Peaky Blinders 6×05 – The Road To HellTEMPO DI LETTURA 6 min

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Recensione Peaky Blinders 6x05Il momento è arrivato. Domenica 3 Aprile 2022 la storia di Thomas Shelby e dei Peaky Blinders giungerà alla sua naturale conclusione, lasciando orfani di uno dei drama più riusciti di sempre milioni e milioni di spettatori. Il tempo del cordoglio è finito e il leader degli Shelby conclude affari, mette in atto strategie intimidatorie, prepara strategie e porta avanti il suo doppio gioco con Mosley in totale autonomia, per uno scopo che lui e soltanto lui conosce. Non c’è più spazio per la fiducia.
Per un momento ci si scorda del triste ad inevitabile destino che attende il protagonista e di tutte le tragedie che gli sono capitate in questa stagione, sollevando per un attimo quel velo di malinconia che avvolge l’intera narrazione. L’episodio procede quindi a ritmi serrati, scavando sempre nella psiche di Tommy, ma concedendo al suo pubblico un modesto quantitativo d’azione, di violenza indiscriminata – come al solito principalmente concentrata nella storyline dedicata ad Arthur – e di momenti di altissima tensione, soprattutto durante gli incontri tra Tommy e i suoi per nulla sgradevoli e inquietanti colleghi fascisti.

DOBBIAMO AMMAZZARE A FRANKIE CULO DI GOMMA


The truth is, I belong here, at this table. With fuckers like you. […] For all I try to hide it, I’m just one of you. Could there be a sadder ending, eh?

Un criminale, a prescindere dal vestito che indossi, resta sempre un criminale. Thomas lo sa, finalmente ha il coraggio di ammetterlo a se stesso e ai suoi “alleati” fascisti. Ciò che però lo rende diverso, almeno per una piccolissima parte, rispetto a Mosley, Nelson e Diana è il suo desiderio di redenzione, di lasciare qualcosa al termine del suo viaggio su questa terra. Di compensare l’imperdonabile con quel poco di bontà che gli resta.
Thomas Shelby non è un eroe, è soltanto uno dei tanti. Un boss della malavita che vive ogni suo giorno come se fosse l’ultimo, sapendo che la morte potrebbe bussare alla porta in qualsiasi momento. E ora che l’appuntamento con la nera mietitrice è già stato fissato, Tommy non ha più nulla da perdere, è una bomba pronta ad esplodere. Di fronte alla fine, l’uomo comincia finalmente ad ammettere la verità su se stesso. E senza dubbio il suo posto è a quel tavolo. Tra coloro che si sono macchiati di crimini indicibili. Insieme a persone grette e spregevoli che lo considerano al pari di un animale a causa delle sue radici gypsy.
A Tommy però non interessa, lui sa di essere, anche solo per un’infinitesima parte, migliore di loro. E ora che la sua vita ha una data di scadenza, è finito il tempo dei compromessi, della comprensione, dell’orgoglio personale. È proprio in mancanza di quest’ultimo, infatti, che si consuma anche un inaspettato atto sessuale tra Tommy e Diana – personaggio che vi farà domandare se è eticamente accettabile fantasticare su una sequenza di sesso con protagonista una donna fascista particolarmente antisemita – che non soltanto evidenzia la risolutezza di Thomas nel voler portare avanti i suoi piani, ma che assume ancor più significato nell’ottica di una volontà, da parte di Diana, di umiliare Lizzie Shelby (che in passato ebbe occasione di “consumare” col suo futuro marito) e il suo background da ex-prostituta. Il sesso da lei utilizzato in passato come fonte di sostentamento, non è altro che una pura e semplice formalità per la futura signora Mosley, membro della cosiddetta aristocrazia inglese. Si tratta di una stretta di mano per siglare un accordo, dice lei con orgoglio in faccia a Tommy, con quella sicurezza che rende il personaggio interpretato dalla bravissima Amber Anderson una delle new entry più angoscianti all’interno del cast dello show.

SIX SEASONS AND A MOVIE


 “There will be a war in this family. And one of you will die.

Non manca dunque il sangue in questo appuntamento che precede l’epilogo della serie. Sangue che sgorga tra le maglie della narrazione al pari di quello che fuoriesce dalla giugulare tagliata del povero arbitro, colpevole solo di aver preso una posizione contro i Peaky Blinders. Un destino scritto fin dalla convocazione dell’uomo nell’ufficio di Arthur, ma che sorprende nella sua duplice spietatezza: da una parte un pover’uomo ucciso soltanto perché troppo onesto, dall’altra un criminale alle prime armi, spaventato e costretto ad uccidere in maniera cruenta un perfetto sconosciuto, accollandosi così sulla propria coscienza il peso di un omicidio ai danni di un povero innocente.
Come se non bastasse, il povero Billy è al centro anche della seconda sequenza più cruenta dell’episodio, che questa volta lo vede nudo e con i testicoli letteralmente nella stretta di un imperscrutabile Jack Nelson. Ora, la domanda che sorgerà nella mente dello spettatore sarà soltanto una: Billy realmente si meritava questo trattamento? Il tradimento della fiducia dei Peaky Blinders è frutto di una scelta consapevole o di un’imposizione da parte di qualcuno? Giunti a questo punto, in realtà, poco importa. Il mondo dei Peaky Blinders non risparmia nessuno, e questa ne è soltanto l’ennesima riprova. Ciò che però importa è la direzione presa dal personaggio di Arthur, sempre più incontrollabile e lanciato, ancora più del fratello, verso una fine che si preannuncia altrettanto tragica e violenta.
Se per Arthur sembra non esserci nemmeno un barlume di speranza all’orizzonte, per Tommy, invece, una scelta ci sarebbe, come sottolinea anche l’Hayden Stagg di Stephen Graham (che sicuramente ritroveremo nel film spin off già annunciato da Steven Knight). Potrebbe fermarsi, vivere i suoi ultimi giorni da normale essere umano, ma sceglie di non farlo. In un momento di estremo candore, Thomas mostra il suo lato più umano, quello che da sempre l’uomo ha dovuto sopprimere per non rischiare di sembrare debole agli occhi degli altri. Mostra per un secondo quello spiraglio di luce in grado di far capire allo spettatore perché la sua appartenenza al tavolo dei cattivi abbia un peso differente rispetto a quella di persone ricolme di odio e risentimento come i futuri coniugi Mosley o Jack Nelson.
Chissà se anche Michael riuscirà a vedere questo spiraglio di luce prima della fine, o se il sipario calerà su Thomas Shelby nel più amaro degli epiloghi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’avvio di puntata a Chinatown
  • Un ritorno al passato tra violenza, estorsioni e intimidazione
  • Un grandissimo Stephen Graham
  • La follia di Arthur e il primo omicidio di Billy
  • Nelson vs Billy
  • Polly, fantasma dal passato
  • Diana e Thomas scopano, così, de botto, senza senso
  • La tensione che c’è ad ogni meeting tra Tommy, Mosley e compagni
  • La versione di “Red Right Hand” che accompagna il finale
  • Michael è pronto per la sua vendetta
  • Niente di rilevante da segnalare

 

Il finale è alle porte. Con un film spin-off già confermato e in uscita nelle sale probabilmente non prima del 2024, Peaky Blinders si prepara a concludere la parabola discendente di Thomas Shelby e dei Peaky Blinders con un episodio di 80 minuti che si preannuncia esplosivo. La fine dell’iconico character di Cillian Murphy è oramai segnata, ora non resta che scoprire per mano di chi.

 

 

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Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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