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Fargo 2×03 – The Myth Of SisyphusTEMPO DI LETTURA 4 min

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Nella mitologia greca Sisifo è il mortale più scaltro e arguto, colui che per raggiungere gli obiettivi non si fa tanti scrupoli e utilizza la furbizia a proprio vantaggio.
In questo terzo episodio Fargo decide di utilizzare le avventure di Sisifo come metafora per spiegare le dinamiche tra i vari personaggi e dare allo spettatore una chiave di lettura atipica delle vicende che si susseguono all’interno della puntata.
“The Myth Of Sisyphus” è l’episodio nel quale si apre la fase investigativa della serie, capitanata da Lou Solverson deciso più che mai a scoprire la verità. Lou è un eroe buono ed è tale perché consapevole del suo ruolo: non cerca l’impresa come farebbe Ercole, semplicemente aspetta il suo momento non tirandosi indietro ma rimanendo pronto a sacrificarsi per il bene comune. Ha intuizioni che dimostrano la sua bravura come poliziotto ed è il personaggio più astuto insieme a Betsy. La donna dimostra di avere notevoli capacità investigative e lo prova ad Hank al salone di bellezza unendo i vari pezzi di ciò che accadde la notte del Waffle Hut, tutto questo sotto gli occhi di una spaventata Peggy che cerca subito di depistare le parole della signora Solverson.
La caratterizzazione dei personaggi femminili all’interno di Fargo è variegata, nonostante le pettinature laccate, gli abiti colorati e il trucco accennato. Le donne ricoprono ruoli di potere, come la matriarca Gerhardt; sono sveglie, intelligenti e, anche non volendo, evidenziano la pigrizia di alcuni uomini, come fa Betsy con Hank; muovono i fili del destino dei propri compagni, coinvolgendoli in brutte avventure, dimostrando uno spirito pratico, seppure un pò naif , ed è il caso di Peggy con Ed. Insomma, nell’universo della serie lo spazio dedicato alle donne è molto interessante, le rende protagoniste dirette ed indirette degli avvenimenti e spesso sono proprio loro a scatenare gli eventi.
Prendiamo la moglie di Blumquist: è lei che suggerisce al marito di inscenare un finto incidente sul ghiaccio così da giustificare i danni all’auto e allontanare ogni possibile sospetto su di loro. Una soluzione veloce e anche funzionale per evitare che il castello di carte costruito dai coniugi si sgretoli sotto ai loro piedi.  È Peggy che, anche se spaventata da quello che accaduto, riesce a destreggiarsi bene in questa torbida vicenda, conscia dell’adrenalina che tutto ciò ha portato nella sua quotidianità.
Come si diceva ad inizio recensione, l’episodio però ha il suo fulcro nella parte investigativa.
Lou, dopo aver trovato la pistola di Rye, affronta a viso aperto i Gerhardt che naturalmente non prendono troppo bene questa intromissione da parte dello sceriffo. Al suo arrivo nel quartier generale della famiglia, si capisce subito chi comanda e la sfrontatezza nel chiedere di consegnare le armi a Lou mostra il potere che i Gerhardt hanno in quel territorio e la sicurezza di essere intoccabili da parte della legge. Tutta la scena è carica di tensione e Solverson riesce a tenere testa a Floyd e Dodd, senza scomporsi: la bravura di Patrick Wilson sta nel saper dosare coraggio, caparbietà e responsabilità, tutte doti che rendono il suo Lou un personaggio positivo e che saranno ereditate da Molly, la poliziotta della prima stagione della serie.
Per una “coincidenza” si confronta anche con un altro sospettato, Mike Milligan, e qui ci ritroviamo, in pieno stile Tarantino, davanti ad un classico “stallo alla messicana”: si definisce così una scena in cui tutti i personaggi sono sotto tiro e nessuno può colpire l’altro senza essere a sua volta colpito. Normalmente non si esce vivi da questa situazione ma Lou riesce a scamparla. Anche se l’uomo sopravvive, il confronto con Mike è molto credibile e la scena risulta ben strutturata e girata. L’abilità di Hawley e il suo team sta non solo nel ricreare situazioni tipicamente cinematografiche all’interno di un prodotto pensato per la televisione ma soprattutto nell’alternare in più di un’ora di episodio diversi registri narrativi che vanno dal più drammatico a quello ironico, senza che risultino mai forzati ma sempre in linea con la vicenda a cui si assiste.
A fine episodio i Gerhardt sanno che la banda del Kansas sta indagando su di loro e che ritrovare Rye diventa la priorità assoluta: questo non farà altro che inasprire i delicati rapporti tra i componenti della malavita, scatenando un effetto domino sull’intera faccenda.
Ancora una volta Fargo conferma le aspettative, anzi le supera, confezionando un ottimo episodio che lascia molto spazio alla risoluzione del giallo iniziale. A questo si aggiungono i particolari che rendono la serie ancora più interessante, come la scena in apertura riguardante il Pellerossa sicario dei Gerhardt oppure il breve dialogo tra Solverson e un cittadino che rimanda ad un’eventuale presenza soprannaturale.
“The Myth Of Sisyphus” fa quindi passi avanti nella trama collegandosi perfettamente ai primi due episodi, facendo di Fargo un unico film dove le singole puntate sono dei gioielli preziosi da non perdere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottimo Patrick Wilson
  • Faccia a faccia con i Gerhardt
  • “Stallo alla messicana”
  • Le intuizioni di Betsy
  • Avanzamento della trama e registri narrativi sempre appropriati
  • Il ruolo della donna in Fargo
  • L’ottusità di Hank di fronte alla ricostruzione di Betsy

 

“Il tempo è tiranno” e aspettare una settimana per il prossimo episodio diventa una dolce tortura quando il risultato regala puntate così ricche che soddisfano il fine palato degli spettatori. Inganniamo l’attesa con l’ascolto di questa canzone dalle atmosfere asiatiche anni ’70.

 

Before The Law 2×02 0.96 milioni – 0.3 rating
The Myth Of Sisyphus 2×03 1.20 milioni – 0.4 rating

 

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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