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The Blacklist 7×14 – Twamie Ullulaq (No. 126)TEMPO DI LETTURA 4 min

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I died once in Alaska. I didin’t come back to do it again

I racconti del Grande Nord

La trama di giornata dell’episodio è ambientata in Alaska. Non è la prima “trasferta” dello show in quei territori, c’era già stata quella di Lizzie, subito dopo essere uscita dalla riabilitazione. Da qui nascono molti motivi di interesse, ma anche di irritazione per lo spettatore. Red, da quanto si scopre, ha organizzato un faccia a faccia tra l’agente Park e mister Lussier, colpevole di aver insegnato a drogarsi alla madre di lei, mentre i due convivevano. Il parallelo con l’agente Keen è dunque evidente: le due donne condividono una travagliata storia personale e anche nei confronti della nuova arrivata nella Task Force il Concierge del Crimine vuole agire da riparatore di torti, ma non si capisce la reale motivazione. Questa incertezza non fa piacere, perché si sarebbe preferito considerare la protagonista della serie un caso unico e speciale, la vera principessa della favola, mentre invece qui sembra di trovarsi davanti ad un pericolosissimo manipolatore (stile Hannibal, ispirazione dello show fin dall’inizio) in cerca, per così dire, di un giocattolo nuovo. Non è la prima volta, però, in cui la sceneggiatura sottolinea la non unicità dell’essere umano, l’essere tutti attori in una ciclicità destinata a ripetersi. Più irritante è vedere come in un territorio grande e disabitato tutti i membri di una stretta cerchia di persone continuino a incappare l’uno nell’altro.
Questo caso, comunque, regala sorrisi nella scena in cui Red è in trasferta a Milano: sempre un piacere sentire James Spader pronunciare qualche frasetta nella lingua di Dante (sicuramente gli saranno tornate utili le vacanze trascorse in Italia sin dalla più tenera età).

Resto del mondo

Per quanto riguarda la trama orizzontale, invece, si segnala la decisione presa da Aram di andare avanti con le indagini sulla morte di Charles Radcliffe, sino a far arrestare Elodie. Ciò, purtroppo, non mette un punto fermo alla storia: rimangono aperti molti interrogativi su chi abbia effettivamente incastrato chi, a partire dal momento in cui la coppia prese la sciagurata decisione di partecipare alla serata organizzata dal gruppo Les Fleurs du Mal. Per ora, tuttavia, sembra la decisione migliore presa dall’agente Mojtabai.
Sempre sul versante Task Force, note più liete sono fornite dal rapporto tra Lizzie e Ressler, mentre quest’ultimo è alle prese con le insistenti telefonate del fratello che preferirebbe non avere (sul telefonino compare la parola trouble, “guaio”). Per ora rimane il conforto della salda amicizia fra i due agenti, ma non si escludono, in futuro, sviluppi drammatici, qualora Robby Ressler dovesse sbarcare in città.
L’approfondimento delle trame e i loro snodi dipenderanno certamente dalla soluzione dell’emergenza Covid – 19, per ora non preventivabile in tempi e modalità (New York, dove si gira The Blacklist, è uno dei punti più tragicamente colpiti dal virus). Per ora, certamente verranno trasmessi gli episodi fino a 7×19, la cui messa in onda è fissata per il prossimo 15 maggio. Avendo lo show già incassato il rinnovo per un’ottava stagione, non ci dovrebbero essere eccessivi problemi, a parte il far quadrare i mille impegni dei vari attori, per inserire tutti gli elementi desiderati dagli sceneggiatori in modo soddisfacente. Uno per tutti, lo scontro fra Red e Katarina Rostova previsto come finale di questa stagione. Anche la puntata in oggetto, ad esempio, ha inserito molti piccoli dettagli sul passato di Alina Park, da approfondire a piacere qualora se ne presentasse l’eventualità
 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • L’italiano di James Spader
  • Aram fa arrestare Elodie
  • L’amicizia fra Lizzie e Ressler
  • L’Alaska è proprio un piccolo mondo
  • Inquietanti paragoni tra Lizzie e Alina

 

Laura Sohn è stata all’altezza della situazione in un episodio incentrato sul suo personaggio ed è risultata molto più incisiva del blacklister di giornata, utile soprattutto a divulgare il dettaglio poco noto dei nativi, coinvolti nelle guerre degli Stati Uniti con promesse poi non mantenute. Il ritmo sta accelerando, le occasioni di ilarità e la spensieratezza stanno cedendo via via il posto a situazioni più cupe, mentre gli animi si tendono. Il fenomeno dovrebbe accentuarsi nella prossima puntata, quando Red verrà contattato da un Ilya “nel panico”, secondo la sinossi diffusa in rete, perché si sente pedinato. Dovrebbe dunque procedere l’indagine personale di Lizzie di cui si parlava nello scorso episodio. Per ora il voto rimane su una sufficienza bella piena, in attesa di sviluppi veramente sostanziosi.
 

Newton Purcell 7×134.70 milioni – 0.6 rating
Twamie Ullulaq 7×144.86 milioni – 0.7 rating

 

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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