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Boris 4×02 – Cana MaledettaTEMPO DI LETTURA 5 min

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Boris 4x02 RecensioneCon l’approdo della nuova stagione di Boris un’ondata di sentimenti misti si è abbattuta sulle orde di fan della serie nata nel lontano 2007. Esaltazione, mista a paura, ma con una flebile speranza a guidare il tutto, visto il ritorno dell’intera troupe e, soprattutto, degli autori originali del progetto (esclusion fatta per il compianto Mattia Torre). Disney+, dal canto suo, è stata rapidissima nell’ordinare una nuova stagione dopo essersi ritrovata, per questioni di diritti legati alla Fox, una piccola gallina dalle uova d’oro, forgiatasi nel lockdown del 2020. Detto fatto quindi ed ecco che Boris è tornato, accettando la sfida della serialità contemporanea.
Piattaforme, lock, inclusività, “me-too”, politically correct. Tutti temi che hanno stravolto l’industria produttiva televisiva e cinematografica, e che quindi offrono a Boris l’opportunità di raccontare questa transizione. La distanza con le vecchie stagioni, distanti ormai circa dieci anni, non è percepita più di tanto, se non per il naturale invecchiamento degli attori. Nonostante qualche richiamo di troppo, seppur innegabile, la troupe di René Ferretti è sempre la stessa banda sgangherata di mestieranti impegnati a rubacchiare la giornata piuttosto che fare un lavoro “di qualità“.

METODO “LA BAMBINA E IL CAPITANO”


Le stagioni passano ma Corinna rimane sempre una cagna. Qualcosa è successo però in questi dieci anni intercorsi: Stanis e Corinna sono adesso marito e moglie, dando un seguito alla famosa intervista radiofonica. I nuovi Ferragnez hanno fatto, però, un ulteriore step in avanti, proponendosi come produttori oltre che attori, seguendo un po’ anche quella che è la moda attuale. Un matrimonio probabilmente di cortesia, ma che ha il pregio di aver dato vita alla nuova serie “Vita di Gesù”. Un secondo tentativo, dopo la sfortunata “Genghis Khan”, che è costata all’attrice-produttrice 300 mila euro.
Il modo più semplice per recuperare questo investimento è sicuramente auto-assumersi dandosi un ruolo nel nuovo show prodotto dalla “Piattaforma”. Tuttavia i tempi sono cambiati e bisogna interfacciarsi con i ben più seri uffici produttivi esteri. Non è più possibile fare i soliti imbrogli all’italiana e Corinna dovrà interpretare una protagonista per meritare quel compenso nella serie da lei prodotta. Insomma, gli ingredienti per il classico disastro firmato da René Ferretti ci sono tutti, con un vecchio piano pronto per sabotare la performance di Corinna. Luce smarmellata e si ritorna nello studio del dottor Giorgio, con Corinna che stavolta dovrà fare del suo meglio peggio.

Stanis:Renato, io faccio tutta la serie in aramaico. Questa non è una cosa negoziabile.

COME OTTENERE IL LOCK


Un elemento chiave di questo avvio di quarta stagione è sicuramente la fantomatica Piattaforma. Un vero e proprio personaggio virtuale, che con il suo algoritmo misterioso può decidere il da farsi di un progetto. Tutto dipende dal lock, il sigillo di garanzia dell’algoritmo, necessario per erogare dalla Piattaforma vagonate di soldi che la SNIP poi dovrebbe distribuire. Già nel precedente episodio lo “Stanis-produttore si era accordato con lo Stanis-attore in un confronto molto aspro per 600 mila euro“, mentre stavolta l’attenzione passa su Corinna. Ottenere il lock è cruciale per i protagonisti, che hanno già anche iniziato a girare senza ancora vedere un euro (si ringrazia il gentilissimo cugino Michele). Il futuro della troupe passa quindi in mano agli sceneggiatori.
Il ruolo degli sceneggiatori appare più ampio stavolta rispetto alle precedenti stagioni, complice anche una durata extra-large degli episodi, lunghi circa 10 minuti in più ognuno. Ed è un bene vista la loro capacità di creare gag istantanee come il loro ufficio “Umberto Eco” per le call. L’arduo compito sarà stavolta di riuscire a soddisfare l’algoritmo, inserendo in “Vita di Gesù” la trama “teen“, come se fosse un classico prodotto Netflix. Non è neanche tutto, visto che la trama teen dovrà poi contenere tematiche in trend per soddisfare ciò che più va di moda. Un modo divertente per fare ironia sulle produzioni moderne, fatte spesso con lo stampino per i contenuti e le tematiche, scritte secondo ricerche di mercato e non come atto creativo.

MIRACOLI DI QUALITÀ


Il grande colpo di scena in “Cana Maledetta” è il successo di Corinna nel ruolo di Maria. Nonostante l’abbondante trucco per il “matrimonio a Cannes” la protagonista, dentro e fuori “Vita di Gesù”, interpretata da Carolina Crescentini riesce a strappare un ottimo ciak grazie all’aiuto dell’operatore, ed ex-schiavo, Lorenzo. La troupe di Ferretti ancora una volta si sta ripromettendo di voler realizzare un prodotto di qualità e l’unico ostacolo poteva essere proprio la recitazione della diva produttrice. Ma ora che grazie ad alcuni trucchetti “matematici” e una fotografia decente anche l’ultima ruota del carro è in linea con il progetto, resta da vedere quanto durerà il buon Renè prima di mandare tutto in caciara.
“Vita di Gesù” è una promessa, il sogno di una nuova televisione, l’importazione di uno standard mondiale in un mercato locale come quello italiano. C’è da chiedersi però se l’industria italiana è disposta ad accettare questo standard e, soprattutto, questo codice etico sul set che richiede inclusività e politicamente corretto. Biascica riuscirà a trattenersi dai suoi “limortanguerieri“? Stanis riuscirà a non esasperare il regista con le sue assurde pretese? Duccio lascerà fare a Lorenzo una fotografia politica? Per ora tutto fila liscio e non sembrano crederci nemmeno i protagonisti, in attesa che la locura prenda il sopravvento.

Corinna:Una cosa che mi ha insegnato René: io faccio il calcolo, lo penso, e divento Maria. Per esempio: questo è 94 per 12.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntate extra-large che durano di più rispetto alle vecchie stagioni
  • Stanis che vuole sabotare Corinna per salvare il suo matrimonio
  • Corinna… che non è cagna: miracoli della fotografia
  • Biascica inibito a causa del “Making of
  • Stanis che recita in aramaico e Corinna smarmellata
  • Gli sceneggiatori col loro “ufficio” alle prese con la riscrittura
  • Le new entry ancora un po’ sottotono
  • La comparsa che molesta l’assistente alla regia troppo sopra le righe
  • Serve più Arianna!

 

Boris 4 si mantiene su un livello discreto ed è già un risultato importante. La paura di una copia sbiadita delle vecchie stagioni è stata accantonata grazie a un “high concept” e una storia nuova e moderna che ben si presta a raccontare le nuove gesta di René Ferretti e colleghi.

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Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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