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Dracula 1×03 – The Dark CompassTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dire che si è arrivati al termine di un’altalena di emozioni è abbastanza riduttivo. Non solo quando si parla di questi tre episodi nel loro insieme ma anche, e principalmente, di quest’ultimo “The Dark Compass” che prende ampiamente le distanze dai suoi due predecessori (“The Rules Of The Beast” e “Blood Vessel“), sia per questioni meramente temporali (il salto di 123 anni nel futuro), sia per la qualità della scrittura.
E, giusto per chiarirlo, non è un bene.

Dracula:Blood is lives. Blood is testimony. The testimony of everyone I’ve ever destroyed flows in my veins.
[…] Blood is everything you need to know, Zoe, if you understand how to read it. Have you worked out how yet? If you ever hope to match me, you’ll have to.

Mark Gatiss e Steven Moffat erano riusciti a chiudere con un plot twist inaspettato la precedente “Blood Vessel“, spostando la narrazione nel presente, come visto anche in Sherlock, per aggiornare a loro modo la storia di Dracula. Va detto fin da subito che la decisione è audace e ripaga fin da subito con un ottimo impatto (ma ci sono altre conseguenze più sgradite che analizzeremo più avanti), anche grazie ad un sempre ottimo Claes Bang e una nuova Van Helsing.
Continuando infatti la rivisitazione del libro di Stoker, Gatiss e Moffat sfruttano il nuovo millennio per introdurre a loro modo altri personaggi molto famosi presenti nel romanzo epistolare di Stoker: Lucy Westenra, Jack Seward, Quincey Morris e Frank Renfield (interpretato dallo stesso Mark Gatiss che, se può, una comparsata la fa sempre). Qui però cominciano i veri problemi e si potrebbe additare come causa primaria proprio la scelta temporale, ma in realtà la questione è anche un’altra.

CONTRADDIZIONI CHE FANNO MALE AL CUORE


Nonostante il potenziale praticamente illimitato dato dal salto temporale, ci sono diversi rischi, soprattutto dopo che si è speso praticamente tre ore a creare una certa mitologia alle spalle del mito. Se l’idea generale che vede Dracula acquisire nuove informazioni e/o capacità ogni volta che succhia il sangue da una persona (in “The Rules Of The Beast” migliorava il suo inglese grazie al sangue di Harker, per esempio) è anche molto affascinante, va però fatto notare come tante altre volte il trucco funzioni a discrezione del duo dietro la sceneggiatura.
Nell’impatto col futuro Dracula non appare così spaesato come dovrebbe, vuoi perché abituato ai cambiamenti visti i suoi 500 anni di vita, vuoi perché ne è affascinato. Ci sono però diverse contraddizioni che infastidiscono lo spettatore più attento: il suo uso della pistola è impressionante (volendo si potrebbe scusarlo grazie al dito mozzato durante il risveglio dal sonno ma è molto borderline) ma esagerato, allo stesso modo sa il nome dell’automobile ma non quello del frigo o della tv (cioè, se si imparano delle cose si imparano tutte insieme). Il tutto senza parlare della sua capacità nell’usare il tablet, navigare in internet (“You’re online? You’re not supposed to be online.“) e spedire mail.
Che poi viene anche da domandarsi, come effettivamente si chiede anche l’ultima Van Helsing (“Who gave him the Wi-Fi password?” “Well, it’s my name.“), chi sia il genio che gli abbia dato tablet e abbia messo una password (Dracula) così stupida solamente per creare l’escamotage dell’avvocato. Insomma, decisamente troppi buchi di sceneggiatura che non possono essere perdonati così facilmente e soprattutto dopo due episodi ottimi.

ADATTAMENTI CHE FANNO MALE AGLI OCCHI


Sfortunatamente la qualità di quest’ultimo episodio precipita bruscamente, oltre che per le varie incongruenze fin qui elencate, anche per gli ingressi, leggasi adattamenti, dei nuovi character di Stoker che non convincono affatto.
Partendo dal presupposto che per una buona riuscita non basta solamente un character ben scritto ma anche un attore/attrice con un certo carisma scenico, guardando Lucy Westenra viene da strapparsi gli occhi perché, purtroppo, nè la misconosciuta Lydia West offre una prestazione definibile come decente, nè l’adattamento della Westenra del libro alla Westenra della Londra moderna ha un minimo di mordente. La giovane Lucy è palesemente superficiale, completamente volubile e si dimostra ripetutamente come la classica ragazza stupida che vive di selfie, passa da un ragazzo ricco all’altro e fondamentalmente se ne frega dei sentimenti altrui perché è egocentrica. Detto ciò sorge quindi una domanda abbastanza spontanea: cosa diavolo ci può trovare un colto cinquecentenne in una ragazza del genere?
Ci sono svariate coppie anziano vampiro-giovane umana nella storia del piccolo e grande schermo e sempre, in ogni versione, c’è almeno una qualità imprescindibile che cattura l’attenzione del vampiro in questione e rende la ragazza speciale. Tipo Buffy per Angel o Spike. Lucy non ha niente: può essere carina ma è una sciacquetta britannica che merita solo di essere presa a sberle col suo cellulare. Quindi giustificare il tutto con un banale “Aren’t you even a little scared of me? Aren’t you afraid of anything? Even dying? Lucy, you’re a very special flavor.” non può essere sufficiente e rende tutto molto irrazionale. E nemmeno Claes Bang può salvare la situazione stavolta.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Claes Bang sempre favoloso nel suo ruolo
  • Fase iniziale dell’episodio ben fatta a parte un paio di cosucce
  • Dialogo finale Van Helsing-Dracula
  • La fondazione Harker è senza senso
  • Lydia West dovrebbe trovarsi un altro lavoro perchè recita malissimo
  • Il character di Lucy è scritto malissimo
  • La puntata è un sali-scendi di situazioni che si rivelano però per lo più negative
  • Incongruenze e buchi di sceneggiatura un po’ ovunque che non possono essere perdonati
  • Era davvero necessario chiamare in causa un avvocato grazie ad un tablet casualmente collegato ad internet con una password così stupida? È una domanda retorica ovviamente…

 

“The Dark Compass” non sembra nemmeno scritto dalle stesse mani dei due episodi precedenti. L’hype iniziale e la svolta nel presente perdono tutto il loro valore tra character mal scritti e, più in generale, per una sceneggiatura che non si regge in piedi e non può essere considerata come accettabile. Dracula era iniziato bene, proseguito meglio ma termina la sua corsa nel peggiore dei modi. Se ci sarà una seconda stagione sarà necessario fare molto meglio. Ma forse non è il caso di rinnovare un prodotto se la qualità è questa qua.

 

Blood Vessel 1×02 ND milioni – ND rating
The Dark Compass 1×03 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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