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Better Call Saul 5×09 – Bad Choice RoadTEMPO DI LETTURA 4 min

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Mike: “Look. We all make our choices. Now those choices, they put us on a road. Sometimes those choices seem small, but they put you on the road. You think about getting off. But eventually, you’re back on it. And the road we’re on led us out to the desert, and everything that happened there, and straight back to where we are right now. And nothing, nothing can be done about that. Do you understand that?

Dopo l’ansiogeno episodio di settimana scorsa, Better Call Saul decide di dedicare questo “Bad Choice Road” all’elaborazione del trauma e all’accettazione delle conseguenze.
Il simpatico tour della morte al quale Saul può dire di essere sopravvissuto ha sicuramente lasciato cicatrici, non solo fisiche, sul protagonista. La trasformazione da Jimmy a Saul è certamente avvenuta, ciò che rimane ora è il sentiero che separa questo Saul Goodman da quello che si è già avuto modo di conoscere in Breaking Bad.
Le parole di Mike, volutamente profetiche, mettono così in evidenza la più grande debolezza del “criminale alle prime armi”: l’illusione di poterne uscire una volta dentro. In tal senso, la passeggiata nel deserto prima e la visita di Lalo a domicilio dopo rappresentano il cosiddetto punto di non ritorno, quello in cui la consapevolezza di essere parte di un gioco ben più grande di se stessi comincia a farsi strada. Come giustificare quindi tutto ciò che è avvenuto? Quella borsa straripante di soldi vale davvero così tanto da essere anteposta alla propria sicurezza? Senza contare che l’obiettivo finale è la libertà di Lalo, non esattamente il fine più nobile.
L’unica soluzione, almeno agli occhi di Saul, è fare finta di nulla. L’illusione di controllo, però, svanisce in un lampo nel momento in cui Kim comunica al suo neo-marito la decisione di abbandonare Mesa Verde e dedicarsi unicamente ai suoi casi pro bono. Un cambiamento troppo grande nella vita di Saul, schiacciato dal peso delle insicurezze e del suo enorme ego, pesi che non gli permettono di vedere le cose sotto un punto di vista differente dal proprio.

Saul: “Look, we all make choices, right? And those choices, they put us on a road. And the road has good choices, and it has bad choices. This is a bad choice road!

Lo si capisce bene dalla riformulazione decisamente più spicciola del concetto espresso chiaramente da Mike, risposta evidentemente frutto della rottura del suo equilibrio immaginario e della paura di essere finito lui stesso sulla bad choice road di cui stava parlando. La visita di Lalo arriva così nel momento peggiore, distruggendo definitivamente l’idea di un possibile controllo della propria esistenza e mettendo a rischio perfino l’incolumità dell’unica persona cara rimasta nella sua vita.
L’episodio, fino a quel momento abbastanza lineare, subisce una brusca variazione dopo l’entrata in scena di Lalo, confermando l’ottimo lavoro eseguito puntualmente in fase di costruzione della tensione e portando lo spettatore a trattenere letteralmente il fiato per dieci minuti buoni temendo per la vita di Kim – unico personaggio dal destino realmente incerto.
Il lavoro compiuto sulla caratterizzazione di Lalo Salamanca è magistrale, il character ha tutte le caratteristiche necessarie per essere considerato un villain a tutti gli effetti, garantendo continuità alla trama, una personalità a tratti indecifrabile ma decisamente inquietante e un costante alone di minaccia che ricopre chiunque lo circondi. Stesse caratteristiche riconducibili al suo “collega” Gus Fring, il quale però può contare su un carisma tale da riuscire a lasciare il segno anche comparendo in video soltanto per cinque minuti scarsi. Il risultato finale è un episodio tecnicamente impeccabile (tanto per cambiare), contraddistinto da momenti meno ansiogeni e maggiormente introspettivi rispetto al suo predecessore, ma in grado di lasciare lo spettatore senza fiato in qualsiasi momento utilizzando soltanto il carisma dei propri interpreti.
Il punto di non ritorno sembra essere finalmente arrivato, e che lo si ammetta o no, le ansie e curiosità attualmente riguardano il destino di Kim, personaggio che forse più di tutti si è rivelato una sorpresa all’interno dello show e proprio per questo motivo anche quello, narrativamente parlando, maggiormente in pericolo. Per il momento non è dato sapere quale sorte le riserverà questo finale di stagione, ma per il momento si può tirare un sospiro di sollievo e guardare avanti, ben consci del fatto che storicamente in questo genere di drama la persona che compie il bel gesto seguendo i propri ideali a discapito dei soldi è quella che poi ne paga le conseguenze peggiori.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La sequenza d’apertura in split-screen
  • Come sempre regia e fotografia magistrale
  • Si sente puzza di Emmy
  • Lalo e Gus Fring villains incredibili
  • La sequenza finale e il monologo di Kim
  • Niente di particolare da segnalare

 

Un Thank Them All, oramai d’ufficio, per un episodio che ha la sola colpa di essere arrivato dopo “Bagman“. Per il Bless ci sarà sicuramente spazio nel tanto atteso finale di stagione.

 

Bagman 5×08 1.42 milioni – 0.4 rating
Bad Choice Road 5×09 1.51 milioni – 0.4 rating

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Fabrizio Paolino

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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