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Dive Club 1×01 – Chapter 1: EnduranceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Dive Club 1x01 recensione Dive Club è la nuova serie australiana rilasciata su Netflix a partire dal 3 settembre 2021. Un teen drama ambientato nella cittadina fittizia di Cape Mercy e che ruota attorno alla scomparsa di Lauren Rose. No, non c’è nessun rimando a Twin Peaks, per fortuna.
Niente di nuovo, dunque, sotto al sole di questi ultimi sprazzi d’estate, dato che già dal pilot si evince una piattezza di trama ed una sceneggiatura piuttosto grossolane.
L’unico punto a favore di Dive Club è la durata degli episodi: con un minutaggio inferiore alla mezz’ora, infatti, lo show non dovrebbe allungare troppo il brodo, tediando lo spettatore giusto il minimo indispensabile.
Dive Club è sicuramente un ulteriore tentativo di Netflix di accaparrarsi le simpatie dei teenagers, costantemente alla ricerca di un prodotto semplice, immediato, diretto e senza troppe infiorettature. Certo la qualità viene sacrificata, ma per il dio denaro questo ed altro.

QUATTRO AMICHE E UN PAIO DI…BICI


Dive Club si presenta subito al suo pubblico come un teen drama dalle tinte mystery, data la storia che dà il via all’intera trama orizzontale. A Cape Mercy (cittadina sull’acqua che ricorda tanto Capeside) vive un gruppo di adolescenti, amiche per la pelle e accomunate dalla passione per le immersioni subacquee, tanto da fondare proprio il Dive Club che dà il titolo alla serie. D’altronde, il Club Delle Babysitter era già stato preso.
Un giorno, durante la tempesta del secolo che farebbe impallidire persino George Clooney, Lauren Rose scompare misteriosamente senza lasciare traccia. Le amiche rimaste si improvvisano investigatrici e cercano di ritrovare il bandolo della matassa.
Le protagoniste sono tutte giovani attrici ancora in erba, ma perfette per la parte che devono interpretare. Miah Madden (Maddie), Georgia-May Davis (Lauren Rose), Aubri Ibrag (Anna), Sana’a Shaik (Stevie) e Mercy Cornwall (Izzie) sono state scelte per la loro freschezza e bellezza da copertina di Seventeen, non certo per carisma o doti recitative. A loro non viene richiesto nient’altro che apparire in camera, esternare quattro emozioni in croce e girovagare per la cittadina in bicicletta. Un po’ Quattro Amiche ed Un Paio di Jeans, un po’ Stranger Things.

RAPIDO ED INDOLORE? MICA TANTO!


Ad inizio recensione, si è sottolineato come il minutaggio concentrato sotto la mezz’ora abbia impattato in maniera positiva. La vicenda, infatti, entra subito nel vivo senza perdersi in troppi fronzoli o sottotrame secondarie. Almeno per il momento.
Il personaggio di Izzie, in realtà, è stato introdotto proprio per destabilizzare il gruppo di amiche, e il suo “distintivo” da nuova arrivata servirà da spartiacque per creare nuove storylines e, sicuramente, anche qualche love story. Telefonatissima quella con il belloccio del paese.
Il ritmo sostenuto riesce a tenere alta la concentrazione dello spettatore, ma il castello di sabbia si sgretola minuto dopo minuto. Troppe cose non funzionano in questo pilot, dalla mancanza di originalità, ai dialoghi scadenti, passando per una regia alquanto dozzinale.
Come detto più volte, Dive Club è un teen drama, quindi il pubblico al quale si rivolge non supera la ventina d’anni. Ad un adulto ormai avvezzo a guardare serie tv di spessore e qualità, “Chapter 1: Endurance” potrebbe apparire come uno dei pilot più brutti degli ultimi tempi e non avrebbe tutti i torti a pensarla in questo modo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il minutaggio sotto la mezz’ora
  • Si entra subito nel cuore della vicenda
  • Trama scontata
  • Storyline telefonatissime
  • Sceneggiatura e dialoghi mediocri
  • Performance attoriali non pervenute
  • Effetti speciali da rivedere

 

Un pilot banale per un teen drama banale con una trama banale. Nessuno potrà ridarvi indietro i 27 minuti sprecati guardando la prima puntata, a meno che non scegliate Dive Club come rumore di fondo per le vostre pulizie quotidiane. Il che potrebbe anche funzionare.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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