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The Blacklist 5×09 – RuinTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Blacklist by
“‘Cause imagining what I’m gonna do to Tom’s killers is the only thing that gets me out of bed in the morning.

 

Sono passati un paio di mesi dalla trasmissione del precedente episodio e ancor più tempo è passato nella narrazione. Gli showrunners hanno scelto infatti di non rinunciare ai toni cupi e muscolari caratteristici della serie, per cui Lizzie viene subito mostrata in grado di correre per i boschi. Tutto il lungo e doloroso processo di riabilitazione fisica dopo mesi di coma ed elaborazione del lutto per la morte del marito, viene mostrato attraverso piccoli, ma importanti flashback.
In uno di essi si rivede Scottie Hargrave e viene data anche chiusura ad alcune trame lasciate aperte dalla brusca sospensione dello spin-off The Blacklist: Redemption, come promesso da Jon Bokenkamp. A quanto pare, Tom aveva testimoniato contro il padre per far scarcerare la madre e adesso la signora è pronta a concedersi lunghi pomeriggi di shopping per sommergere di vestitini all’ultima moda la nipotina Agnes, di cui è stata dichiarata custode. Si spera solo, per il bene della piccina, che vengano concessi ampi diritti di visita a Red e Dembé, che si sono occupati di lei per un lungo periodo, anche se fra Scottie e Red non corre buon sangue, come dimostrato dall’espressione di lui quando gli viene annunciato l’affidamento della bambina alla nonna (espressione di uno a cui viene fatto ingoiare un topo morto, o qualcosa di altrettanto ripugnante).
Se Lizzie non ha, o forse non ha mai avuto, uno spiccatissimo senso materno, per fortuna ha conservato istinti compassionevoli e abilità forse anche superiori a prima dell’aggressione da parte degli uomini di Ian Garvey. Sceglie infatti di non superare il dolore buttandosi sulla cura della figlia, mettendo anzi fra lei e se stessa una grande distanza (nonostante quando poi trova fuori dalla porta un ferito lo cura subito con grande perizia). Non ha neanche perso i suoi “magici poteri”: nella piccola comunità in cui si è rifugiata sotto falso nome, il ranger Colin si è già innamorato di lei.
Qui, certamente, ci sono alcuni buchi logici: l’Alaska forse non è proprio il posto più consigliato per una donna appena uscita da mesi di riabilitazione post trauma e, soprattutto, l’incontro con un soggetto sotto protezione testimoni, inseguito da una banda di sicari della mafia che lo vuole eliminare, avrà sicuramente fatto esclamare a molti un sarcastico: “Quanto è piccolo il mondo!”
Per fortuna, allo spettatore viene lasciato poco tempo per gli appunti: si parte subito per una serie di momenti davvero molto dinamici e godibili, dove a Megan Boone fa da ottima controparte William Mapother, veterano di Lost e di molti film accanto al suo più famoso cugino, Tom Cruise.
Qui la sceneggiatura dà modo a Lizzie di sfoderare tutto il suo ingegno e tutta la sua grinta, quasi in lei si esprimesse, anche senza volerlo, il DNA ereditato dai genitori. La lotta contro i cattivi di turno si punteggia così di tocchi di classe, come i pezzi di vetro nascosti nel ghiaccio e il capanno del generatore, opportunamente inzuppato di carburante, trasformato in trappola mortale con una bella fiammata.
Il tutto è incorniciato da un commento musicale succinto e puntuale, dove si spazia, come sempre, dal classico Famous Blue Raincoat di Leonard Cohen al successo del momento, No Roots di Alice Merton.
Naturalmente, continuano ad andarci di mezzo pure gli innocenti, altro elemento ben noto a chi segue la serie: stavolta tocca al cane Kate (quasi certamente battezzato così in onore della Kaplan) e al simpatico Colin di cui sopra.
Citazione particolare per la scena in cui Lizzie fa l’autostop: viene da pensare alla vecchia serie dell’Incredibile Hulk, quella con Bill Bixby, soprattutto perché arriva dopo tutto quello che lei è stata capace di fare in preda a dolore e furia.
Megan Boone, in un’intervista, si è dichiarata molto soddisfatta e “rigenerata” da questo episodio, diverso dagli altri non solo perché manca il numero accanto al nome del blacklister di giornata, ma anche per un diverso passo nello svolgersi degli eventi e per il tempo concessole sulla scena, gran parte del quale da trascorrersi sola con un cane.
Adesso, effettivamente, lo show è pronto a ripartire verso nuovi traguardi, come il centesimo episodio e, più in generale, per il resto della sua stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • William Mapother
  • Il vetro nel ghiaccio…
  • …e più in generale l’ingegno di Lizzie
  • Gli innocenti continuano ad andarci di mezzo
  • Qualche buco logico

 

Alcune incongruenze ed una scena davanti alla tomba di Tom dove si poteva fare di meglio impediscono di dare il bless ad un episodio ritmato e assai fruibile, doveroso “stacco” dal resto della storia. Dalla settimana prossima si ripartirà con più Task force per tutti, con la sottotrama di Ressler ricattato da Prescott e, si spera, con il racconto di Red sulle tracce della valigia di ossa, o di Scottie che ha incaricato Mr. Solomon di servirle Ian Garvey sfilettato, piuttosto che in spezzatino. Si tratta di merce troppo pregiata per venire sprecata, da usare con cura.

 

Ian Garvey 5×08 5.89 milioni – 0.9 rating
Ruin 5×09 6.02 milioni – 1.0 rating

 

 

3 Comments

  1. Aggiungiamo una delle incongruenze più grandi (e gravi): questa ha vissuto mesi in un posto senza che nessuno si accorgesse che è una ex criminale ricercata a livello internazionale, e che chiunque conosce il suo vero nome e cognome.

    Ah, ok.

  2. Il fatto che Lizzie non venga mai riconosciuta, anche se è un volto noto per aver ucciso Tom Connolly e aver fatto un casino mondiale con la sua fuga, dava più fastidio nell’episodio “Harem”. Per il resto, come ho scritto, tutto è sottomesso all’esigenza di far andare avanti veloce la storia, mantenendola dura e muscolare. Se stai seguendo la serie su Fox Crime, comunque, posso dirti una cosa senza spoiler: le successive puntate riservano una buona quota di soddisfazioni.

    Ciao e grazie.

  3. Fabiana ricordo perfettamente anche quell’episodio, e anche in quel caso, come ora, purtroppo ci sono dei buchi di trama notevoli. Ciò non toglie che sia una bella serie, nonostante il passare degli anni l’attenzione si mantiene viva e la storia interessante… e sì, la sto seguendo in italiano, quindi sono indietro di qualche puntata

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