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Mad Men 7×07 – WaterlooTEMPO DI LETTURA 4 min

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Mad Men 7x07 - Waterloo

E’ il 20 luglio 1969. Lo sbarco sulla luna segna la fine dei difficili tanto quanto rivoluzionari anni ’60 e contemporaneamente mette il primo punto finale alla serie.
Ci sono voluti sette anni per raccontare un decennio di storia, reale e fittizia. Un decennio di vita vissuta dai personaggi di Weiner che è andata sempre di più ad intrecciarsi con la storia, così come la conosciamo. Di fronte a questi eventi i pubblicitari di Madison Avenue non sono altro che piccoli puntini inermi, eppure, molte volte per noi hanno fatto loro la differenza, lasciando come sfondo le incredibili evoluzioni del decennio che giunge a termine.
Questo finale, rappresenta il punto di svolta che fu “Shut the door. Have a sit”, il finale della terza stagione: ben quattro anni fa infatti, la Sterling&Cooper crollava e risorgeva dalle proprie ceneri per dare vita a quella che sarebbe stata la Starling Cooper Draper&Pryce. Era Don, in quella circostanza ad opporsi con tutte le sue forze alla sottomissione e a persuadere il resto dei soci e dei dipendenti che non poteva esserci via migliore di una nuova agenzia, libera dai poteri forti e dai soldi. Ed oggi Don e Roger compiono il percorso al contrario: cercare di essere acquisiti per scappare dalla disfatta, dalla rovina a cui porterà la direzione e la manovra di Cutler.
Se sarà la scelta più saggia questo lo scopriremo, ma intanto il quadro dell’azienda che esce da questo episodio è quanto mai sconfortante: egoismo, arrivismo e rivalità sono i sentimenti che abitano i soci, non c’è più un briciolo di umanità, né un barlume di altruismo. Sono lontani i tempi in cui Don difendeva Joan e la scongiurava di non vedere il suo corpo pur di diventare socia. Oggi Joan è forse la prima a scagliarsi contro Don ed a votare il suo licenziamento.
Nessun socio prova della stima, del rispetto nei confronti dell’altro, ognuno serba rancore, invidia ed è pronto a pugnalare il prossimo alle spalle. In un clima diverso le cose forse avrebbero potuto sistemarsi in maniera differente, ma in un così desolante ritratto, l’unica soluzione è l’acquisizione, puntando a far breccia nel cuore delle bandieruole con i soldi, l’unica vera entità a cui prostrarsi.
E se vendersi è ciò che Joan, Pete e Cutler sanno fare meglio, allora vendersi come azienda è l’unica soluzione per sfuggire all’oligarchia dei voti.
In “Shut the door. Have a sit” finiva il matrimonio tra Don e Betty, proprio come in questo “Waterloo” finisce quello che ormai era solo un avanzo del matrimonio tra Don e Megan. L’episodio ha solo sottolineato quello che era chiaro da tempo e forse era chiaro sin dalla prima puntata della quinta stagione: Megan non è la donna che fa per Don. Non lo è mai stata in nessun periodo della sua vita e, come sappiamo, Don  di momenti ne ha passati tanti; ma nemmeno in quelli più scuri, dove ci si accontenta davvero di poco per tirare avanti, Megan ha mai rappresentato quello spiraglio di luce nella vita del marito. Tutto potrà essere cambiato quando Megan ha cercato di inseguire il suo sogno, ma a parere di chi scrive le cose erano ben chiare già dalla festa di compleanno fatta a Don (la prima puntata della quinta stagione, per l’appunto).
E Peggy, a cui ormai spetta lo scettro di Don. Così insicura e disordinata la sera prima della presentazione, così accattivante e sensuale il giorno di dopo, sicura di sé e padrona della situazione fa suo il cliente proprio come Don le ha insegnato, consigliato e indicato, guidandola da bravo mentore, abbandonandola quando aveva bisogno di sbagliare, lasciandola decidere quando aveva bisogno di approfondire e semplicemente facendosi guardare nella preziosa arte di saper vendere tutto, di persuadere chi hai di fronte senza bisogno di alcuna informazione. E Peggy ha imparato bene, ormai se qualcuno prenderà il posto di Don quella è proprio Peggy: così realizzata nella vita professionale, amante del suo lavoro con una vita privata vuota ed un passato alle spalle ancora meno entusiasmante.
Finisce così il midseason della settima stagione di Mad Men e ci lascia con un Don che non ha più una moglie, non ha più una sua agenzia e non ha più una sua autorità perché lui e la sua agenzia stanno per diventare proprietà di qualcun altro. Come ci si è arrivati a questo punto è facile dirlo: abbiamo perso un leader.

 

PRO:

  • Peggy e Don: due personaggi che si sviluppano l’uno in funzione dell’altro. E se Don retrocede, Peggy continua ad avanzare inesorabilmente seguendo le orme del suo mentore
  • Goodbye anni ’60: si chiude un’era, il decennio con cui l’avventura di Mad Men ha avuto inizio. Da Kennedy a Neil Armstrong, siamo stati spettatori insieme a Don della Storia.
  • Soundtrack e regia, al solito la perfezione
  • Sviluppi in agenzia: ognuno per sé e Bert Cooper per tutti
  • Il saluto a Bert Cooper e al suo parquet. Da un congedo non è mai tornato nessuno. Nemmeno Napoleone.
  • The best things in life are free.
CONTRO:
  • Non pervenuti

 

E siamo così velocemente arrivati a metà stagione. Solo un anno e conosceremo le intenzioni di Mad Men, Don Draper e Matthew Weiner.

 

The Strategy 7×06 1.93 milioni – 1.2 rating
Waterloo 7×07 1.94 milioni – 1.2 rating

 

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Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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