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Gangs Of London 1×02 – Episode 2TEMPO DI LETTURA 4 min

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Gangs-Of-London-1x02Si potrebbe essere tacciati di ripetitività nel momento in cui, dopo la visione della seconda puntata, il primo commento che corre alla mente è “sontuoso”. La stessa parola con la quale si è identificato già il pilot nella rispettiva recensione. Eppure la sensazione che scorre durante la visione è quella di ritrovarsi di fronte ad un prodotto di una bellezza unica. Sarà un azzardo come paragone e forse qualcuno storcerà il naso, ma in Gangs Of London scorre lo stesso sangue narrativo di The Wire.
Si sta facendo riferimento più al contesto che ai peculiari particolari di scena che rendono la serie creata da Gareth Evans un prezioso gioiello in questo disastroso (anche dal punto di vista seriale si potrebbe appuntare) 2020.
Ogni elemento riesce ad incastrarsi alla perfezione: dialoghi pregni di significato per il progredire della storia; analisi del background dei personaggi; evoluzioni caratteriali; giochi di forza e “politici”. E, cosa che stupisce ancor di più, un’ora di episodio che scorre in maniera progressiva senza lasciare alcuna traccia di appesantimento. Qualche dettaglio lascia il tempo che trova, chiaramente, come per esempio la mono espressività di Sean (sempre corrucciato indipendentemente da ciò che sta avvenendo) oppure il fatto che l’autista venga rispedito a casa sua senza nessun tipo di protezione (macro errore della storia da questo punto di vista). Accantonato tutto ciò, però, quello che rimane allo spettatore è una serie di inoppugnabile bellezza e creatività narrativa: avere la possibilità di potersi giostrare tra diversi nemici (tutti presenti allo stesso tempo, una delle debolezze iniziali di Gomorra in cui invece le gang arrivavano in ordine) rende l’evoluzione della storia più complessa da definire, ma proprio per questo rende la visione più interessante. Le alleanze potrebbero traballare, così come i patti stretti potrebbero venir gettati nel fango.
Il fango. Sì, proprio quel fango nel quale la puntata decide di trovare la propria conclusione: Sean, nonostante sia stato informato da Kinney (capo del gruppo di zingari gallesi) del mastodontico errore del giovane ragazzo fatto in fretta e furia sparire nello scorso episodio, non si mostra minimamente magnanimo e/o incline a risparmiare il gruppo di gypsy dall’affronto che sente di aver subito. La distruzione del campo è totale e la puntata ne coglie la brutalità in ogni singola scena della sequenza (ben dieci minuti vengono dedicati all’attacco): donne, anziani, nessun individuo viene risparmiato all’interno del campo dando modo a Sean di fare una vera e propria pulizia etnica del luogo.
Ad un occhio critico, esterno alla vicenda, potrebbe risultare azzardato un gesto di questo tipo e si potrebbe concludere che Sean si sia comportato come una testa calda. Eppure la madre sembra non aver alcun dubbio, appoggiando il figlio, nonostante si sia mostrata razionale e distaccata nella precedente puntata. Dove sta quindi la ragione?
Il character di Joe Cole si ritrova a capo di un’organizzazione a causa della morte del padre portata avanti quasi sicuramente da uno dei suoi stessi “alleati”, quindi era lecito attendersi una dimostrazione di forza di questa caratura sia per mandare un messaggio, sia per mettere in chiaro (ancora una volta) chi veramente comanda a Londra. D’altra parte la fazione di Kinney non sembrava in grado di impensierire Sean prima, dopo questo attacco (considerate le ingenti perdite), ancora meno. Ma è proprio la persona che non ha nulla da perdere a rappresentare il pericolo maggiore per quelle che invece hanno tutto da perdere.
L’episodio fa luce attorno anche al complicato rapporto tra i due fratelli di casa Wallace (Sean e Billy), approfondendone il passato con il padre, ma anche avvenimenti ben più recenti. I due sembrerebbero uniti da un senso di appartenenza comunitario indissolubile, eppure la sensazione è che il desiderio di Sean di proteggere Billy a tutti i costi potrebbe tramutarsi in un’arma a doppio taglio progredendo con la storia.
Pochi momenti vengono concessi anche ad Elliot, nonostante il ruolo predominante all’interno dell’episodio venga ricoperto dalla famiglia Wallace nel suo complesso.
Piccoli dettagli, imponenti sequenze cariche di sangue e violenza, dialoghi taglienti ed un gioco di forza che schiaccia le vite di intere comunità: Gangs Of London, signori e signore.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Opening dell’episodio
  • Finn ed il rapporto con i figli: Billy e Sean messi alla prova con il compito di togliere la vita ad un uomo
  • Le esecuzioni al mattatoio: l’ineluttabilità della morte
  • Sean e Billy
  • La sequenza al campo gypsy
  • Ma è passata davvero un’ora?
  • Jack lasciato a casa da solo

 

Altro episodio, altra standing ovation.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating
Episode 2 1×02 ND milioni – ND rating

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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