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How To Get Away With Murder 6×14 – Annalise Keating Is DeadTEMPO DI LETTURA 4 min

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Finalmente. Dopo lo spaventoso passo falso messo in scena nella scorsa puntata, il timore nei confronti degli ultimi due episodi era diventato altamente legittimo. Fortunatamente, How To Get Away With Murder questa settimana decide di presentarsi con un penultimo appuntamento che riporta la serie nella giusta carreggiata con un risultato generale altamente appagante.
Come si è disquisito in lungo e in largo nel corso delle scorse recensioni, la parte più interessante di quest’ultima fase si ritrovava tutta racchiusa nel processo contro Annalise Keating e tutte le varie ramificazioni ad esso correlate. Le altre strade prese subito dopo la mid season premiere, invece, non hanno fatto altro che aggiungere altra carne sul fuoco in un contesto già ampiamente pieno, con risultati per niente lusinghieri.
“Annalise Keating Is Dead” è un episodio che torna sui giusti binari, concentrandosi sul tema principale non solo della stagione, ma dell’intera serie. Si parte dal primo giorno del processo contro Annalise e subito i colpi di scena mancati finora si susseguono uno dopo l’altro. Dopo un’assenza che si protraeva sin dal season finale della quinta stagione (tranne per una breve comparsata quest’anno via videochiamata), riappare quasi inaspettatamente Laurel. La sua scomparsa, ai fini della narrazione globale, può definirsi una delle più deludenti, dato che ai suoi tempi portava con sé una serie di possibilità che con il tempo si sono rivelate invece inutili. Anche la sua ricomparsa, in realtà, è priva di quel pathos e quell’effetto sorprendente che ci si poteva aspettare, nonostante si riveli interessante la sua presa di coscienza finale che la porta a venire meno all’accordo con l’FBI; il suo passare dalla parte della verità e in favore di Annalise, rende più ad effetto il suo ritorno in scena, lasciando dei dubbi anche sul suo destino nell’episodio finale.
Dubbi che continuano a farsi sempre maggiori anche per gli altri due ragazzi invischiati nel processo. Le testimonianze di Connor e Michaela si sono rivelate estremamente lungimiranti, in quanto hanno rappresentato l’essenza del carattere di ognuno: più tenace e caparbia Michaela, più malleabile e suscettibile Connor, con quest’ultimo che, al momento, sembra destinato ad un epilogo decisamente più travagliato rispetto agli altri ragazzi.

 

“I have to do it my way. Win or lose.”

 

Messo da parte Nate che, ancora una volta, sembra portare avanti un gioco in totale autonomia, e che poco è stato anche spiegato allo spettatore e per questo continua far risultare anche il personaggio estraneo all’intera faccenda, la protagonista principale di puntata è stata ovviamente Annalise.
Presentata con una voce interiore fuoricampo, utile a dare uno sguardo accurato ai suoi pensieri più personali in questa situazione estrema, anche la Keating non ha rinunciato a mettere in atto uno dei suoi soliti piani contorti per quest’ultima occasione. Positiva poi, è stata la trovata utilizzata per mettere da parte Tegan come avvocato difensore: per quanto la donna si sia mostrata adatta e anche piacevole da seguire in tale ambito, era giusto aspettarsi di vedere Annalise stessa prendere in mano il processo e difendersi da sola. Un ultimo sprazzo di una Annalise Keating in versione avvocato che purtroppo raramente ha fatto la sua comparsa negli ultimi tempi, venendo anche meno ad uno dei punti principali della serie.
Con il processo, le testimonianze, le battute e le contro battute, i piani e i sotterfugi vari ancora da mettere in atto, la puntata si è susseguita in modo spedito e senza punti morti. Proprio per questo, il plot twist avvenuto nei minuti finali è risultato ancora più ad effetto; poco importa della morte di Hannah, ma l’intera sequela che questo evento porta con sé è sicuramente appetibile e probabilmente ricco di colpi di scena. La colpevolezza di Frank non è scontata come appare, ma chiunque sia stato ha regalato un nuovo caso perfetto per dividersi l’attenzione del finale.
In ultima analisi vanno spese due parole per uno dei punti negativi di questa puntata (ma anche delle scorse). I flashforward sono stati infatti a lungo dimenticati e, con il promo del prossimo episodio che si presenta con il motto “Who Killed Annalise?”, appare sempre più indecifrabile il motivo che ha spinto gli autori a non inserire ulteriori indizi in quest’ottica. Se non si volevano anticipare più elementi, non era meglio relegare questo fantomatico assassinio di Annalise a mero colpo di scena finale?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente parte il processo e la trama ne giova notevolmente 
  • Annalise avvocato di sé stessa 
  • Plot twist finale e ramificazioni per il prossimo episodio
  • I diversi approcci che portano a diversi destini Laurel – Michaela – Connor 
  • Utilizzo e mancanza dei flashforward inconcludente e incomprensibile 

 

Adesso si che How To Get Away With Murder entra nel vivo del gioco che conta. Peccato si sia dovuto aspettare il series finale per farlo.

 

What If Sam Wasn’t The Bad Guy This Whole Time? 6×13 2.77 milioni – 0.6 rating
Annalise Keating Is Dead 6×14 2.69 milioni – 0.5 rating

 

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Sara M.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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