Kung Fu 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 3 min

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Kung Fu, nome altisonante che oltre a richiamare l’ovvia arte marziale cinese, cerca di riportare all’attenzione su due prodotti degli anni ’70 e ‘90: il primo è l’omonima serie tv andata in onda dal 1972 al 1975 con protagonista David Carradine, anche se parrebbe essere stato preferito all’ultimo (per una questione più politica che altro) allo stesso Bruce Lee. Il secondo è il seguito della serie degli anni ’70, Kung Fu: la leggenda continua, uno spin-off andato in onda dal 1993 al 1997, sempre con protagonista David Carradine.
A raccogliere l’eredità di questi due prodotti (per cui sembrerebbe aver comunque contribuito lo stesso Lee) arriva The CW con una serie omonima e strutturalmente molto simile. Al posto di Kwai Chang Caine (il personaggio di Carradine), c’è Nicky Chen, ma la sostanza è praticamente la stessa.
Una giovane ragazza che in seguito a varie costrizioni familiari per accettare parte della cultura cinese fugge in un monastero cinese dove, in tre anni, apprende le arti marziali ed i valori dello Shaolinquan, uno stile di combattimento tradizionale cinese. A causa di un sanguinoso attacco decide però di tornare in America.
Serie tv innovativa o che cattura durante la visione per qualche particolare motivo? No.
Si tratta di una serie tv procedurale fino al midollo in cui Nicky si ritrova a far arrestare criminali mentre cerca di recuperare la spada (ovviamente magica) brutalmente sottratta al monastero in cui si è allenata nei tre anni precedenti. Rimanendo in tema The CW: si tratta di una versione asiatica e femminile di Arrow, dove le arti marziali sostituiscono i soldi ed i potenti mezzi di Oliver Queen.

IL TREND ASIATICO


Ciò che è interessante sono le tempistiche in cui un prodotto di questo tipo trova spazio nel palinsesto televisivo americano, desideroso di monetizzare fin da subito la riscoperta dell’Asia, a cui il cinema sembra aver aperto le porte negli ultimi anni. Parasite e Bonh Joon-ho nel 2020; Minari e Lee Isaac Chung, Chloé Zhao nel 2021: il cinema si allontana dagli stereotipi fossilizzati nella mente del pubblico grazie ad iconiche pellicole, quale per esempio Colazione Da Tiffany in cui Mickey Rooney portava in scena lo stereotipo asiatico dell’epoca. Il cinema si riscopre interessato a cosa cela l’altro lato del Pacifico, forse per un desiderio di vedere qualcosa di esotico, naturale, lontano dalle proprie corde. E la televisione cerca di seguirne le orme: The CW anticipa forse i tempi, ma questo trend asiatico potrebbe diventare un must have dei palinsesti già dal prossimo anno. Fatto sta che Kung Fu ha ben poco da trasmettere al proprio pubblico se non la consueta poderosa scarica di botte tipica dei film action con le arti marziali.
La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione, sarà quindi interessante capire quanto il prodotto riuscirà a cavalcare questa onda di interesse verso l’Asia e quanto quest’ultima durerà prima di concludere il proprio ciclo e tornare nel dimenticatoio.
Kung Fu non è una serie che punta a rappresentare il must watch per eccellenza, ma potrebbe raccogliere gli interessi degli appassionati dei film di arti marziali ed avvicinare parte di quel pubblico che si è avvicinato al cinema asiatico (inteso come tematiche, non come tipologia). Per tutti gli altri, forse, meglio cercare da un’altra parte.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il Jackie Chan donna: comicità e arti marziali richiamano le pellicole dell’attore di Rush Hour
  • Arti marziali, action drama
  • Trama molto semplice
  • Brutta copia di Oliver Queen? Decisamente
  • Tutti preferiscono l’uso delle mani alle pistole che si portano appresso
  • Ritorno di Nicky giusto in tempo per salvare la famiglia
  • La spada magica che brilla

 

Il funzionamento di questo nuovo prodotto The CW dipende totalmente dal numero di spettatori che si mostreranno effettivamente interessati al mondo delle arti marziali, magari spinti dal rinato interesse che l’Asia e la sua cultura stanno riscuotendo in America. E per ora, considerato il rinnovo per una seconda stagione, la scommessa sembra essere ancora aperta. Ma per quanto? E questo approdo in televisione porterà altri palinsesti a tentare la fortuna con serie tv incentrate sull’Asia oppure è un semplice fuoco di paglia? I prossimi anni, da questo punto di vista, saranno rivelatori.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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