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Man vs. Bee 1×01 – Capitolo 1TEMPO DI LETTURA 3 min

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Man vs. Bee 1x01 recensioneRowan Atkinson è un volto noto del piccolo schermo da diverse decadi grazie all’iconico personaggio di Mr. Bean. E proprio da uno sketch di un episodio di Mr. Bean nasce l’idea di questa serie tv, ovvero prendere un character simile e metterlo a confronto con un’ape dispettosa.
Nonostante in una recente intervista Atkinson abbia descritto il suo nuovo character Trevor Bingley come “very different to Mr. Bean, much nicer and much sweeter and more normal person with a weak spot of obsessiveness compared to Mr. Bean’s self-centred, narcissistic anarchist“, la sensazione è invece quella di trovarsi di fronte praticamente allo stesso personaggio. Almeno dal pilot.
E non potrebbe essere altrimenti visto che Atkinson, pur sviscerando una personalità più genuina di Mr. Bingley rispetto a quella egoista di Mr. Bean, alla fine ripropone una commedia degli equivoci di fantozziana beaniana memoria che ha ben più di qualche similitudine con il suo character più famoso.

Judge:Trevor Bingley, on all 14 counts of dangerous driving, the destruction of priceless artwork, criminal damage, arson, you have been found guilty. Do you have anything to say before you’re taken down?
Trevor:I’m just… really, really, sorry. You see, there was this bee…

UOMO vs. APE BOMBO


La serie ha una trama piuttosto semplice e mette in chiaro la situazione fin dalla prima scena: il disastro è irreversibile ed il protagonista verrà considerato colpevole di tutte le sue accuse. Il pubblico quindi è già informato e deve semplicemente sedersi comodo ed assistere a tutta quella catena di eventi che porterà Trevor Bingley, novello housesitter, a combattere maldestramente contro un’ape causando danni irreparabili.
Questa è fondamentalmente la trama della serie, trama che parte da un presupposto piuttosto semplice ma anche nuovo (quello di pagare qualcuno per prendersi cura del proprio appartamento) e che si estende ovviamente sul lato tragicomico in un’escalation di situazioni che se possono andare storte andranno anche peggio. In tutto ciò la mimica facciale su cui Rowan Atkinson ha costruito la sua intera carriera vale da sola il prezzo di un biglietto.

x < 12 MINUTI


Con quest’equazione che da il titolo al paragrafo si vuole fondamentalmente dire una cosa: dei nove episodi che compongono questa stagione, ad eccezione del primo che ha una durata “monster” di 19 minuti, tutti gli altri non si azzardano a superare i 12 minuti. Una scelta piuttosto curiosa ma intelligente visto che non si fa altro che agevolare la visione di quelli che sono fondamentalmente dei mini-episodi creati apposta per far continuare la visione in un binge-watching compulsivo.
Da un certo punto di vista si potrebbe considerarlo come un esperimento, ovvero scegliere un formato ad episodi piuttosto che proporre il tutto come un film e probabilmente il risultato non sarebbe univoco ma dipenderebbe dai gusti di ciascuno visto che c’è chi preferisce un film ad una serie tv. Però, oggettivamente, non trattandosi di un prodotto che richiede moltissima attenzione, la scelta di creare mini-puntate è probabilmente la più azzeccata e permette una frammentazione più completa.
Si dice questo perché, come confermato da Rowan Atkinson e dall’altro creatore/showrunner William Davies, l’idea era quella di creare un film salvo poi propendere per un formato ad episodi con un cliffhanger che chiudesse ciascuna puntata creando quella classica suspence. A giudicare da questo “Capitolo 1”, il risultato sembra dargli ragione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Rowan Atkinson è sempre eccellente tra mimica facciale e siparietti
  • Buona interazione tra CGI e attori
  • Intro flashforward
  • Minutaggio estremamente ridotto
  • Niente di nuovo dal punto di vista della comedy

 

Man vs. Bee non ha mire altissime, vuole semplicemente riproporre in maniera aggiornata un modo di fare commedia che è tipico di Rowan Atkinson e che altrimenti faticherebbe a funzionare. Il legame del pubblico con l’attore comporta un certo tipo di aspettative che vengono rispettate e che faranno la gioia degli amanti del genere.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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