata delle migliori. O Kath che sceglie come suo nuovo date-man un personaggio decisamente non simpatico (un Tim Key particolarmente irritante, ancora di più che ne Gli Irregolari di Baker Street).
Di fronte a tutto questo, After Life pone, in contrapposizione, esempi di cambiamenti virtuosi (il “caso umano verticale” di puntata rappresentato dai due anziani ex-vedovi) e soprattutto un gran numero di insulti e volgarità che, in questo caso, hanno un effetto più che catartico e rappresentano in fondo il modo migliore per approcciarsi alle difficoltà della vita.

LEZIONI DI VITA (QUOTIDIANA)


Perché c’è sempre bisogno di una valvola di sfogo di fronte ai pensieri negativi che la vita quotidiana offre continuamente. Che non sono pochi, ed è quello che sintetizza il filosofo Tony nello stupendo dialogo finale con l’amico Lenny. Un dialogo tutto sommato semplice ma allo stesso tempo incisivo, che dimostra il grado di maturità raggiunto da Gervais e soci nella scrittura dello show.
After Life si rivela così uno show sfaccettato e diversificato. Ogni storyline è pensata come una sorta di parabola, con un proprio sviluppo pur partendo da un letimotiv comune, in maniera tale che perfino un personaggio apparentemente secondario come Brian può trasformarsi in un bizzarro guru amoroso che risolve (con metafore ovviamente grottesche) i dilemmi di coppia, sotto l’influenza benefica di Tony.
In questo modo, anche i personaggi cosiddetti “secondari” acquistano una tridimensionalità mai avuta prima, pur rimanendo centrale il ruolo del protagonista interpretato da Gervais.

QUASI ALLA FINE


La stagione mostra così la sua consapevolezza anche in questo ultimo segmento di trama, consapevole che questa sarà la sua ultima stagione.
Prevale in tutto ciò un senso di “serenità” che preannuncia un possibile equilibrio mentale per Tony, dovuto al suo nuovo ruolo di “mentore” per amici e colleghi. Lo stesso tono dello show sembra essere cambiato, andando sempre di più nel sentimentale e portandosi sempre più verso il drama che non verso la commedia. Gli stessi “casi umani” di puntata non sono affatto personaggi buffi o grotteschi (come avveniva nei precedenti episodi) ma, tutto sommato, casi molto “umani” (per l’appunto) e portatori di un messaggio morale importante che smuove le corde anche dello spettatore più cinico.
Un senso, dunque, di “fine annunciata” che da un lato commuove, dall’altro lascia anche una profonda malinconia per l’assenza di “casi umani” più divertenti e per i meravigliosi personaggi, portatori di disagio, che hanno connotano da sempre lo show.
Come il meraviglioso Ken Otley, qui scatenato in un delirante musical a tema Taxi Driver che farebbe la fortuna di Broadway.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il valore della scurrilità secondo Ricky Gervais
  • Paura e desiderio di cambiamento, leitmotiv di tutto
  • Brian come supporting coach per le crisi di coppia
  • Il musical su Taxi Driver
  • “Caso umano di puntata” sulla coppia di anziani vedovi…
  • Scena finale
  • Personaggio di Tim Key che farebbe innervosire chiunque
  • …che mostra come la troppa orizzontalità sta togliendo spazio per momenti del genere

 

Si avvicina il season finale per After Life e l’episodio in questione lo mostra in tutto e per tutto. Tony è sempre lo stesso misantropo di sempre ma anche molto più sereno e consapevole del proprio ruolo. E anche tutti gli altri personaggi seguono lo stesso grado di maturità fra dialoghi profondi e commoventi e parolacce catartiche.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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