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Dracula 1×02 – Blood VesselTEMPO DI LETTURA 4 min

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“I cant’ wait to eat some atheists.”

La trasposizione televisiva del personaggio del Conte Dracula ad opera del duo Moffat-Gatiss è una perfetta sintesi della sofisticata scrittura dei due sceneggiatori inglesi. Con un vago ricordo di un sarcastico Holmes e con un pizzico della signorilità inglese del Dottore, il sanguinario vampiro riesce ad ammaliare, esattamente come se gli spettatori fossero le sue vittime pregiate.
Nonostante diverse critiche lette riguardo al personaggio messo in scena dalla BBC, si può al contrario affermare che il Conte appaia come una versione perfetta, non solo del personaggio cartaceo di Stoker, ma di qualsiasi vampiro nell’immaginario collettivo.
La personalissima visione degli sceneggiatori crea un Conte Dracula che omaggia l’introspettivo e terrificante vampiro del romanzo di Bram Stoker; certo è che senza un tocco di personalità, la serie non avrebbe senso di venire alla luce.
Pare normale che per competere con le svariate riproduzioni del romanzo, la serie BBC debba avere qualcosa di diverso e di personale: la penna di Moffat e Gatiss, in questo senso, si vede tutta e pur rimanendo il cupo e oscuro vampiro di Stoker, Dracula diventa anche il sarcastico e ammaliante Conte di Moffat e di Gatiss.
La scrittura deliziosa del character di Dracula viene completata dal suo interprete, che personifica ogni sfumatura che i suoi creatori intendevano dare. Claes Bang si dimostra la scelta più giusta per il ruolo principale, confermando ancora una volta la riuscita delle produzioni del duo inglese che brillano per scrittura e talenti, operando da sempre una scelta oculata per ogni singola parte da interpretare.
Il risultato finale è un personaggio terrificante e nauseante (non sono proprio belle le scene in cui il Conte si nutre o tritura le sue vittime mentre svolazzano mosche intorno) con una vena di acida commedia che rende il tutto più intrigante.

IL VASCELLO DEI DIECI PICCOLI INDIANI


Il secondo episodio si svolge interamente sulla Demeter, nave diretta verso le coste inglesi con sette passeggeri a bordo, destinati a morire uno dopo l’altro, esattamente come l’inquietante romanzo della Christie. Ne rimarrà solo uno (due membri dell’equipaggio si salveranno per tramandare la storia del crudele vampiro) e, spoiler alert, sarà proprio l’assassino.
Un piccolo giallo senza mistero (il telespettatore conosce benissimo l’assassino e vede tutti gli omicidi consumati) che tuttavia rapisce lo spettatore che assiste allo sviluppo delle indagini nell’atteso momento della scoperta del vero colpevole a bordo e delle sue perversioni sessuali e alimentari.
Il mood del giallo confinato nel ridotto spazio di una nave (al pari di un’isola deserta senza alcuna via d’uscita) rappresenta la modalità perfetta per la narrazione di questo secondo capitolo che ha la funzione non solo di approfondire le peculiarità del personaggio principale, ma soprattutto di relazionarlo con il mondo esterno e al contempo di tastare le reazioni di tutti coloro i quali vengano a interagire con lo stesso Dracula. C’è chi ne rimarrà ammaliato, chi metterà in dubbio le sue certezze scientifiche e chi si aggrapperà alla propria fede; ognuno nell’incredulità della mostruosa creatura che si trova di fronte.
In novanta minuti di girato la serie riesce a presentare sette personaggi e a caratterizzarli brevemente (si pensi ad Adisa e all’amore taciuto nei confronti del suo padrone, oppure al piccolo mozzo e all’amicizia con il bruto cuoco del vascello) cosicché diviene facile orientarsi su chi è ancora vivo e chi no. Per altro, “Blood Vessel” ha il compito di fornire qualche informazione in più sul vampiro: la cassa con la sua terra natia; l’incapacità di controllarsi alla vista del sangue; l’abilità di prendere le sembianze delle sue vittime e quella di farle sognare e via dicendo, fino ad arrivare alla classica croce e alla disturbante luce solare.

LA CABINA N°9 ED IL CLIFFHANGER FINALE


L’episodio riesce nell’introduzione di un piccolo mistero e la cabina numero 9 diventa ad un certo punto il fulcro della narrazione, congiungendo quella che fino a quel momento era sembrata una trama verticale alla pregressa trama orizzontale avviata nell’episodio precedente.
Il passeggero misterioso rende così il secondo capitolo, finora apparso autonomo, il necessario sviluppo di una storia destinata, evidentemente, a ripetersi. Seppur Sister Agatha sia affondata con il vascello, il Conte Dracula non sembra avere pace nell’eterna lotta tra bene e male e il colpo di scena finale spiazza proprio tutti, vampiri inclusi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Claes Bang mette in scena un personaggio perfetto
  • Al netto di una parte iniziale un po’ troppo lenta, il resto dell’episodio è accattivante e si divora in quella che non sembra un’ora di visione
  • Dolly Wells spicca particolarmente in questo secondo episodio nel ruolo di Sister Agatha
  • Lo stampo noir dell’episodio
  • Il mistero della cabina numero 9
  • Nonostante una spiccata vena comedy, il Conte Dracula sa essere cupo e terrificante
  • Dialoghi tra Dracula e Sister Agatha
  • Colpo di scena finale
  • Non si intuisce bene perché il Conte abbia orchestrato tutto il viaggio, ma va bene così
  • Scelta finale di Adisa che senza alcun senso esce dal cerchio. Credibilità discutibile 

 

L’indiscusso figlio del duo Moffat – Gatiss non poteva negarci la narrazione delle sue avventure, nello spazio e nel tempo.

 

The Rules Of The Beast 1×01 ND milioni – ND rating
Blood Vessel 1×02 ND milioni – ND rating

Benedetta

Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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