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Ozark 3×05 – It Came From MichoacánTEMPO DI LETTURA 5 min

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“It’s all right, Ruth. Don’t worry. Please sit. It’s okay. You didn’t do anything wrong. Don’t worry. Go ahead, sit down. Everybody did what they had to. I get it. The important thing is that we just back on track today.”

È il giorno dopo il ritorno a casa, insperato ma prevedibile, di Marty. Insperato per quanto riguarda i familiari, oramai convinti che le sorti del capo famiglia fossero già segnate e mancasse solamente l’ufficialità della sua dipartita.
Prevedibile, invece, dal punto di vista dello spettatore visto e considerato che far morire un personaggio principale in un punto del tutto casuale del racconto non avrebbe apportato nulla al racconto in sé. In particolar modo se si tiene in considerazione che il personaggio in oggetto è il protagonista indiscusso e dal quale fluisce qualsiasi tipo di idea e/o rivoluzione per quanto concerne il riciclo del denaro. Marty è sempre stato un personaggio difficile da leggere e di cui prevedere le mosse che avrebbe adottato: uno sguardo gelido, una mancanza (solo all’apparenza) di qualsivoglia tipo di emozioni ed una genialità unica nel suo genere (cosa di cui si rende ben presto conto lo stesso Navarro).
Dal momento del rapimento, l’uomo si è mostrato più umano di quanto si potesse immaginare, ma accantonata momentaneamente questa fragilità dal punto di vista emozionale, Marty ha portato in scena un qualcosa che non era in alcun modo prevedibile e che lui stesso, parlandone con Wendy, ha trovato strana. Marty infatti ha mostrato coraggio, determinazione, sicurezza di sé ed un cinismo freddo e calcolatore senza precedenti. Facendo un piccolo passo indietro nel tempo e tornando al Marty terrorizzato che, a capo chino, era disposto a tutto pur di assecondare la persona con la quale stava parlando, il Marty di ora porta in campo uno spirito tutto nuovo, plasmato dagli avvenimenti occorsi in queste tre stagioni di Ozark. Marty è cambiato, diventato più maturo, più forte. Si è evoluto, plasmato da un contesto narrativo che si evolveva anch’esso intorno a lui. E tutto ciò non può che essere sintomo di una narrazione che si adatta ai cambiamenti e che ne mostra i risultati: un applauso doppio quindi, in questo caso, proprio a Jason Bateman.
Ora che il piano di Marty e dei Navarro sembra essere stato definito in ogni particolare rimangono in sospese due chiare valutazioni. La prima è se il piano in sé verrà convenientemente portato avanti da Marty oppure se rappresenta una falsa pista dalla quale ha intenzione di partire per chiamarsi definitivamente fuori (insieme a tutta la famiglia?) dal gioco del riciclo di denaro sporco. La seconda valutazione, dando per assodato che Marty non stia portando avanti un pericoloso doppiogioco, è relativa al come questo piano (che prevede la corruzione di un agente dell’FBI) verrà portato avanti. Consci dell’instabilità narrativa a cui Ozark è andata incontro durante la prima stagione nel momento in cui si è deciso di introdurre con mano pesante l’elemento FBI nella storia, appare normale sollevare qualche dubbio ora che si sta ripercorrendo la stessa identica strada.
Un lato positivo di questo maggiore focus narrativo sull’FBI è sicuramente l’opportunità per la serie di presentare il personaggio dell’agente Miller che, fino ad ora, sembra essere stata lasciata ingiustamente in disparte nonostante il forte carisma e la peculiare costruzione (anche se attorno ai soliti archetipi) del personaggio. Questa scelta potrebbe essere proprio dovuta ad una scelta della produzione di evitare un secondo caso Petty, evitando inutili focus su personaggi dei quali ci si vuole presto liberare.
Da evidenziarsi in toto come elemento negativo, invece, tutta la porzione di trama riguardante la fattoria degli Snell ed il rapporto malato tra Wyatt e Darlene che si sta andando a definire: inizialmente fatti avvicinare per caso; ora portati in tribunale per far concludere il tutto nel nulla; successivamente mostrati come appassionati amanti. Non si vuole qui discutere dell’evoluzione in sé quanto la poca attinenza, al momento, di questi cambiamenti rispetto al resto della trama, sembra a volte di osservare delle scene tagliate e ripescata dalla passata stagione. È indubbio che la decisione di Darlene di riprendere il raccolto porterà ulteriori grattacapi ai Byrde (ora apertamente in guerra con la vedova, dopo aver tentato di sottrarre Zeke), ma si fatica a cogliere la lungimiranza di questa decisione nel momento in cui la storia sta vertendo su tutt’altro (Cartello, lotta tra bande, casinò, hotel).
Marty è tornato cambiato, psicologicamente scosso eppure all’apparenza intatto, anzi, forse addirittura più cinico calcolatore di prima. Oppure è tutta una messa in scena ed il suo obbiettivo è un reale accordo con l’FBI per una salvezza totale ed assoluta per lui e la sua famiglia?

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Il ritorno a casa di Marty ed il nuovo piano esposto ad Helen, Ruth e Wendy
  • Marty e Ruth, un legame che supera la semplice collaborazione lavorativa
  • Il desiderio di una scuderia da parte di Navarro
  • Now, quit parking in the crippled spot. What you got ain’t a disability. Just poor fucking judgment
  • Doppio gioco di Marty o abnegazione e lealtà per il Cartello e la sua causa?
  • Charlotte che inizia a muovere le giuste leve (la paura e l’intimidazione): un marchio di fabbrica, complice l’influenza di Ruth
  • Finale di puntata con l’incontro tra Marty e l’agente Miller
  • Cosa sta succedendo in quella fattoria?” si chiede ad un certo punto Wendy. Una domanda più che legittima che anche lo spettatore inizia a porsi
  • Ennesimo tentativo di introdurre l’FBI in modo convincente all’interno della storia?

 

Metà stagione, ancora cinque ore di visione. Ecco, forse uno degli elementi più pesanti è la costante (a volte immotivata) lunghezza delle puntate. Una decina di minuti in meno ad episodio non avrebbero sicuramente indebolito il racconto, anzi.

 

Boss Fight 3×04ND milioni – ND rating
It Came From Michoacán 3×05ND milioni – ND rating

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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