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Narcos: Mexico 2×03 – Ruben Zuno ArceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Quando non si riesce nemmeno a scegliere l’immagine più rappresentativa dell’episodio, allora significa che qualcosa non va. Qualcosa non funziona nella puntata in sé, sia a livello recitativo che a livello visivo anche se, bisogna ammetterlo, la regia del misconosciuto Amat Escalante ha il suo perché in alcuni momenti.
Ovviamente bisogna anche contestualizzare il tutto e, nello specifico caso di “Ruben Zuno Arce”, essere il terzo episodio su dieci e dimostrare ancora una volta un certo attendismo non può portare a buoni risultati. Non solo “Salva El Tigre“, ma anche “Alea Iacta Est”, vuoi per il minutaggio chiaramente eccessivo, vuoi per una certa lentezza delle sottotrame, aveva presentato più o meno le stesse qualità/difetti, quindi questa terza puntata non si può definire un’eccezione. Piuttosto una non graditissima sorpresa.

Welcome to Texas, boys! You got a permit for that weapon, son?

“Ruben Zuno Arce” si suddivide in tre diversi filoni: il primo in cui rimane protagonista solitario Miguel Ángel Félix Gallardo, il secondo a stelle e strisce focalizzato sulla cattura di Ruben Zuno Arce, il terzo, piuttosto discutibile e dallo smodatissimo minutaggio, con Amado Carrillo Fuentes che prova a risolvere la faida di Pablo Acosta Villarreal.
Il problema principale è che ciascuna storyline non può e non ha le caratteristiche (leggasi: i cosiddetti “controcoglioni“) per sostenere la narrazione in solitaria, vuoi per mancanza di carisma dei personaggi principali (si, stiamo parlando della forza vitale di Diego Luna che, a quanto pare, sta progressivamente venendo meno), vuoi per la fondamentale caratteristica di non essere poi così rilevante. La frammentazione degli eventi, che comunque non offre cambiamenti di grossa portata, è il riflesso di una lentezza narrativa che viene complicata/corroborata anche dalla scelta del minutaggio, piuttosto pretenzioso per le storie messe in scena.
Chiaramente il primo inquisito, visto il ruolo, è il character di Diego Luna che non sta veramente bucando lo schermo. Il concetto di solitudine, esplorato sia all’inizio dell’episodio attraverso il sogno(?), sia alla fine con la telefonata per avere informazioni sui figli, è ben rappresentato ma è anche un’arma a doppio taglio, viste le caratteristiche ed il modo di fare di Félix. Il che porta ad un risultato non propriamente consono per un protagonista.
A seguire, andrebbe anche sottolineato il non necessario focus sulla faida di Acosta ed il relativo aiuto di Amado per risolverla: qual è il vero impatto di questa storyline secondaria terziaria ed il vero valore aggiunto per la serie? Molto difficile capirlo, forse semplicemente non ce n’è una. Forse.
Rimane comunque piuttosto evidente come, senza la compagine americana a smuovere un po’ le acque, questa puntata (ma più in generale questa era post-Kiki Camarena) non sarebbe nemmeno lontanamente salvabile. E, giusto per fugare ogni dubbio, comunque alla fine non lo è nemmeno.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Zuno: bel personaggio, divertente e folkloristico anche se è durato poco
  • Finalmente conclusa la trama di Acosta e Amado
  • Regia a tratti molto piacevole
  • Minutaggio ancora elevato per la qualità messa in campo finora
  • Non c’è nessuna storyline in grado di bucare lo schermo
  • Diego Luna non sta offrendo la sua migliore prestazione

 

Praticamente un terzo della stagione è appena andata e non c’è né una chiara indicazione per una trama interessante (a parte il filone americano), né quel personaggio acchiappaschermo che catalizza l’attenzione del pubblico. In attesa di scoprire se questo fosse solo un lungo e prolisso prologo alla parte centrale della stagione, non ci resta che “schiaffeggiare” Narcos: Mexico che, per il momento, avrebbe bisogno di un po’ del suo prodotto di contrabbando per ravvivare il tutto.

 

Alea Iacta Est 2×02 ND milioni – ND rating
Ruben Zuno Arce 2×03 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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