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Guardiani Della Galassia Vol.3 recensione
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Guardiani Della Galassia Vol. 3

Pur con accenni di commedia e una colonna sonora galoppante, James Gunn riesce nel difficilissimo compito di emozionare il proprio pubblico toccando temi cari al pubblico, il tutto non facendosi mancare degli ottimi effetti speciali ed una trama ricca di sorprese. A mani basse il miglior episodio della trilogia.

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Dopo la “perdita” di Gamora e mentre i Guardiani cercano di ambientarsi a Knowhere, il loro equilibrio viene nuovamente messo in discussione da eventi turbolenti, questa volta legati al passato di Rocket che è improvvisamente diventato l’obiettivo principale dell’Alto Evoluzionario. Peter Quill e i Guardiani dovranno trovare un modo per salvare il loro amico in pericolo entro 48 ore e, ovviamente, salvare la galassia.

 

Le voci intorno ad un terzo capitolo volume dei Guardiani Della Galassia scritti e diretti da James Gunn si rincorrono sin dal 2014 quando uscì Guardians Of The Galaxy, poi ovviamente accentuatesi con l’uscita di Guardians of the Galaxy Vol. 2 tre anni dopo nel 2017. È passata moltissima acqua sotto i ponti da allora visto che tra il 2017 e il 2023 Gunn è stato prima licenziato dalla Disney per dei tweet estremamente “controversi” di diversi anni prima, poi assunto di nuovo nel 2019, nel frattempo ha scritto e diretto sia The Suicide Squad che Peacemaker per diventare poi il Kevin Feige della DC con somma sorpresa di tutti.
Quest’ultima fatica di Gunn arriva quindi con delle premesse decisamente diverse rispetto a quelle di sei anni fa, eppure l’amore per i personaggi e la sua indiscussa bravura nel conciliare un cast molto folto con azione, comicità e una colonna sonora sempre molto protagonista non sono assolutamente cambiati. Anzi, se possibile, il regista del Missouri con questa pellicola ha raggiunto il suo picco qualitativo/creativo e rappresenta il miglior addio possibile alla Marvel.

There are the hands that made us and there are the hands that guide the hands.

UN CERCHIO DA CHIUDERE


Ad eccezione della prima pellicola della trilogia che aveva come compito primario sia quello di introdurre i Guardiani che quello di dare spazio a Thanos dopo che era brevemente comparso alla fine di The Avengers (2012), sia il precedente che quest’ultimo “volume” scritto e diretto da Gunn prendono le distanza dal resto delle dinamiche del MCU per focalizzarsi sulla sfera galattica ma prettamente personale dei Guardiani. Se la comparsata in Thor: Love & Thunder era necessaria per il character impersonato da Chris Hemsworth che era rimasto con loro a partire dal finale di Avengers: End Game, non c’è stato invece nessun valore aggiunto per i Guardiani che hanno invece trovato più spazio nei 42 minuti dello speciale natalizio per enfatizzare lo status mentale di Quill dopo aver perso la “sua” Gamora.
Gunn traccia chiaramente i confini del suo campo da gioco e, negli abbondanti 150 minuti a disposizione prima del suo definitivo addio, decide di focalizzarsi su ciò che più conta per lui e per i suoi character: la loro storia ed il loro percorso. Guardiani Della Galassia Vol.3 è un arzigogolato modo di portare i personaggi ad un nuovo stadio della loro vita (estremamente visibile nel finale di cui non si faranno spoiler), ma è un modo che funziona perchè continua ad intersecare i rapporti dei vari character andando a scavare nella loro storia facendo veramente emozionare il pubblico nonostante battute ed un ritmo sostenuto rendano il tutto molto difficile.

I’m not a racoon!

UNA DEDICA PARTICOLARE A ROCKET RACOON


Che Gunn avesse un amore particolare per Rocket Racoon era ben noto (tra l’altro interpretato in motion-capture dal fratello), ma fa molto piacere constatare come quest’ultima fatica sia completamente incentrata sulle sue origini che portano in scena ovviamente un nuovo villain noto come Alto Evoluzionario (tra l’altro interpretato da un altro pupillo di Gunn, un Chukwudi Iwuji particolarmente in forma come villain). Origini che portano dietro una serie struggente di momenti che sono sorprendentemente struggenti per un film Marvel, specialmente per gli amanti degli animali deboli di cuore.
Il pregio più grande di questo terzo capitolo è infatti quello di emozionare e far riflettere come mai fatto prima d’ora. Gli hater del MCU leggeranno chiaramente queste righe tra fragorose risate, specialmente dopo le ultime produzioni non proprio degne del MCU che fu (coff coff, She-Hulk, coff coff), però va oggettivamente detto che Gunn compie un lavoro splendido ed encomiabile sia nella sceneggiatura che nella resa scenica. Alla base di ogni film dei Guardiani c’è sempre stata la tematica dell’accettazione e dell’essere una famiglia allargata, qui entrambi i temi vengono presi ed elevati all’ennesima potenza toccando corde emozionali che lo spettatore non si ricordava più di avere.
Rocket è solo l’esempio più eclatante ma ci sono altri esempi piuttosto chiari sia nelle relazioni tra Mantis e Drax che in quella con Nebula: come si diceva, c’è spazio per tutti. Certo, ci sono esplosioni, battute e situazioni assurde ma il viaggio che si compie durante queste due ore e mezza potrebbe serenamente portare a versare più di qualche lacrima, e non ci sarebbe niente da vergognarsi, anche per gli hater più agguerriti perchè, oggettivamente, Guardiani Della Galassia Vol.3 è un ottimo film proprio per essere in grado di far provare emozioni nonostante tutte quelle assurdità, quelle sparatorie e quell’umorismo che accompagnano costantemente ogni scena.

We’ll all fly away together. One last time, into the forever, and beautiful sky.

ESISTE COMUNQUE QUALCOSA DI MIGLIORABILE


Si, nonostante il voto finale sia quello massimo, questo terzo capitolo volume non è esente da difetti che comunque nel complesso sono parzialmente irrilevanti e infatti non impattano la valutazione generale.
Da un lato si continua a notare come James continui ad aiutare la carriera cinematografica del fratello Sean, ovvero Kraglin Obfonteri, visto il minutaggio dedicatogli nonostante il limitato valore aggiunto dato dal character; dall’altro è lecito domandarsi se i 150 minuti del film non siano un po’ troppi, specialmente vista la tendenza generale di produrre film che durano sempre come minimo due ore. Certo, eliminando alcune lungaggini qua e la si sarebbero potuti salvare 10-15 minuti, ma nel complesso il film è molto denso e si prende tutto il tempo per sviluppare ogni character (eccetto quello di Stallone) e ogni storyline, vuoi quella di Rocket, vuoi quella Peter-Gamora, vuoi quella dell’Alto Evoluzionario. E va benissimo così perchè la gestione è perfetta ma due ore e mezza sono pur sempre due ore e mezza.


Il canto del cigno di James Gunn non poteva essere migliore di questo perchè c’è veramente tutto quello che si potesse sperare di vedere e anche molto altro che coglie positivamente di sorpresa. È un addio per Gunn e per parte del cast, ma non è un addio amaro, tutt’altro.

 

TITOLO ORIGINALE: Guardiani Della Galassia Vol.3
REGIA: James Gunn
SCENEGGIATURA: James Gunn

INTERPRETI: Chris Pratt, Zoe Saldaña, Dave Bautista, Karen Gillan, Pom Klementieff, Vin Diesel, Bradley Cooper, Will Poulter, Sean Gunn, Chukwudi Iwuji, Linda Cardellini, Nathan Fillion, Sylvester Stallone
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 150′
ORIGINE: USA, 2023
DATA DI USCITA: 05/05/2023

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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