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How To Get Away With Murder 6×13 – What If Sam Wasn’t The Bad Guy This Whole Time?TEMPO DI LETTURA 4 min

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“Facciamoli scopare. Così, de botto, senza senso.”
(Boris 1×06)

 

Il recentissimo ritorno di Boris nel catalogo di Netflix si è rivelato un evento provvidenziale per il recensore di turno. In questo modo, infatti, è tornata prepotente alla mente la frase riportata qui sopra, una frase che, inutile girarci attorno, sintetizza nel miglior modo possibile questo tredicesimo episodio.
How To Get Away With Murder è tornata in onda dopo una settimana di pausa inaspettata, pronta per il rush finale che tra due puntate porterà dritti alla conclusione definitiva della serie. E sarà stata forse proprio l’ansia da prestazione in vista del series finale ad aver portato gli autori a dar vita ad un episodio totalmente insensato come quest’ultimo. Paradossalmente, la parte peggiore non è neanche il risvolto alla Game Of Thrones, quanto l’intero insieme di un colpo di scena assolutamente illogico e irrazionale. Con quest’ultima mossa appare palese, infatti, l’intenzione di voler presentare un ennesimo evento da WTF solo perché la serie è stata concepita in questo modo, non curandosi degli effetti più razionali che essenzialmente vengono buttati dalla finestra. La voglia di stupire all’ennesima potenza ha senza dubbio preso il sopravvento nel peggior modo possibile; solo pochi episodi fa, la serie aveva dato prova di saper tirare fuori l’asso dalla manica al meglio quando nello scorso mid season un, fino a quel momento, presunto morto Wes aveva fatto la sua comparsa in uno dei flashforward. Adesso, a meno due dal series finale, di quest’evento, così come dei flashforward riguardanti la morte di Annalise, non vi è ancora il minimo accenno, con cliffhanger di quella portata messi da parte in favore di quello che si può definire un patetico tentativo mal risuscito di creare l’ennesimo colpo di scena.
“What If Sam Wasn’t The Bad Guy This Whole Time?” può essere vista come l’ultima occasione per lo show di riportare sul set l’attore Tom Verica nei panni di Sam Keating, ma che sfocia ben presto nella baraonda più totale. L’episodio si presenta composto da una buona parte di flashback, la maggior parte dei quali sono rivolti verso lo stesso Sam e la sua storia con Vivian, evento del quale francamente non interessa niente a nessuno.
Ovviamente, però, l’apice arriva con la rivelazione finale che, anche analizzandola a freddo, non riesce ancora a trovare un senso. L’incesto perpetuato da Sam e sua sorella Hannah, per quanto altamente fuori luogo, non avrebbe pesato più di tanto se non fosse stato per la scoperta del frutto del loro rapporto. Parlando di colpi di scena, va detto che in questo caso si è riusciti a metterne in pratica uno più piccolo ma molto più efficace: mentre tutti i sospetti ricadevano su Bonnie come frutto dell’amore proibito, la rivelazione su Frank come risultato dell’incesto è apparsa molto più sorprendente. Tuttavia, questo non giustifica assolutamente l’intera scelta della trama e se anche i prossimi risvolti ad esso collegati si riveleranno funzionali alla stroyline finale, niente potrà comunque evitare a tale plot di passare alla storia come il peggiore mai visto in questa serie.
Con un focus così imponente davanti, ovviamente tutte le altre situazioni sono state messe abbondantemente in secondo piano. Sorvolando sulle scene che coinvolgono Gabriel e Vivian che non riscuotono il minimo interesse, fino ad un Nate inspiegabilmente ancora al centro della storia nonostante la continua insensatezza del suo personaggio, questo amplia il dispiace di vedere la messa da parte dei ruoli di Michaela e Connor. I ragazzi continuano a sprofondare in una sorta di inutilità a livello di trama che neanche la rivelazione finale dello stesso Connor riesce, per il momento, a placare.
In ultima fase How To Get Away With Murder si lancia quindi in una scelta inspiegabile: dove tutti sono alla ricerca di risposte o indizi riguardo il destino di Annalise, Wes, Laurel, lo show mette in mostra uno dei peggiori plot twist mai visti. Chi ha pensato che potesse essere una buona idea?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Con soli due episodi rimasti, il processo contro Annalise è ormai dietro l’angolo, pronto a salvarci da ulteriori giri pindarici non richiesti
  • C’è bisogno di dirlo? Incesti, figli segreti e distruzione di personaggi: la voglia del colpo di scena a tutti i costi questa volta è davvero sfuggita di mano

 

La domanda non è come, quando e dove. La domanda è perché?

 

Let’s Hurt Him 6×12 2.81 milioni – 0.6 rating
What If Sam Wasn’t The Bad Guy This Whole Time? 6×13 2.77 milioni – 0.6 rating

 

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Sara M.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

1 Comment

  1. Non sono d’accordo. Trovo anzi che sia un plot twist più che riuscito e – anzi – necessario, perché dona circolarità all’intera serie: al principio di tutto c’è un incesto, come in un mito greco. L’incesto, l’ultimo taboo, non può che generare caos, mostruosità, deformità: è la miccia del male, e sono proprio i tre personaggi legati all’atto incestuoso (Sam, Hannah e Frank) ad aver determinato TUTTO. Così, la sequenza interminabile di sventure e morti termina solo quando l’ultimo dei tre ‘mostri’, Frank, si uccide, come a volersi liberare dal demone che sa di portare dentro di sé. Quasi un auto-esorcismo.

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