Penultimo episodio prima della pausa invernale per Grey’s Anatomy che si interromperà la prossima settimana per tornare sugli schermi l’8 gennaio 2026.
Una pausa molto ristretta comparata a quelle degli scorsi anni quando da novembre il medical drama tornava sulla ABC verso marzo.
Con appena sette episodi a comporre questa prima parte, però, non ci si aspetta granché dal mid season, considerando anche che ad ora la trama è pressocché nulla.
In questi primi sei episodi, infatti, non è successo praticamente niente, a parte le conseguenze del primo episodio che chiudevano solo il cerchio della scorsa stagione.
Anche l’episodio di questa settimana rientra nei soliti canoni, con piccole storyline fine a sé stesse e zero costruzione di una trama orizzontale ormai assente da anni.
CRITICA SOCIALE
Se c’è una argomento che ha sempre funzionato in Grey’s Anatomy è sicuramente la critica sociale. Negli anni, alcuni degli episodi più riusciti sono stati quelli di denuncia: un modo per raccontare le ingiustizie di una società (americana, ma non solo) sempre più sull’orlo dello sfacelo umano.
Ovviamente, anche il modo di raccontare questi argomenti così delicati si è deteriorato nel tempo, seguendo il calo di qualità dello show stesso. Nonostante questo, però, episodi del genere risultano sempre più interessanti da guardare rispetto, ad esempio, ai soliti drammi di Owen e Teddy (due nomi fatti giusto a caso).
“Sometimes I Feel Like a Motherless Child” rientra dunque nella categoria “leggermente più accettabile” grazie ai casi medici che prendono il sopravvento e si intersecano con questioni sociali.
Come successo nelle ultime stagioni, sono sempre gli specializzandi i protagonisti principali di queste trame comunque non nuove, ma almeno mostrare sotto altre prospettive.
Ambientata in un turno di notte, che rilascia sempre un’atmosfera da strana quiete, il caso affrontato da Blue e Jules si prende la scena. Sorvolando sulla “forzatura” dell’intera dinamica che vede i due specializzandi presentarsi a casa della paziente, il risvolto sociale che tocca argomenti come immigrazione, deportazione e conseguente paura di cercare supporto medico in tali situazioni, è una questione che fa sempre bene continuare a denunciare a tali livelli mediatici. Certo, il risultato emotivo non è dei migliori, proprio a causa dell’assenza di qualità dello show, ma in questo caso vale più il detto “purché se ne parli”.
COSE A CASO
Pur essendo un episodio che salva da alcune sgradite presenze e drammi ormai esacerbati, questo sesto episodio non risparmia altre situazioni un po’ forzate.
A partire dall’incontro di Simone con la migliore amica di sua madre. Una situazione un po’ inserita a caso, che pone fin troppa attenzione su un personaggio che non racchiude poi così tanto interesse. Quel senso di novità dei primi tempi con Griffith si è ormai del tutto esaurito tra continue ripetizioni di storyline inerenti la madre e la nonna, e una trama con Lucas sempre più stanca. L’uso continuo delle stesse storie ha fatto precocemente finire Simone in uno status “vecchio”, come se il suo personaggio fosse agli stessi livelli di character ben più longevi, dove la ripetitività delle storyline è ormai consolidata.
Non che l’uso di nuovi espedienti sia sempre un risultato appropriato. Esempio lampante è la questione religiosa affrontata da Jo e Link. A conti fatti, un argomento che, se ben presentato, ha anche senso all’interno di una coppia con visioni differenti su come crescere i propri figli. Tuttavia, anche in questo caso, l’argomento sembra essere uscito fuori dal nulla, mettendo in luce lati di personaggi ormai storici che, come detto, sembrano essere buttati nella mischia un po’ a caso.
Una questione che lascerà ancora più perplessi se non verrà mai più presa in esame dalla coppia. E, per ora, sicuramente sarà così: Jo si ritrova in procinto di partorire e, ovviamente, non poteva capitare in un momento migliore nell’ecosistema di Grey’s Anatomy, con l’arrivo del mid season finale.
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Solo un episodio dal mid season finale, ma se qualcuno dovesse chiedere cosa è accaduto in questa prima parte di stagione, la risposta sarebbe un grandissimo punto interrogativo.
