Il crimine non va in vacanza. Sarà pure una frase fatta, ma è sicuramente veritiera. Ne sanno qualcosa le piattaforme streaming che, qualsiasi stagione sia, non fanno mai mancare un bel crime drama nel loro palinsesto.
Per la precisione, Dept. Q – Sezioni Casi Irrisolti, è approdato su Netflix lo scorso 29 maggio con tutti i suoi nove episodi. A distanza di poche settimane, però, la serie svetta ancora nella Top 10 delle serie più viste su Netflix, mentre Rotten Tomatoes ha visto Dept. Q stabilirsi al primo posto della sua classifica sugli show più popolari della settimana (la settimana presa in considerazione è quella che va dal 16 al 22 giugno).
Risultati positivi che dimostrano come il caldo non fa di certo passare la voglia di seguire un buon crime thriller. E infatti Dept. Q si è subito aggiudicato i favori del pubblico, grazie al suo stile dinamico e la capacità di scioccare un telespettatore, spesso intorpidito da serie ripetitive e prive di emozioni.
DEPARTMENT Q
Le menti dietro questo nuovo crime di Netflix sono Chandni Lakhani e soprattutto Scott Frank, già creatore per la stessa piattaforma streaming de La Regina Degli Scacchi, una serie che, nel 2020 anno d’uscita, ha convinto sia pubblico che critica portandosi a casa, tra gli altri premi, anche un Emmy nella sezione Serie Antologica e Limitata, risultando la prima serie di una piattaforma streaming a conquistare tale categoria.
Dal punto di vista della sceneggiatura, dunque, Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti si presenta con ottime prospettive. Ma prima di approdare sul piccolo schermo, il racconto dietro la serie arriva direttamente da una serie di romanzi danesi (ben dieci) intitolata Department Q dello scrittore Jussi Adler-Olsen. Un adattamento, quello seriale, che fa seguito alla produzione di vari film danesi ispirati proprio al romanzo, e che in patria hanno riscosso abbastanza successo. Con questo background, non sorprende come il risultato sia altamente funzionale e narrativamente appagante.
Questo primo episodio, infatti, vanta un’ottima scrittura in grado di presentare una storia dinamica e soprattutto capace di catturare lo spettatore sin dai primissimi minuti. Il pilot si apre a bruciapelo con una cold open ad alto impatto che fidelizza immediatamente lo spettatore. Tuttavia è in realtà l’intero episodio a nascondere una ragnatela ben collegata che, sul finale, creerà l’ennesimo colpo di scena rendendo quasi automatico far partire il successivo episodio.
UN PROTAGONISTA SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Protagonista di Dept. Q è un Matthew Goode (Downton Abbey) sull’orlo di una crisi di nervi nei panni del detective Carl Morck. L’ispettore capo è appena tornato in servizio dopo essere sopravvissuto ad una sparatoria che ha ucciso un altro poliziotto e paralizzato il suo collega/migliore amico. Una descrizione abbastanza standard per un crime, che può ripetere stilemi già sfruttati da molte altre serie. La particolarità di Dept. Q, però, sta tutta nel modo in cui gli autori decidono di raccontare la storia. Come già sottolineato, la dinamicità, con l’utilizzo di svariati colpi di scena, rendono la narrazione allettante, aiutati anche da alcuni flashback molto potenti.
Un ruolo fondamentale lo svolgono i personaggi. Matthew Goode mette in scena un detective frustrato ed emotivamente distrutto, rendendolo molto empatico, nonostante alcuni comportamenti eccessivi (ma decisamente comprensibili dato il suo trauma). Intorno a lui, poi, gravitano altri character interessanti, che vanno ad arricchire un insieme già ben definito e funzionale.
SEZIONE CASI IRRISOLTI
“Department Q.” in Danimarca si riferisce alla sezione della polizia che si occupa di “cold case“, quei casi irrisolti rimasti da tempo nel dimenticatoio. Il titolo della serie dà dunque per scontato che la storia si baserà su questa sezione investigativa. E lo farà, ma la particolarità sta tutta nella costruzione di questa squadra. Il pilota, infatti, accompagna lo spettatore nella formazione di tale ufficio e, man mano, dei collaboratori che ne faranno parte. Un percorso che aiuta a creare ancora più coinvolgimento e interesse per le sorti di tutti i personaggi.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Netflix questa volta colpisce nel segno. Dept. Q – Sezione Casi Irrisolti è la serie giusta per riavvicinarsi al genere crime e farsi sorprendere da un mix di ironia e ansia ad alto impatto emotivo.

Ho appena finito di guardare la miniserie in 9 puntate di Dept.Q sezione casi irrisolti che ho visto su netflix. Stupenda, coinvolgente, una delle migliori in assoluto attori bravi, storia molto ben raccontata. Mai un momento di noia. C’è tutto dentro , L’unica finora di cui vorrei davvero guardare altre stagioni. Grazie grazie
Ciao Donatella! Perfettamente d’accordo. La serie è veramente un crime completo con tutte le caratteristiche al posto giusto che coinvolge e ti lega ai casi e ai personaggi. Dal finale la speranza di una seconda stagione potrebbe esserci, vediamo cosa decide Netflix!
ho visto su Netflix che è in arrivo la seconda serie. vorrei sapere la data se è possibile
Non c’è ancora una data precisa ma sicuramente non prima di fine 2026