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And Just Like That… 1×03 – When In RomeTEMPO DI LETTURA 4 min

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And Just Like That 1x03Il terzo episodio di And Just Like That è un tuffo nel passato, ma non in senso positivo.
La serie, con i primi due episodi, sembrava voler mostrare i tre storici personaggi alle prese con nuove sfide, come un lutto per una persona amata, e non semplicemente le tre protagoniste di Sex And The City con più rughe e botox.
Approcciandosi a un revival di una serie feticcio come And Just Like That lo spettatore (o meglio, il fan, visto che sarà solo quest’ultimo ad avere interesse nella visione del prodotto), si aspetta di essere catapultato nelle atmosfere che in passato l’hanno fatto innamorare. Nel frattempo, però, è anche cresciuto e si aspetta lo stesso dai personaggi o, perlomeno, di non trovarsi di fronte a dinamiche trite e ritrite, per le quali sarebbe bastato un rewatch.
E proprio per questo, non basta riesumare noti personaggi come Natasha per suscitare nostalgia di un passato da rimpiangere.

AND JUST LIKE THAT… CLASSIC MR.BIG


Vedere Carrie di nuovo alle prese con i sentimenti di inadeguatezza ed insicurezza nei confronti dell’uomo che ama trasporta il pubblico indietro di vent’anni agli episodi più noiosi e frustranti di Sex And The City. Episodi in cui l’allora trentenne si invischiava in una relazione tossica con un uomo troppo emotivamente immaturo per apprezzarla, costringendo le sue amiche a supportarla ad ogni rottura. In un modo o nell’altro la storia d’amore tra Carrie e Big sembrava essersi risolta nel migliore dei modi, prima con il finale di serie, poi con il film (non dopo un’altra importante, e ben più scenica delle altre, rottura in pompa magna e abito da sposa Vivienne Westwood).
Vent’anni dopo, in And Just Like That i due sembrano più innamorati che mai. Ciò rende anche per lo spettatore particolarmente straziante assistere alla scena della doccia e ancora meno accettabile che il personaggio di Carrie si ritrovi vittima degli stessi meccanismi narrativi.
La morte di Big poteva essere l’occasione per mostrare una Carrie matura e con sfaccettature più profonde; invece la Carrie alla ricerca della verità su Big e Natasha che And Just Like That restituisce in questo episodio è ancora quella di vent’anni fa, preda delle solite insicurezze.

AL PASSO CON I TEMPI… MA NON TROPPO


Lo stesso trattamento non sembra essere riservato a Charlotte e Miranda, entrambe alle prese con dinamiche sfidanti e di cambiamento, diverse e moderne rispetto a quelle che le vedevano protagoniste nella serie madre, come quella dell’identità di genere dei figli.
Su questo fronte, ci si aspetta che l’eredità di Sex And The City come serie all’avanguardia rispetto a temi spinosi, si mantenga anche in And Just Like That. Ben venga, quindi, l’inserimento dei temi della diversity, dell’accettazione, del cambiamento, se non fosse che, forse perché questi temi sono già trattati da vari prodotti del panorama seriale, non sembra ci sia niente di particolarmente innovativo in And Just Like That. Ad esempio, ci si potrebbe stupire della possibile deriva omosessuale di Miranda se non si sapesse che Cynthia Nixon interpreta solo ruoli omosessuali in tutti i suoi ultimi lavori. And Just Like That perde quel mordente che Sex And The City aveva grazie a tematiche disruptive trattate con un linguaggio diretto, ai tempi considerato volgare, fatto di riflessioni perspicaci, battute e conversazioni intelligenti, oltre che una dinamicità delle situazioni in continuo cambiamento.

Charlotte:She’s wearing flats.
Miranda:That’s the most desperate put down I’ve ever heard.

SAMANTHA, CI MANCHI


A tal proposito, non si può non pensare alla grande assente, Samantha, e chiedersi se il suo personaggio avrebbe sopperito a queste mancanze o sarebbe stato bistrattato e snaturato anch’esso. L’assenza di Samantha è palpabile non solo per l’unicità del suo personaggio ma anche per la dimensione di coralità, che inevitabilmente viene meno e che non può essere colmata da Stanford (per quanto resti imprescindibile il ritorno del personaggio interpretato da Willie Garson e, anzi, sapendo che sono le sue ultime scene sullo schermo, se ne vorrebbe molto di più).

Actually, I don’t have a dick or I would have done this special 5 years ago.

La frase conclusiva dello stand up di Che ricorda sicuramente una frase che sarebbe potuta uscire dalla bocca spregiudicata di Kim Cattrall, senza la necessità di avere un pubblico pagante e ululante per dirla.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Outfit sempre curati e protagonisti delle scene tanto quanto chi li indossa
  • La casa di Carrie nel finale
  • Carrie e le sue insicurezze mai superate
  • Charlotte, troppo macchietta con il suo atteggiarsi da sicura newyorkese?
  • Natasha poteva essere inclusa con altre dinamiche, banalmente presentandola al funerale

 

Il terzo episodio di And Just Like That si perde in dinamiche già viste e che si pensava superate dalla protagonista principale. Si spera che nei restanti episodi le stortyline si facciano più appassionanti.

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