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Il Problema Dei 3 Corpi 1×03 – Distruttore Dei MondiTEMPO DI LETTURA 4 min

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Sono diventato Morte, il distruttore di mondi.

Non per niente un episodio con questo titolo si apre con l’inquadratura della statua del dio Shiva, dono del governo indiano, che campeggia davanti al CERN di Ginevra. Shiva è il dio indù dell’istruzione e della rinascita, mentre la citazione della Bhagavad Gita, testo sacro induista, è ormai nota anche al vasto pubblico occidentale dopo l’enorme successo di critica e pubblico del film Oppenheimer (qui anche il mini-episodio del podcast dedicato).
Questa è solo una delle mille citazioni e dei mille rimandi di cui la puntata è costellata. C’è pure Kublai Khan nei 700 anni dalla morte di Marco Polo. Il Problema dei 3 Corpi, dunque, si pone autorevolmente nel novero di quelle serie stimolanti che possono spingere uno spettatore ad approfondire certi argomenti e coltivare la propria curiosità. E il valore aggiunto è che il tutto avviene senza dimenticare di offrire svolte di trama e colpi di scena.

LA SOSTANZA DEL CONTENDERE


L’avveniristico videogioco a cui si può partecipare solo su invito, inventato non si sa da chi, fornisce l’occasione per scatenarsi con meraviglie visive. Gli effetti speciali e la musica di Ramin Djawadi riportano lo spettatore ai fasti di Westworld. Solo il cliché della ragazzina da salvare non centra sempre il bersaglio anche se si può capir che servisse qualcosa di “banale” per stimolare un legame per Jin Cheng. Il gioco però ha un secondo fine, ancora più importate: un popolo alieno è stato contattato (come già si sà dalla scorsa puntata) e arriverà sulla Terra per sfuggire dal “problema dei 3 corpi” che affligge il loro pianeta.
Mancano ancora secoli all’appuntamento, date le distanze interplanetarie annunciate (si parla di 4 anni luce di distanza, ovvero 37.844 miliardi di chilometri), ma non si preannuncia nulla di buono. La fantascienza è piena di varianti su questo tema, raramente a lieto fine, ma nonostante ciò alcuni accolgono con gioia la prospettiva di conoscere gli extraterrestri per essere salvati.

TENTARE DI CAPIRSI


È molto interessante vedere l’interazione tra Mike Evans e questa creature a cui si rivolge con il titolo “my Lord“. Si vede infatti Mike Evans intento a parlare con un’entità aliena raccontandole le favole più famose del mondo.
La cosa ha senso: da sempre racconti e favole sono stati uno strumento prezioso per l’educazione delle nuove generazioni. Forse l’errore sta nel trattare una civiltà aliena, capace di viaggi interstellari, come una scolaresca di bambini piccoli, ma questo è ancora da appurare.
Emerge chiaramente il tema della difficoltà nel capirsi, fra culture diverse, già presente all’interno della stessa popolazione terrestre. In molti, certamente, si saranno chiesti come ragionano i cinesi sentendo i loro dialoghi ambientati durante la cosiddetta Rivoluzione Culturale di Mao. E la risposta non è positiva, come riferiscono alcune fonti.
Per il momento, comunque, Evans continua con fervore religioso la sua opera intrapresa decenni prima. Il personaggio interpretato da Jonathan Pryce è lo stesso interpretato da Ben Schnetzer nelle scene degli anni ’80 quando contattò Ye Wenjie, entusiasta come e più di lui. Citazione doverosa per l’immensa nave scelta come base operativa.

IN MORTE DI UN PERSONAGGIO PRINCIPALE


Come già detto nella scorsa recensione, Benioff, Weiss e Woo hanno deciso di trasformare un singolo protagonista cinese (Wang Miao), presente nei romanzi di Cixin Liu, in un gruppo di personaggi internazionali, per rendere il prodotto più gradevole al pubblico occidentale. A fine episodio arriva però la stoccata che non ci si aspetta facendo fuori uno di questi personaggi (Jack Rooney) con una morte violenta. Le circostanze della morte contribuiscono a creare un clima di forte sospetto su chiunque stia tirando i fili dell’operazione e sui suoi veri scopi. Nel caso non fossero bastati gli ambigui e inquietanti segnali su chi è “invitato a giocare” e su chi invece non può continuare il suo lavoro, perché viene bloccato e minacciato (Auggie). Per tacere dell’epidemia di suicidi fra i ricercatori.
Il colpo di scena è funzionale per spingere a continuare la visione anche chi non è particolarmente interessato ad approfondire i misteri della fisica e delle galassie. La coraggiosa decisione, dunque, dovrebbe ripagare in termini di gradimento ma purtroppo significa sacrificare uno dei character più leggeri e carismatici.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il videogioco
  • Colpo di scena con Mike Evans
  • Morte di Jack Rooney
  • Il cliché della ragazzina da salvare
  • Morte di Jack Rooney

 

La serie procede decisamente bene e si posiziona ad un livello di facile presa sul pubblico (trama gialla e videogioco avveniristico) riuscendo però ad unire stimoli più complessi.
L’unico rischio è che una materia così vasta e articolata scappi di mano ai suoi autori. Per ora, comunque, questa è la trasposizione solo del primo libro della trilogia Memoria Del Passato Della Terra, c’è tempo per godersi il percorso via via.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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