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Mad Men 7×02 – A Day’s WorkTEMPO DI LETTURA 4 min

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Mad Men 7x02 - A Day's WorkDopo gli eventi della scorsa stagione, il personaggio più atteso era la piccola, ormai non più tanto, Sally ed il suo complicato rapporto con il padre: “A Day’s Work” ci butta in una giornata padre-figlia che si divora l’episodio, le classiche puntate di Mad Men dove quaranta minuti sembrano una manciata di secondi, le classiche piccole vicende che sembrano non voler dire niente laddove invece dicono tutto.
Sarebbe facile scrivere che il rapporto tra Don e la figlia è così complicato perché Sally sta crescendo ed è in quella bruttissima fase tristemente nota a tutti come adolescenza. Sarebbe troppo facile. In realtà sappiamo bene che non è così, sappiamo bene che Don ha addosso tutta la colpa, sappiamo che non è mai stato un ottimo padre e che i suoi figli non sono mai stati al centro dei suoi pensieri. L’ha capito un po’ tardi, ma non sembra che dallo scorso season finale Don abbia fatto ammenda, anzi, si è rifugiato nel suo appartamento pensando unicamente al suo lavoro ed a tenersi aggiornato sugli sviluppi in ufficio, ignorando completamente il terrore che ha la figlia di andare a casa del padre al solo pensiero di poter incrociare “quella donna” in ascensore.
Sally è pur sempre un’adolescente, sfumacchia con le amiche e gira in centro a fare shopping, ma è una ragazzina estremamente intelligente e sveglia per la sua età e non a caso è la prima persona che scopre la verità su Don e il suo lavoro.
I primi minuti dell’episodio ci mostrano la nuova e triste vita di Don, un uomo caduto nel baratro e che finge di volersi rialzare: Don sta solo fingendo di voler aggiustare le cose e di riprendersi il suo lavoro, mente a sé stesso e se ne accorge solo quando Sally gli sbatte in faccia la verità: Perché non eri in ufficio? Perché non dici semplicemente a Megan che non vuoi affatto trasferirti in California? E soprattutto perché non la smetti di rifilarmi stronzate?
E’ triste e allo stesso tempo molto bello il fatto che Don riesca a dire la verità solo a sua figlia, il fatto che se ne vergogni e che tiri fuori la verità solo quando viene messo con le spalle al muro da Sally. Non sarà un pranzo a far ricucire il rapporto tra i due e Don lo sa bene perché, in fin dei conti, Don non ha alcuna intenzione o voglia di rimettere a posto le cose con la figlia.
Gli pesano un sacco le sue domande, che riesce a controbattere solo accusandola a sua volta di cose che non ha fatto e che nemmeno probabilmente gli interessa se abbia fatto o meno. E’ solo un’ennesima scusa per rigettare la questione, per allontanare di più la figlia, inconsapevolmente (forse), comportandosi da bambino, cercando di nascondere la polvere sotto il tappetto. Eppure qualcosa non va, perché per Sally, Don è sempre suo padre ed oggi, quel “I love you” sussurratogli quasi timidamente e in fretta per non dare il tempo di una risposta, per l’imbarazzo di un rapporto paterno che non si è mai venuto a creare, ebbene, oggi, quelle parole per Don pesano più che mai. Non avrebbe mai voluto sentirle, sarebbe stato molto meno impegnativo celarsi dietro un complicato rapporto padre-figlia, dietro un odio che avrebbe giustificato Don a lasciar perdere Sally.
Mad Men sa essere straziante, quando mette in scena rapporti umani così veri fa venire i brividi e quello sguardo che Don lancia a sua figlia è una stretta al cuore: un misto di amore e scontentezza, incorniciato da una marea di sensi di colpa, realizzati forse troppo tardi.
Contemporaneamente si muovono le vicende anche all’interno dell’agenzia: Penny è diventata qualcosa che non è mai stata, ossia capricciosa e scortese; Joan viene ancora relegata a capo segretaria e Peter pur essendo un socio, non viene comunque preso in considerazione da nessuno.
Tanti sono gli spunti di riflessione che offre la puntata ed analizzarli tutti è impossibile ed è proprio per questo che Mad Men è così bello: potresti riguardalo per ore, aggiungendo ogni volta qualcosa in più.

 

PRO:

  • What do I say?” “Just tell the truth“. Un intero episodio racchiuso in una battuta.
  • Don che si affaccia a guardare la figlia: tristezza, amore, rammarico, sensi di colpa, presa di coscienza di avere delle responsabilità verso sua figlia. Sono solo alcuni dei sentimenti che trasmette quello sguardo
  • Scene tra Don e Sally
  • La giovane Kiernan Shipka nei panni di Sally è sempre più bella e brava
  • Joan, le segretarie e il ben celato razzismo
  • Penny che rientra nella sua stanza e si infastidisce per il proprio comportamento è adorabile
  • La riunione dei soci in via telefonica: una divertente scenetta per spiegare come le cose stanno andando a rotoli
CONTRO:
  • Nulla, se non che un episodio a settimana non basta più
Puntata ancora più bella della premiere. Quaranta minuti che purtroppo volano in un soffio e ti ritrovi a volerne disperatamente ancora.
Time Zones 7×01 2.27 milioni – 0.8 rating
A Day’s Work 7×02 1.89 milioni – 0.6 rating

 

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