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The Devil’s Hour 1×01 – 3.33TEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione The Devil's HourThe Devil’s Hour è la nuovissima e intrigante serie Prime che promette suspance e una buona dose di horror. La serie prodotta da Steven Moffat lo vede ricongiungersi con il dodicesimo dottore Peter Capaldi, sempre riconoscibilissimo per i suoi capelli argentei e lo sguardo indecifrabile e magnetico che cattura lo spettatore.
Non è un prodotto semplice: la linearità non è infatti una caratteristica di questo prodotto. Linee temporali intricate e generi che si intrecciano e sovrappongono e che creano interrogativi sin dalla psichedelica sigla iniziale sono all’ordine del giorno. Non è sicuramente facile giudicare una serie del genere ma le premesse sembrano buone.
Il titolo della serie si riferisce all’ora del risveglio, ogni notte, della protagonista Lucy Chambers e suo figlio Isaac: l’ora del diavolo.

Gideon: “Déjà vu. They say it’s like a short circuit in the brain. Your sense of a moment placed in your memory center. Makes you feel like you’ve experienced all this before. Do you know what I’m talking about? That feeling. Have we been here before? Do we already know one another?”
Lucy Chambers: “You don’t know me.”
Gideon: “I know that you feel out of place. Detached. Like your life isn’t your own. I know you wake every night from a painful dream you never had.”

IL GENE DELLA FOLLIA


Sin dai primissimi minuti The Devil’s Hour presenta sequenze oniriche, visioni o ricordi sommersi da incubo che spaventano la protagonista Lucy Chambers e tengono sveglio nel cuore della notte suo figlio Isaac. Immagini spaventose e cruente turbano le notti della giovane donna che però non è la sola. Queste caratteristiche visioni sembrano di famiglia riguardano la madre di Lucy, Susan Chambers, e suo figlio Isaac.
Ma se con Susan ben presto si viene a conoscenza della demenza senile che la affligge e che potrebbe giustificare razionalmente i suoi atteggiamenti, quello che rimane veramente inquietate è proprio Isaac che sembra avere contatti ravvicinati e frequenti con persone sconosciute, reali, immaginarie o invisibili a occhio umano.

Ruby Bennet: “Isaac, do you remember waking up last night and going downstairs? And do you remember why you did that?”
Isaac: “Meredith was crying.”
Lucy: “Sometimes Isaac imagines things. People. That’s quite common, isn’t it? Imaginary friends.”
Ruby Bennett: “Is that right, Isaac? Is Meredith your friend?”
Isaac: “She can’t hear me.”
Lucy: “She’s been with us since the move. She’s not the first though, is she? We’ve had, erm, Barney, Stephanie, we even had an Alejandro once.”

Forse l’elemento perturbante è dato proprio da questo bambino che ha tutto meno che la normalità, oppresso com’è da visioni e incubi che turbano anche le sue relazioni con i coetanei e la sua vita sociale, oltre che della madre. Risulta funzionale poi la figura della psicologa che aggiunge un elemento scientifico e oggettivo ulteriore e può essere una fonte di spunti interessanti.

STORIA CRIME DAI RISVOLTI SOPRANNATURALI?


A creare e sceneggiare ogni singola puntata del proprio prodotto c’è il misconosciuto Tom Moran, un nome che non desta molto clamore visto lo scarno curriculum (un episodio di Wild Bill e due di The Feed, ed è anche il motivo per cui, quando nel Dicembre 2019 Amazon commissionò questa serie, non riecheggiò su alcun sito di news. Eppure il risultato della sua scrittura per ora sembrerebbe essere decisamente notevole.
Interessante è il personaggio del detective Ravi Dhillon la cui repulsione per il sangue e la morte costituisce una sorta di ossimoro. Il detective ha come unico obiettivo quello di catturare il misterioso killer e la presentazione della sua missione è particolarmente interessante. In apparenza sembra un character che può riservare delle sorprese nonostante una caratterizzazione ancora solo abbozzata. Il caso così complesso e intricato può anche portare lo spettatore a scoprire dei lati inaspettati del detective.
Ma sono le visioni o sogni di Lucy Chambers a scatenare la maggiore curiosità e, soprattutto, l’apparente legame che ha con la morte che è sicuramente più profondo di quanto non si sia visto in questo primo episodio. La sua caratterizzazione avrebbe giovato di qualche dettaglio in più, se non altro per empatizzare meglio anche se il divorzio e un figlio problematico potrebbero essere sufficienti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il tema del déjà vu
  • Un’introduzione interessante
  • Il vecchio irlandese irresistibile
  • La possibilità di un serial killer come coprotagonista
  • L’aspetto crime , thriller e soprannaturale che sembrano creare già un mix irresistibile
  • Il ritmo veloce e i frequenti cambi di immagine e personaggi rendono forse l’episodio un po’ confusionario e si può perdere il focus
  • È molto evidente la caratterizzazione appena abbozzata di Lucy Chambers e Ravi Dhillon che avrebbe dovuto essere più stringente 

 

The Devil’s Hour pone le basi per un’interessante storia crime dai risvolti thriller e soprannaturali. I casi di omicidio irrisolti e le vicende soprannaturali di Lucy Chambers e suo figlio sono degli ottimi punti di partenza, nonostante qualche pecca nella loro presentazione ma l’interpretazione accattivane di Jessica Raine e della controparte Peter Capaldi catturano l’attenzione promettendo scintille ma chiedendo anche un po’ di pazienza allo spettatore.

La notte sognivaga passeggia nel cielo ed il gufo, che mai dice il vero, sussurra che sono in me draghi ch'infuocano approdi reali e assassini seriali, vaghi accenti d'odio feroce verso chiunque abbia una voce e un respiro di psicosfera che rende la mia indole quanto mai nera. Però sono simpatica, a volte.

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