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Ferry: La Serie 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Ferry: The Series 1x01 Recensione

Ferry Bouman è un nome che non ha fatto la storia della televisione mondiale. Se dovessimo fare una classifica dei migliori personaggi televisivi di sempre, Ferry Bouman non verrebbe certo messo assieme a Tony Soprano, Don Draper, Jimmy McNulty e Walter White. Tuttavia, evidentemente, i dati in possesso di Netflix indicano una grande popolarità del signor Bouman tra il pubblico, quantomeno nella zona del Benelux. Dopo aver fatto il suo esordio sul piccolo schermo nel 2019, siamo infatti arrivati al terzo show dedicato al più pericoloso produttore di ecstasy nella regione olandese del Brabante.
Dopo le 3 stagioni della serie Undercover – in cui era il villain, ma non il protagonista – e un film dedicato alle sue origini, è ora giunto il momento di una nuova miniserie prequel. Composta da 8 episodi e rilasciata dalla piattaforma statunitense il 3 novembre, Ferry: The Series ha l’obiettivo di colmare il vuoto temporale tra Ferry (il sopracitato film prequel) e Undercover. La scrittura degli episodi è stata realizzata nuovamente da Nico Molenaar, creatore di Undercover. I compiti di regia, invece, sono spettati a Eshref Reybrouck, il quale aveva già diretto sette episodi della serie originale.

IL NUOVO CHALET


Come anticipato in precedenza, Ferry Bouman (Frank Lammers) era il villain di Undercover, serie Netflix andata in onda per 3 stagioni dal 2019 al 2021. In quel caso, i protagonisti erano Bob Lemmens e Kim De Rooij, due agenti della polizia olandese con il compito di infiltrarsi nella banda di Ferry e ottenere le prove necessarie alla sua incriminazione. Al contrario, il film prequel Ferry mostrava le origini di Ferry Bouman quando non era ancora il signore della droga del Brabante. Il film era infatti ambientato ambientato ad Amsterdam, la sua città natale, nel 2006.
Questa nuova miniserie è ambientata dunque a metà tra il 2006 e il 2019. Ferry ha conosciuto la sua futura moglie Danielle e sta muovendo i primi passi nel mondo dello spaccio di droga. Non a caso, il pilot inizia con l’inaugurazione dello chalet che ha appena comprato. Questa casa si trova nel grande condominio di bungalow che ha rappresentato l’ambientazione di Undercover nel corso delle sue 3 stagioni. Un altro segnale per evidenziare l’obiettivo dello show di fungere da raccordo tra il film e la serie originale.

LA SCALATA AL VERTICE


Dopo aver mostrato le sue origini con il film, questa miniserie ha lo scopo di raccontare la scalata al vertice di Ferry Bouman, da piccolo spacciatore a corto di denaro a obiettivo numero uno di una task force della polizia olandese. Il pilot inizia con i primi passi di questa scalata, percorsi grazie a un accordo con una gang di motociclisti, i quali erano stati menzionati anche in alcune puntate di Undercover. In seguito all’arresto del loro fornitore di fiducia, Ferry si propone infatti come sostituto. Per di più, promette loro di saper produrre un milione di pasticche di ecstasy in sole due settimane.
Al termine dell’episodio, lo show ha mostrato anche chi sarà il villain di questa miniserie: Arie Tack, il produttore di ecstasy arrestato in seguito a un raid della polizia. Nonostante i problemi con la giustizia, Tack non ha intenzione di perdere il suo ruolo di leader del mercato.

UN PIACEVOLE CRIME


Nel complesso, il pilot segue lo stesso stile della serie e del film che lo hanno preceduto. L’impronta tipica è quella del crime, con venature di leggerezza e autoironia. La narrazione è i dialoghi non sono mai cupi, e il ritmo è sempre abbastanza sostenuto. Per di più, la miniserie può tranquillamente essere vista anche da chi non aveva mai sentito parlare di Ferry Bouman prima di leggere questa recensione. I riferimenti alle altre opere dell’universo narrativo sono davvero minimi e non intaccano in alcun modo la visione dello spettatore.
Trattandosi di un prodotto sufficiente ma non particolarmente brillante, rimane il dubbio su cosa abbia spinto Netflix a produrre il terzo contenuto multimediale dedicato a Ferry Bouman, un criminale televisivo come ne abbiamo visti a centinaia. Al netto di questa legittima domanda, la miniserie è comunque consigliata agli amanti del genere. In questi anni si è visto di molto peggio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ritmo della narrazione rende piacevole la visione
  • Un’onesta serie tv crime, senza picchi ma senza grandi difetti
  • Ferry Bouman – personaggio per nulla indimenticabile – inizia ad avere un universo narrativo che perfino personaggi come Walter White possono invidiargli

 

Se avete voglia di guardare una serie tv crime che non sia particolarmente cupa, ci sono opzioni peggiori rispetto a Ferry: The Series.

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Romano, studente di scienze politiche, appassionato di serie tv crime. Più il mistero è intricato, meglio è. Cerco di dimenticare di essere anche tifoso della Roma.

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