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Monarch: Legacy Of Monsters 1×08 – BirthrightTEMPO DI LETTURA 3 min

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Monarch Legacy Of Monsters 1x08 recensioneDopo un andamento altalenante con episodi precedenti piuttosto deludenti, Monarch: Legacy Of Monsters tenta di riscattarsi con l’ottavo capitolo, riportando sotto i riflettori padre e figlio Wyatt e mandando finalmente avanti la trama nel presente con una svolta narrativa degna di nota.
La scelta sembra (ma non lo è visto che la serie è stata concepita come un blocco unico) una risposta alle critiche delle puntate precedenti in cui il focus nel presente sui tre giovani protagonisti ha mostrato la loro totale incapacità di reggere il peso dello show. Il che non vuol dire che in “Birthright” il minutaggio a loro dedicato venga meno, non sia mai, ma almeno vengono coadiuvati da altri character che sono in grado di supportare e sopportare il peso della scena.
A costo di sembrare ridondanti, per quanto i flashback nel passato siano il salvagente che tiene qualitativamente a galla la serie (e infatti nella scorsa puntata non c’erano e il focus su May è stato aberrante), allo stesso tempo è anche un boomerang che colpisce la serie enfatizzando la differenza che intercorre tra le due linee temporali, quasi come se fossero scritte e concepite da due sceneggiatori diversi. Gli anni ’50 sottolineano i problemi del “presente”, in particolare la mancanza di carisma nei personaggi dei giovani Kentaro, Cate e May che risultano sopportabili solo in compagnia di character più adulti come Lee Shaw o Tim. Ma anche qui bisogna constatare come la serie soffra di un problema più grande visto che la campagna marketing è stata basata completamente su papà e figlio Russell, due attori a cui è concesso davvero poco minutaggio e questo potrebbe aver ha influito negativamente sul risultato finale.

Cate:There’s a world down there?
Lee:Oh yes. I know because I’ve been to it. It exists Cate.

BUCHI DA TAPPARE


Il plot twist finale della puntata si presenta improvvisamente al pubblico come una zattera che attracca su una spiaggia con il mare in burrasca. La caduta di Lee Shaw e Cate Randa nel buco che conduce al mondo sotterraneo dei titani (con tanto di chiusura del buco stesso visto che il piano di Lee di far esplodere il palazzo si realizza), aggiunge letteralmente una dimensione inaspettata alla trama gettando le basi per ulteriori sviluppi nel MonsterVerse.
La decisione di connettere direttamente i protagonisti al cuore dell’azione, aprendo la porta a un mondo sotterraneo inesplorato, promette di ampliare la complessità della storia facendo nuovamente leva sul passato vista la dichiarazione inattesa di Lee circa il suo esserci già stato. Il che pone ovviamente nuove domande circa il come sia sopravvissuto e come sia tornato in superficie (ottimo lavoro di scrittura in tal senso) e allo stesso tempo potrebbe spiegare spiega il perché Lee non sia invecchiato tanto quanto avrebbe dovuto visto che, verosimilmente, il tempo in questo universo sotterraneo scorre più lentamente che in superficie.
Ci si augura anche che il rapporto tra i due aiuti a sviluppare il character di Cate Randa che per qualche strana ragione ha individuato in Lee una specie di figura che fa le veci di un mentore, mentre quest’ultimo vede in lei la nonna Keiko. Purtroppo una relazione difficile da spiegare ma che ora potrebbe finalmente venire giustificata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Keiko che rivela a Bill di essere già madre di Hiroshi
  • Lee Shaw nel passato
  • Cate e Lee che cadono nel buco del mondo sotterraneo
  • Cate, May e Kentaro continuano a risultare fastidiosi

 

L’ottavo episodio mostra segni di miglioramento, riportando il focus su elementi che hanno funzionato precedentemente. Tuttavia, le problematiche nei personaggi principali e nella trama persistono, con il passato che risplende rispetto a un presente che lotta per raggiungere la sufficienza. La serie prova a rinnovarsi con un plot twist inaspettato e insperato, il che pone nuove terrificanti aspettative in mano ad uno spettatore che ora da un lato è intrigato dalla visione di questo universo sotterraneo dei titani, mentre dall’altro è terrorizzato dalla rappresentazione della CGI.

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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