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Lupin 1×04 – Capitolo 4TEMPO DI LETTURA 5 min

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Lupin 1x04 Recensione

Ormai è chiara la struttura narrativa adottata da Lupin, per cui ogni episodio aggiunge ed eviscera un determinato tassello riguardante il caso del collier della famiglia Pellegrini.
Sotto questo aspetto, “Capitolo 4” si dimostra l’episodio più interessante tra quelli proposti finora, anche e soprattutto perché va finalmente a coinvolgere in maniera attiva il principale antagonista di questo arco narrativo e responsabile della morte di Babakar: Hubert Pellegrini. Il tutto considerando che l’episodio, originariamente, non avrebbe dovuto rappresentare la penultima puntata della prima parte ma solo una normale 1×04.

L’ANTAGONISTA


Ognuno dei precedenti tre episodi della serie si è rivelato una sorta di step per arrivare con calma alla verità, in modo che il protagonista potesse ottenere le prove schiaccianti dell’innocenza di suo padre. Con il primo episodio, Assane scopre che il collier non è mai stato smontato in seguito al furto di venticinque anni prima; col secondo che Anne Pellegrini ha convinto Babakar a dichiararsi colpevole e col terzo che anche il commissario Dumont era dalla parte della ricca famiglia. “Capitolo 4” vede, per la prima volta invece, Assane passare all’azione ed attaccare direttamente (più o meno) il vero colpevole.
Hubert dimostra di essere esattamente come gli episodi precedenti avevano lasciato intendere: bugiardo, manipolatore e privo di ogni scrupolo. Nonostante queste siano tutte “qualità” che Pellegrini riesce a sfruttare abilmente a proprio vantaggio, il suo principale potere risiede ovviamente nel denaro. La corruzione è un’arma molto potente e certamente difficile da combattere con metodi convenzionali. Sotto questo aspetto Hubert Pellegrini può ricordare il Kingpin di Daredevil (per portare come esempio un personaggio fittizio), anche se su scala molto ridotta. Pur avendo in mano le prove schiaccianti dei suoi traffici loschi, tutto diventa vano se alla fine quelle informazioni vengono occultate o manipolate.
Di fatto “Capitolo 4” è proprio volto a far comprendere la reale natura, temibile e maligna, dell’antagonista di questo arco narrativo. Come già annunciato, ogni episodio ha finora costituito un passo in avanti nella risoluzione del caso e nella scoperta della verità, ma questa puntata fa in un certo senso eccezione. Alla fine dell’episodio stavolta il protagonista non ha ottenuto nulla ma, anzi, si può dire che abbia perso molto: un’occasione, la credibilità, l’anonimato e soprattutto un prezioso alleato che avrebbe giovato alla serie.

LA NUOVA AIUTANTE


Un nuovo personaggio chiave viene introdotto all’interno dell’episodio: la bizzarra ex giornalista e scrittrice Fabienne Beriot. Un personaggio perfettamente riuscito e ben costruito che da subito ispira simpatia e suscita una certa empatia da parte del pubblico. Fabienne parte inizialmente come scorbutica e arrendevole, privata del suo spirito combattivo e della sua voglia di ottenere giustizia, ma tramite l’incontro con Assane recupera il suo furore e la determinazione di un tempo.
Nonostante questo venga approfondito in un solo episodio, il rapporto tra Assane e Fabienne non appare affatto affrettato e, anzi, viene reso chiaro il progressivo avvicinamento trai due con una certa naturalezza.
Nonostante il ruolo di aiutante che incarna Fabienne possa lasciar intendere una sua rilevanza ai fini della trama, principalmente in virtù delle scoperte che il protagonista fa grazie al suo aiuto (anche se ovviamente la serie decide di non spiegare – almeno per il momento – le modalità in cui Fabienne sia entrata in possesso di tali informazioni), il principale scopo del personaggio non risiede in quello ma viene invece reso chiaro sul finale di episodio, con la sua morte per mano del sicario di Pellegrini. Questo decesso probabilmente servirà infatti a motivare ulteriormente il protagonista e a dare l’ennesima conferma della pericolosità dell’antagonista in vista dell’imminente confronto finale trai due. Rimane tuttavia da ammettere che la permanenza di Fabienne per qualche puntata in più non avrebbe affatto guastato.

DAVVERO TROPPE FORZATURE


Nonostante diversi elementi rendano “Capitolo 4” probabilmente l’episodio più godibile finora, è impossibile chiudere un occhio riguardo lo spropositato numero di forzature che vengono proposte allo spettatore per mandare avanti la trama.
Se già solo i piani di Assane e la logica della polizia erano difficilmente credibili, questo episodio lascia parecchi dubbi anche e soprattutto riguardo il suo finale. Le azioni dei vari personaggi risultano poco realistiche e prive di logica, a partire dal messaggio lasciato sul libro da Fabienne (se aspettava Assane, perché lasciargli un messaggio scritto?), passando per il modus operandi del sicario (che chiede l’indirizzo di Assane ma non si aspetta che quello possa tornare all’appartamento della donna), fino ad arrivare alla surreale sconsideratezza di Fabienne (giornalista esperta, già pedinata poco prima, apre la porta di casa come se niente fosse senza chiedere nemmeno chi ci sia dall’altra parte o guardare dallo spioncino? Certo…).
È chiaro – ma lo era già in passato – che Lupin non tenga particolarmente alla credibilità dei fatti che racconta e soprattutto che i personaggi non agiscano in maniera logica, realistica e coerente con la loro caratterizzazione. È altrettanto chiaro che essi non costruiscano la trama, ma piuttosto che siano strumenti della trama stessa e agiscono solo in funzione di essa, forzando le proprie azioni e i propri comportamenti pur di portare la narrazione dal punto A al punto B. E come tale va accettata ed intesa.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Entra veramente in scena Hubert Pellegrini
  • Fabienne, un’ottima aggiunta seppur breve
  • Costruzione e approfondimento del rapporto tra Assane e Fabienne
  • Episodio molto interessante, che lascia col fiato sospeso fino all’ultimo
  • Le capacità d’inganno e di cammuffamento di Assane vengono finalmente davvero messe in mostra
  • Ormai le forzature sono impossibili da ignorare
  • L’idiozia e l’incompetenza della polizia raggiunge livelli incalcolabili

 

“Capitolo 4”, seppur confermando (e forse anche avvalorando) i diversi difetti già riscontrati alla serie in precedenza, riesce anche a metterne ben in risalto i punti di forza, fornendo, a livello di narrazione, un ottimo preambolo alla chiusura del primo arco narrativo.

 

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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