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Bombay Begums 1×01 – Women Who Run With The WolvesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Importante premessa da fare: chi scrive non è esperto di cinema indiano e quello che dirà in seguito ne potrà essere condizionato.

BOLLYWOOD SENZA BOLLYWOOD


Nel vastissimo panorama di serie internazionali che Netflix mette a disposizione, è facile essere portati ad ignorare molti prodotti, soprattutto se provenienti da paesi caratterizzati da un proprio mercato specifico. Parlando dell’India però, bisogna tener conto che questo mercato è una realtà con un bacino di spettatori immenso (più di un miliardo di persone), dove il cinema di Bombay/Mumbay è forse una delle realtà più redditizie a livello mondiale. Pertanto, Netflix tenta la sorte e prova a proporre un prodotto che possa intercettare un tipo di pubblico ancora più vasto, diverso per tradizioni cinematografiche ma finalmente aperto a prodotti più locali. Un prodotto che mantenga la specificità della sua provenienza ma che allo stesso tempo possa essere fruibile senza far storcere il naso allo spettatore occidentale. In sostanza, meglio non metterci troppe situazioni kitsch ma rimanere semplicemente su una narrazione interessante da seguire.

COSA STIAMO GUARDANDO


Rilasciato proprio nel giorno della festa delle donne, questa serie da otto episodi si focalizza sulla storia di cinque donne, tutte legate tra loro da differenti tipologie di rapporto, ambientata in una Bombay moderna. Partendo proprio dalla città, si può tranquillamente dire che essa stessa è forse la vera protagonista, essendo il motore dei cambiamenti dei vari personaggi. Anche la scelta di nominarla col suo nome inglese, Bombay, anziché Mumbay, in Marathi, denota la volontà di far percepire allo spettatore non indiano che stiamo parlando di una città complessa e stratificata, dalla storia millenaria e coacervo di culture molto diverse tra loro. Una città che ha il potere di accogliere persone diverse e piegarle alle sue regole. Di essa, vediamo la parte ricca e molto occidentalizzata, probabilmente scelta per lo stesso motivo detto sopra (avvicinare gli spettatori non indiani). Va anche detto che ben si adatta al tipo di personaggi rappresentati: donne che cercano di definire se stesse attraverso la loro emancipazione.

LE DONNE E IL POTERE


Di cosa parla e chi sono le protagoniste? La storia segue la vita di queste cinque donne che cercano un posto in una società maschilista molto competitiva. Ognuna di esse, per motivi diversi, si rapporta all’esercizio del potere collegato alla propria autodeterminazione. La star Pooja Bhatt, che interpreta Rani, donna in carriera sposata con un vedovo che ha già avuto figli da un altro matrimonio, ha raggiunto l’apice della sua carriera nel mondo della finanza ma si trova a rendere conto del suo nuovo ruolo di madre, aiutando il figliastro ad uscire da una situazione discutibile essendo colpevole di aver investito il figlio di Lily, un’ex ballerina di lap dance, che arrotonda lo stipendio come meglio più.
L’altra figliastra, Shai, che funge anche da voce narrante di tutte le storie, affronta i primi cambiamenti dell’adolescenza, cercando di capire che tipo di donna vuole essere, adorando ancora la madre morta da una parte e detestando tutto quello che Rani rappresenta dall’altra. Si aggiunge la marito-dipendente Fatima che prova a scegliere tra una possibile maternità (da passare in casa, come vorrebbe suo marito) e la sua nascente carriera nella società di Rani, suo reale desiderio. Anche la sua assistente Ayesha vorrebbe diventare una donna importante, così da sfuggire al destino previsto dai genitori, i quali vivono lontano da Bombay e la vorrebbero sposata con un marito scelto da loro. Una serie di vicissitudini la porterà così a dirigere un piano di finanziamenti per le giovani promesse della città.
In definitiva, il quadro globale risulta abbastanza interessante da poter appassionare lo spettatore, il tutto inoltre condito da una regia moderna, una fotografia non esageratamente artefatta – come si potrebbe temere – e una recitazione generalmente molto buona.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Narrazione con un buon ritmo
  • Personaggi e situazioni interessanti
  • La scelta di porsi a metà strada tra un prodotto occidentale e uno più specificatamente indiano potrebbe non rivelarsi efficace

 

Si consiglia la visione di questa serie se ci si vuole immergere in un mondo per molti aspetti diverso dal nostro; e anche per allargare la propria visione sul mondo, dando un’occhiata al femminile sulla società indiana contemporanea. Un buon punto d’inizio per approfondire e magari aprirsi alla sterminata produzione di Bollywood.

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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