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Arrow 2×12 – TremorsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Francamente non so cosa dire di Arrow. Sono veramente in dubbio se iniziare elogiando la maturità con cui la serie si è evoluta nel solo corso di una stagione o se complimentarmi per come in 35 episodi non sia mai sceso sotto la sufficienza, anzi. Il vero pregio di Arrow è che è una serie che non si accontenta mai ma che
continua ad osare senza mai rimanere ferma e fissa nei suoi schemi, magari è merito dell’ampia mitologia fumettistica da cui può attingere, magari è dovuto al puntiglioso lavoro delle tre teste che dirigono lo show (Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg), la realtà dei fatti però è questa: Arrow è una serie con tutti i crismi.
Forse l’idea che nasca sotto l’etichetta The CW ha all’inizio lasciato ampio margine alle critiche, d’altronde la nomea di “canale da teen drama” ce l’ha per un motivo, però, raramente, il network riesce a sorprendere con serie di qualità come questa o Supernatural, serie che ovviamente non possono essere paragonate ad un Person Of Interest o ad un Fringe ma a cui comunque va portato rispetto visto il budget decisamente inferiore che limita gli addetti ai lavori. A vedere Arrow però questo discorso di soldi sembra non esistere perché tra stuntman, esplosioni e location sempre diverse si ha l’idea di avere a che fare con una produzione di un altro network, e questa è una considerazione da tenere in conto ogni volta che lo si guarda perché non notare il gap è già di per sè un valore aggiunto.
Parlavo di mitologia qualche riga sopra non a caso visto che questo episodio ne è strapieno. Marc Guggenheim infatti rispolvera Bronze Tiger aka Ben Turner, già visto in “Identity” e lastrica di buone intenzioni il percorso che dovrebbe portare Roy Harper a ricoprire il ruolo di spalla di Green Arrow meglio conosciuto come Speedy. “Tremors”, presentata come un episodio qualunque, in realtà è una colonna portante dell’intera serie che da esattamente da questi 40 minuti decide di intraprendere un nuovo esaltante percorso che non si sa bene però dove andrà a finire.
Il punto del cambiamento lo si vede circa al minuto 32 quando Oliver Queen si rivela davanti a Roy giocandosi il tutto per tutto in un atto spontaneo, azzardato ma di grande impatto visto la portata della rivelazione. I due personaggi non avevano mai legato molto sia per differenza d’età sia per status quo, viceversa il legame si era formato sul campo dove Arrow rappresentava l’idolo di Harper ed un motivo per andare avanti. Ora che i due alter ego si sono rivelati la stessa persona sarà interessante vedere come il cadetto della “Arrow-caverna” riuscirà a mantenersi distaccato come sempre di fronte a Thea, certo è che si è aperta una nuova era per Arrow, Diggle e Felicity. Lo smascheramento ci coglie un po’ tutti di sorpresa ed è a tutti gli effetti una mossa più unica che rara nel panorama supereroistico. Ovviamente serve a dare ancora maggior slancio ad un personaggio, quello di Roy Harper, predestinato a ricoprire il ruolo di spalla che già possiede nei fumetti, tuttavia con tutte le dovute differenze.
Un altro evento importante che sembra darà i suoi frutti nel lungo periodo è quello della candidatura di Moira a sindaco di Starling City. Che dire: si sa che i politici hanno sempre le mani in pasta ovunque e si sa che sono la faccia “pulita” di qualche multinazionale o di qualche potere più grande, nel nostro caso Moira è la faccia delle banche preoccupate dallo scenario che si paleserebbe nel caso vincesse Sebastian Blood. Anche qui non possiamo che elogiare la scelta di restaurare un character che sembrava aver detto quasi tutto e che invece ha ancora qualche asso nella sua manica.
In tutto questo ben di Dio ovviamente c’è spazio per guardare il buco nero in cui è caduta Laurel, ormai sempre più vittima di sè stessa e del suo egocentrismo. Il problema di questo personaggio è proprio il carattere troppo forte a volte e troppo frivolo altre, un carattere troppo bipolare che non riesce a trovare una sua collocazione nella serie se non accompagnato a qualcun altro più carismatico ed interessante che riesca ad oscurare la negatività che Laurel porta sempre con sè. In questo caso Marc Guggenheim non può far miracoli ed il meglio che riesce a tirar fuori per lei è una riapparizione della sorella creduta morta, nella speranza di poter rivitalizzare anche quella viva.

PRO:

  • Smascheramento di Oliver davanti a Roy
  • Nuovi input narrativi inseriti sia dalla nuova relazione di Oliver con Roy, sia dal nuovo arco narrativo in cui è stata risucchiata Moira. Il tutto senza dimenticare il ritorno di Sara Lance
  • Twist di eventi da applausi
CONTRO:
  • Depressione causata da Laurel e dalle sue scelte
Personalmente da Arrow non mi aspettavo tutta questa qualità e la cosa non può che farmi felice. Unico problema: questo trend positivo sta alzando l’asticella delle aspettative con il conseguente rischio di sovraperformare la serie stessa. Per ora non c’è da preoccuparsi ma un giorno…

 

Blind Spot 2×11 2.49 milioni – 0.9 rating
Tremors 2×12 2.95 milioni – 1.1 rating

 

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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