History Of The World: Part II – 1×08 – VIIITEMPO DI LETTURA 3 min

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recensione History Of The World Part 2 - 1x08Mel Brooks supera Mel Brooks e sforna il suo episodio più satirico e umoristico di tutta questa stagione di History Of The World: Part II.
Leitmotiv di tutto l’episodio è, infatti, la critica verso la società moderna e il politically correct, entrambi visti sotto la lente dei recenti scandali hollywoodiani, per cui lo show rappresenta più una parodia a questo sistema che non alle vicende storiche in sé per sé.
Tale aspetto risulta preponderante proprio in questo episodio che, nel finale, lascia spazio ad una possibile seconda stagione di questa Parte II (ma non Parte III, giocando proprio sull’ironia di questi termini) con una serie di mini-trailer finali che sembrano essere usciti dalla mente di Maccio Capatonda.

IL CONSIGLIO DI NICEA


La parte sicuramente più emblematica di questo aspetto (che comprende buona parte della puntata) è quella relativa al Consiglio di Nicea, ovvero il primo Concilio Ecumenico della Chiesa, voluto nel 325 d.C. dall’imperatore Costantino, il cui obiettivo era quello di conferire unità dogmatica a tutto il Cristianesimo (in pratica creare il primo “catechismo” della storia).
Brooks prende questo avvenimento storico e lo trasforma nella creazione di un franchise commerciale in cui i vescovi cristiani si trasformano in sceneggiatori cani à la Boris intenti più a salvaguardare il proprio prestigio e potere che non a seguire effettivamente la morale evangelica. Infarcendo però il discorso con una morale “inclusivista” che fa il verso alle produzioni moderne di tipo “marvelliano“.
Con questo paragone storico-critico, Brooks dice la sua su tutta l’ultima cinematografia mainstream, dimostrandosi, anche alla sua veneranda età, un acuto osservatore delle tendenze cinematografiche di oggi e dei loro problemi.
Sul finale un’encomiabile sequenza che fa il verso proprio ai trailer cinematografici e alle “scene tagliate dopo i titoli di coda” che, in questo caso sembrano essere una ripresa, da parte di Brooks, del suo capolavoro Balle Spaziali, unendo fantascienza, storia del cristianesimo e una riproduzione (molto sexy) di sé stesso in CGI.

SKETCH STORICI FRA ALTI E BASSI


Per tutto il resto l’episodio procede su alti e bassi. Come al solito l’introduzione finale ha il compito di anticipare lo spirito della puntata. In questo caso viene preso come periodo storico la caduta del muro di Berlino, evento su cui si sarebbe potuto ironizzare maggiormente. Purtroppo l’esiguità di minutaggio che prende, di solito, l’introduzione lascia spazio giusto per una gag abbastanza banale e degna di un cinepanettone, seppur realizzata molto bene  a livello tecnico.
Per il resto risultano degni di nota gli spezzoni riguardanti Shirley Chisholm (interpretata da un’ottima Wanda Sykes) che vede come guest-star, nei panni di Muhammad Alì, il giocatore di basket Blake Griffin.
Seppure più breve, ma altrettanto incisivo a livello di satira, risulta bello anche lo sketch relativo al presidente Roosevelt (Ike Barinholtz). Entrambi gli sketch prendono di mira personaggi ben noti e ormai iconici della storia statunitense, e per questo la satira su di loro appare molto più sferzante perché li fa vedere sotto una luce decisamente poco celebrativa nei loro confronti.

CONCLUSIONI


Questa prima stagione di History Of The World: Part II si conclude quindi. Sperando di non dover aspettare altri 42 anni prima della seconda stagione (o di una terza parte della storia del mondo), non si può non ringraziare Hulu per aver permesso di mettere alla prova, ancora una volta, il genio creativo di Mel Brooks in questo nuovo interessante progetto che può ben definirsi, non a torto, una delle sorprese più belle di questo 2023 seriale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il Consiglio di Nicea
  • L’allenamento di Roosevelt
  • Il trailer sulla “vera” storia di Gesù!
  • Masterchef dei dittatori
  • Scena finale e auto-citazioni di Balle Spaziali
  • Introduzione sul Muro di Berlino

 

Questa prima stagione de La Pazza Storia Del Mondo Parte II si conclude con la satira più feroce e caustica di Mel Brooks che trova anche un modo per parodiare sé stesso colmando l’episodio di auto-citazioni.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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